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Mare blu e montagna di Calabria ma quale turismo. Parliamo con la scrittrice Coppari

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Un atterraggio dolce sorvolando il mare blu di Calabria, dove però il turismo non è sviluppato adeguatamente. Una bella spiaggia e poi una bella montagna, dei paesaggi stupendi, dolci ed aspri. Impressioni di turista culturale, impressioni di scrittrice e di turista. Giorgia Coppari approda in Calabria, allo scalo aeroportuale di coppariLamezia per trascorrere alcuni giorni di vacanza con un gruppo di giovani siciliani e calabresi che villeggiano chissà dove. Sulle montagne della provincia di Catanzaro nella Sila catanzarese, proprio a Villaggio Mancuso ancora addormentato nonostante le sue potenzialità, con le strutture ricettive chiuse, qualche casa aperta e tutto il resto in attesa dei fine settimana o del mese di agosto. Però questo gruppo di turisti insoliti ha svegliato il villaggio anzitempo e riempe due strutture ricettive. E’ presente pure la scrittrice Giorgia Coppari tra di loro, venuta dalla lontana Ancona a raccontarsi e a raccontare. Chissà che questi paesaggi e quest’umanità calabrese non la ispiri per il futuro. In questi anni ha scritto tanto per i giovani, ma non solo come dice nell’intervista. Le sue opere pubblicate in varie edizioni, con la casa editrice Itaca sono La Promessa (romanzo) nel 2009, Qualcosa di buono (romanzo che si è aggiudicato il secondo premio Città Cava de’ Tirreni) nel 2012, Tutto al suo posto (racconti) nel 2014.

Che impressione ha avuto della nostra terra e del nostro mare?

Il mare l’ho visto solo dall’aereo e mi è sembrato molto blu, forse perché io sono abituata all’Adriatico che è più verdognolo. Mi è molto piaciuta la zona montuosa perché l’ho trovata, con mia grande sorpresa, molto verde e lussureggiante. Boschi freschi, accoglienti e rilassanti. Clima ottimo. Ho avuto però la sensazione che non ci sia turismo: ho notato, con dispiacere, molte case e strutture turistiche abbandonate. Un vero peccato!

Scrive per un pubblico giovanile: scelta o contingenza?

In realtà io non scrivo per un pubblico giovanile: scrivo per il gusto e il bisogno che ho di scrivere. È vero che alcuni racconti, alcune storie possono essere particolarmente rivolte ai giovani. Quando ho pubblicato la Promessa, infatti, ho intuito che si trattava di una storia che poteva essere rivolta ai giovani, dato che il protagonista è un ragazzo che vive tutta la problematica e l’avventura del crescere, allora l’ho dedicata “ai nostri figli” come si può leggere nella prima pagina. L’intuizione si è rivelata giusta: i giovani che hanno avuto modo di leggere il romanzo l’hanno molto apprezzato e questo mi fa particolarmente piacere perché è il segno che in un mondo così complesso come il nostro, pieno di stimolanti e psichedeliche attrattive, il cuore resta ancora bisognoso di amore vero e di fedeltà, le esperienze di Luigi, il protagonista della storia.

Da dove nascono le sue storie: immaginario, sogno o realtà?

Nascono dalla realtà e dall’esperienza che io ne faccio, direttamente o indirettamente. Naturalmente l’immaginazione, poi, è un elemento fondamentale perché ogni storia, ogni personaggio deve avere la propria realtà, il proprio sviluppo letterario. Qui sta il bello della scrittura: si parte da un suggerimento che la realtà offre e poi si segue. Una bella avventura, la scrittura! Come tutta l’arte.

Quale, tra i libri pubblicati le è costato più fatica?

Nessuna fatica, lavoro sì, ma pieno di gusto. Certo, il romanzo storico, il primo pubblicato, mi ha costretto a fare una ricerca approfondita per ricostruire l’ambiente, il contesto storico e sociale, ma la passione per i personaggi ha attenuato la fatica. Inoltre la ricerca mi ha fatto fare delle belle scoperte. Comunque qualunque personaggio richiede un impegno da parte dello scrittore: ad esempio la badante albanese del secondo romanzo, Qualcosa di buono, mi ha richiesto di fare lunghe chiacchierate con una giovane albanese e anche un’indagine sulla storia di quel paese, un arricchimento notevole per me!

Cosa pubblicherà a breve?

Ho un paio di storie su cui sto lavorando da un po’ di tempo. Lo valuteremo con l’editore, una persona di cui mi fido molto. L’ importante, per me, è scrivere, scrivere ciò che piace a me. Poi, se la pubblicazione verrà, sarà un di più e se i lettori, com’è avvenuto finora, apprezzeranno, un ulteriore di più.