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“Mai senza testa”, l’educazione sessuale tra i banchi di scuola con il Leo Club “Catanzaro Host”

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“Mai senza testa”, l’educazione sessuale tra i banchi di scuola con il Leo Club “Catanzaro Host” – Il sodalizio leonistico guidato dal presidente Yves Catanzaro protagonista di una giornata di sensibilizzazione al liceo scientifico “E. Fermi”

Le malattie sessualmente trasmissibili, come evitarle e come avere un corretto rapporto con la sessualità: è attorno a questi temi che si è sviluppata la lezione di sensibilizzazione promossa nei giorni scorsi dal Leo Club “Catanzaro Host” presso il liceo scientifico “E. Fermi” di Catanzaro.
Gratificata da una folta platea di studenti delle terze classi, la manifestazione organizzata dal sodalizio leonistico guidato dal presidente Yves Catanzaro si inquadra nel più ampio raggio del progetto distrettuale “Mai Senza Testa”, il cui obiettivo è quello di far prendere coscienza ai giovani della pericolosità di una pratica sessuale non protetta e per questo maggiormente esposta ad insidie. A tenere l’insolita lezione di educazione sessuale ci ha pensato la psicologa Giuditta Lombardo che, eliminate le tradizionali barriere, proprie del rapporto tra discente e docente, ha saputo trovare un contatto diretto con i ragazzi riuscendo nel suo intento di sensibilizzarli su tematiche così importanti eppure spesso considerate in ambito scolastico.

Entusiastico il giudizio degli organizzatori: «Parlare di educazione sessuale a scuola vuol dire non solo fare prevenzione di carattere medico ma anche di carattere sociale illustrando ai ragazzi le modalità attraverso cui sviluppare una corretta sessualità scevra da violenze e aberrazioni. Purtroppo sono poche le scuole che propongono agli studenti approfondimenti di questo genere – ha sottolineato Catanzaro – ed è anche per questo che il Leo Club “Catanzaro Host” ha deciso di organizzare tale appuntamento; un ringraziamento non può che andare dunque all’Istituto che ci ha aperto le porte, ai docenti e al dirigente scolastico Luigi Antonio Macrì per la sensibilità dimostrata. Smuovere le coscienze dei giovani e renderli consapevoli dei pericoli che si possono correre se non si usa la testa in determinati frangenti – ha concluso Catanzaro – è la migliore forma di educazione alla vita».