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Mastroianni (PD): Acqua bene pubblico naturale e gratuità dei primi 50 litri giornalieri per uso domestico

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Adozione di politiche sostenibili concernenti il servizio idrico che consentono al cittadino residente a Lamezia Terme l’accesso gratuito ai primi 50 lt di acqua potabile per uso domestico, recuperando i costi a carico delle eccedenze erogate

 

Premesso che l’acqua è un bene pubblico naturale e diritto umano universale.

In quanto tale:

  • il diritto all’acqua potabile di qualità e ai servizi igienico-sanitari deve essere garantito ai cittadini senza interruzioni;
  • l’acqua è un bene comune e tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili;
  • l’acqua costituisce una risorsa che deve essere salvaguardata e utilizzata secondo criteri di efficienza e solidarietà, responsabilità e sostenibilità;
  • l’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, in quanto diritto umano universale, si basa sul quantitativo minimo vitale gratuito di 50 litri giornalieri che viene garantito anche in caso di morosità per soddisfare i bisogni essenziali tra i quali sono compresi i servizi igienico-sanitari di base;
  • l’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto all’uso per l’agricoltura e per l’alimentazione animale; per tutti gli altri usi deve essere favorito l’impiego dell’acqua di recupero.

Auspicando di ottenere il consenso unanime il Consiglio Comunale  impegna il Sindaco e la Giunta municipale a promuovere azioni per:

– la sensibilizzazione dei cittadini e dell’opinione pubblica sul tema dell’acqua e della desertificazione coinvolgendo gli altri Comuni della provincia e la Regione Calabria;

– contrastare ogni forma di politica e di sviluppo che di fatto possa comportare direttamente o indirettamente o un impoverimento quantitativo/qualitativo del patrimonio “acqua” o un estendersi dei processi di desertificazione;

– preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l’accesso all’acqua per tutti, come diritto a partire dal proprio territorio;

– ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l’uso nei luoghi pubblici;

– sollecitare il gestore del servizio, in quanto responsabile dei controlli, affinché garantisca ottimi livelli qualitativi dell’acqua del rubinetto poiché i residui dei prodotti utilizzati per il processo di potabilizzazione dell’acqua sono in molti casi nocivi alla salute dei cittadini ai quali non vengono fornite informazioni adeguate in merito;

– praticare la riduzione dei consumi domestici e a sollecitare l’adozione negli edifici pubblici, nelle abitazioni, di tecnologie di riduzione dei consumi (riduttori di flusso);

– sostenere, con tutti i mezzi legittimi, iniziative concrete in difesa dell’acqua come diritto umano e bene comune da parte delle istituzioni;

– definire le azioni necessarie per garantire una gestione ed un governo pubblico delle risorse idriche del territorio non assoggettabili a logiche di libero mercato e, pertanto, gestite senza logiche di profitto innescando comportamenti virtuosi nei confronti della risorsa, del servizio idrico e della sua gestione nel complesso;

– introdurre la politica tariffaria che, col criterio della progressività e diluendola sulle eccedenze

erogate, consenta a ogni cittadino residente la gratuità di erogazione dei primi 50 litri di acqua potabile per solo uso domestico, necessari per garantire i bisogni essenziali, tra i quali i servizi igienico-sanitari, e il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU;

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA

a) la convinta adesione del Comune di Lamezia Terme ad ogni iniziativa tesa al ritorno di una gestione dell’acqua completamente pubblica, come l’esito referendario popolare del 2011 ha chiaramente imposto;

b) di riportare correttezza sulle tariffazioni, di vigilare sul corretto utilizzo dell’acqua da parte dei cittadini in particolare sugli odiosi prelievi abusivi alla rete idrica pubblica per usi impropri;

c) di inoltrare la presente mozione all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Servizio Idrico con l’invito ad inserire nella deliberazione, riguardante il metodo tariffario, la previsione di gratuità della quota di 50 litri pro-capite al giorno ai fini della determinazione della tariffa quale quantitativo “minimo vitale che deve essere garantito a chiunque”, come già previsto dall’art.2 comma 3 lettera E dello Statuto comunale vigente (delibera CC n.6 del 7-5-2012).

d) di intraprendere, entro 6 mesi dall’approvazione di questo atto, ogni iniziativa di propria competenza affinché l’utility comunale in-house che gestisce il servizio idrico comunale, si faccia portatrice di una politica tariffaria che consenta a ogni cittadino residente la gratuità di erogazione dei primi 50 litri di acqua potabile per solo uso domestico, necessari per garantire i bisogni essenziali, tra i quali i servizi igienico-sanitari, e il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU;

e) di impegnare gli uffici comunali competenti a rendere pubblici tutti i dati relativi alle analisi di routine e di verifica periodica come previsto dalla legislazione vigente nella massima trasparenza alla cittadinanza mediante la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune e del soggetto gestore del servizio.