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MASCARO : “Difendete. Difendetevi. Io combatterò; ma voi, tutti voi, combattete insieme a me, insieme a noi”.

Il messaggio dell’avvocato Paolo Mascaro alla popolazione in occasione del suo incontro accorsa in un tripudio di folla a piazza Mazzini ( piazza d’Armi) . “ Lamezia Live” lo ripropone in modo integrale cogliendone i passaggi centrali.
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MASCARO : “Difendete. Difendetevi. Io combatterò; ma voi, tutti voi, combattete insieme a me, insieme a noi”.

Mai la fredda burocrazia potrà sostituire la forza della passione, la forza dell’amore, la forza della volontà.

“In quindici mesi si paralizza Lamezia e si paralizza in ciò che è nei vostri sguardi. E lo sapete che cosa ha dovuto subire questa città”.

In quindici mesi il Comune di Lamezia Terme non s’era dotato dei componenti dell’organismo indipendente di valutazione ed in in quindici mesi non sono stati in grado di designarli.

Arriva Mascaro il 28 febbraio ed il 28 febbraio stesso, pomeriggio, li individua; dopo pochi giorni li nomina; dopo pochi giorni ancora si insediano.

Doveva essere adeguata per norma di legge la macrostruttura ai decreti attuativi della legge Madia  entro il 25 settembre del 2018. Ma quando arriva il Sindaco Mascaro, il 22 febbraio 2019, ancora non erano stati adeguati : chi ci pensa ? Ovviamente Mascaro nei 17 giorni di rinascita.

Non s’era neanche provveduto  alla revisione annuale delle partecipate, con un rischio di una multa di 500 mila euro sottratti alle  tasche della comunità, di una comunità sofferente.

Altra pratica da smaltire è stata quella del DUP ( Documento Unico Programmazione)  ndr), che entro il 30 settembre di ogni anno deve essere approvato e ad oggi non è però stato approvato.

Il 31 marzo del 2019, ancora, scade il termine per l’approvazione del bilancio previsionale e con l’amministrazione Mascaro nel 2017, il 31 marzo viene approvato .

Questo è quello che si è trovato. Nonostante questo, l’Amministrazione Mascaro si è rimboccate le maniche perché “noi siamo uomini che veniamo dal nulla e veniamo dal lavoro. E con tutte le nostre forze abbiamo lottato e rimediato; e guardavamo avanti, guardavamo il sole pensando che potessimo renderlo perpetuo su questa terra. E avevamo programmato tanto”.

Frattanto il Sindaco s’era incontrato anche con il sottosegretario quando si stava preparando la trappola mortale e si era concordato per un appuntamento a Roma per sbloccare finalmente ciò che sta massacrando questa terra; quel piano di riequilibrio che blocca  le assunzioni. “

Dovevamo vederci a maggio per sbloccare e procedere finalmente con 50- 60 assunzioni per cambiare il destino di questa terra”.

“ Ed allora, com’è possibile che a fronte di quella sentenza questa sera questa comunità debba ancora soffrire e piangere? Cosa è accaduto? La gente vuole sapere cosa è accaduto; qual è la cosa grave che ha costretto ad applicare una norma eccezionale; applicare un istituto che è l’istituto previsto dall’art. 56 del codice della Giustizia amministrativa che, inaudita altera parte, senza poter pensare di ascoltare la voce di una fascia tricolore.

Signori”.  ( Da qui ha inizio la parte integrale raccolta dall’intervento dell’avvocato Mascaro).

“Quella fascia tricolore che lo aveva chiesto tre volte : questo all’antistato non lo perdonerò mai. Mai. Mai, Presidente ( Rivolgendosi al Dr Sergio Abramo, ndr)- Voi non dovete farlo perdonare mai all’antistato; e una fascia tricolore, prima di essere sentita, è una fascia che non viene ascoltata.

Voi lo dovete promettere questa sera  : che voi combatterete ogni battaglia perché l’antistato venga definitivamente sconfitto.

E allora. cosa ha fatto l’antistato: l’antistato, ancora una volta, in una serata di venerdì, nel mentre io facevo battere il mio cuore accanto al cuore dei nostri campioni ( della ” Lucky Friend, ndr) , quella sera l’antistato andava avanti e notificava un appello alle 17,45 e, con questo appello, chiedeva un’immediata sospensiva di una sentenza motivata, di una sentenza dettagliata, di una sentenza frutto di studio e di lavoro; chiedeva la sospensiva inaudita altera parte. I miei avvocati lavorarono fino alla mezzanotte.

Capiamo che è una trappola mortale e non vogliamo che questa città la paghi. E lavorammo tutta la notte, perché l’art. 56, comunque, prevede la possibilità, anche quando viene chiesta la sospensiva inaudita altera parte, prevede la possibilità discrezionale del Presidente, o del delegato, di sentire.

Mandiamo subito alle 9,30 di sabato mattina, la p.e.c. : sentiteci, siamo pronti; ascoltateci prima di prendere la decisione. Alle 9,30 la inviamo. Signori miei : alle 11,20 il vostro destino è segnato; in un arco temporale che impedisce a chicchessia, anche al luminare dei luminari, di guardare le carte in maniera compiuta. Alle 11,20 li mandano tutti a casa, con una sospensiva inaudita altera parte; ancora una volta mostrando mancanza di rispetto assoluto per i rappresentanti della democrazia.

Urlatelo ! voi lo dovete urlare con le vostre fasce, come lo urlo io con questa fascia simbolica che sento ancor essere su di me, perché nessuno me la può togliere senza la legittimazione del popolo.

In due ore ci mandano a casa, allora.

Ma lo sapete perché c’è la rabbia ? Non è tanto la rabbia delle due ore che pur deve far riflettere l’intera Nazione, non Lamezia Terme. Sapete perché sono particolarmente arrabbiato? Perché l’atto di appello finalmente è l’Avvocatura Generale dello Stato che riconosce che non sussistono i presupposti. Lo riconosce nel momento nel quale nell’atto non si  contesta la legittimità di un solo atto.

Le chiacchiere, le chiacchierelle, le ignoranze dell’antistato sono finalmente sconfitte, l’Avvocatura Generale alza le braccia e non contesta più l’illegittimità di ogni atto. Ed allora, in presenza di questo, come si fa a concedere una sospensiva? La sospensiva sostanzialmente viene concessa per un motivo: per combattere battaglie che sono più grandi noi.

Io auspicavo per questa sera la presenza di tanti sindaci e l’auspicavo perché noi  dobbiamo combattere una battaglia; ed io non mi fermerò sino a quando questa battaglia non condurrà alla vittoria.

 

Noi dobbiamo modificare una norma illiberale, antidemocratica, repressiva della democrazia rappresentativa, che massacra i territori, che si presta a carrierismi ed a giochi di potere, che si presta a giochi della politica. Noi dobbiamo combattere questo art. 143 : ciò che è accaduto a Lamezia Terme non dovrà accadere in futuro a Catanzaro, a Carlopoli, a Conflenti, a Roma; ma lì non succede lo stesso.

Ma voi forse pensate alle favolette secondo cui siamo tutti uguali? Dobbiamo sconfiggerla questa norma che oggi consente che qualcuno abbia usurpato quella fascia; che qualcuno abbia usurpato quella poltrona e lo consente sul nulla.

Perché se voi andate a chiedere ai mandanti e agli esattori di questo omicidio di piazza, nessuno vi saprà dire perché Lamezia oggi è senza il suo sindaco;  perché Lamezia è senza il suo consiglio; perché Lamezia è senza il suo amministratore. Non ve lo saprà dire nessuno. Ma sapete perché è tanto vero ciò che di vero dico? Ma perché avantieri un quotidiano a diffusione nazionale ha parafrasato la vicenda Lamezia paragonandola a quella barzelletta  cinese che sostanzialmente in due parole dice questo: “vi è un marito che ogni sera, tornando a casa, picchia la moglie pensando che la moglie sappia perché venga picchiata, quando invece è lo stesso marito che picchia e non sa perché la picchia”.

Ministro, Presidente del Consiglio, signori Giudici : rimediate al ridicolo che sta massacrando l’antistato.

Io continuerò questo sciopero della fame per cercare di portare le vostre voci più in alto che si possano portare, portando avanti questa battaglia ideale per tutti, in particolare per la nostra terra e per le nostre terre.

Terre del Sud! Terre martoriate! Terre delle quali si parla per possibili federalismi. Terra che si vuole rendere sempre più povere, sempre più sole e sempre più isolate. Terre che si vogliono massacrare. Terre che si massacrano anche nell’individuazione della criminalità anche ove la criminalità non sussiste. Noi dobbiamo difendere queste terre: perché?

Perché qui siamo stati mandati tutti a casa senza che si sia guardata una sola carta. Noi dobbiamo impedire che possano esservi tali sussulti di anti-democraticità, che possano massacrare le popolazioni.

Noi dobbiamo mandare un messaggio alto, quando in fredde stanze romane o di altre città si mette una firma; bisogna capire che quella firma  provoca ferite laceranti alle persone, alle comunità, alla democrazia. Bisogna smetterla di sottovalutare le cose e con freddezza burocratica massacra le comunità e le persone, bisogna finirla.

Noi dobbiamo fare in modo che la democrazia dell’ascolto, la democrazia delle partecipazione sia regola vera di uno Stato vero e non di un antistato di parata, e non di un antistato di carriere e non di un antistato di vanto di provvedimenti massacratori di una comunità.

Il mio sciopero della fame continuerà; non ho paura della sofferenza; i valori morali sono ben più alti di quella che è la sofferenza dell’uomo,

Difendete. Difendetevi. Io combatterò; ma voi, tutti voi, combattete insieme a me, insieme a noi. Voglio dire alle tante coscienze sporche che esistono in questa vicenda, nel mentre il vostro carrierismo vi porta a massacrare le comunità, esiste ancora chi per difendere quelle comunità massacra il proprio corpo e il vostro fisico. Se capiscono questo, forse cambieranno  atteggiamento.

Volevo chiarire i motivi  di uno sciopero, i motivi di una protesta, e sono questi, essenzialmente. Rispetto per la democrazia, eliminando una norma illiberale , antidemocratica, che si riempie la bocca  parlando di norme che servono a contrastare la criminalità, bleffa sapendo di bleffare; mente sapendo di mentire.

Difendiamo i nostri territori con le unghia e con i denti; dobbiamo far arrivare a quei palazzi che cercano sempre di immetterci più in basso possibile.

Sono certo, oggi, di tornare tra pochi giorni. Ma nello stesso tempo abbiamo tutti, tutti insieme, il dovere di lottare.

Non dobbiamo disperdere le positività che questa sera sono presenti in questa piazza, ma le positività che sono in tutte quelle piazze d’Italia. Noi non dobbiamo disperderle.

Costruiamo un mondo diverso; costruiamo delle classi che possono cambiare i destini della nostra Regione. Partiamo dai nostri territori.

Questo popolo a testa alta e stasera accanto al suo Sindaco, pure essendo il suoi Sindaco additato di chissà quali cose in ipotesi egli abbia  combinato.

Con questo coraggio, il coraggio delle genti comuni; il coraggio del popolo; il coraggio di chi vuole andare avanti e riesce ad andare avanti. Noi con questo coraggio sconfiggeremo tutti; ecco perché ho voluto che ci foste voi, perché volevo che vedeste la forza di Lamezia, la forza delle associazioni, degli studenti, dei lavoratori, dei disoccupati; di tutti coloro che credono, come me, come noi, fortemente nello Stato, che vogliamo difendere la democrazia, che si inchinano di fronte ai servitori veri dello Stato, che apprezzano l’opera silenziosa e quotidiana, di servitori veri dello Stato.

Difendete. Difendetevi. Io combatterò; ma voi, tutti voi, combattete insieme a me, insieme a noi. Lasciate stare quelle che possono essere opinioni politiche.

Lamezia: amatela. Amatela !

Grazie a tutti voi. Combattiamo tutti insieme. Combattiamo la battaglia per la LEGALITA’ !