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MatrioskaTeatro conclude domani al Cafè Retrò

“Speriamo che non sia proprio un addio ma un arrivederci.”
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“Matrioska! La rassegna teatrale che, spero, smonterà e rimonterà le vostre menti e i vostri cuori.”

Cosi definisce Armando Canzonieri  il suo bimbo teatrale, che ha fatto nascere, cullato e adesso lo dovrà lasciar andare come si fa con i figli quando cominciano sentirsi pronti a scoprire nuovi orizzonti.

Armando Canzonieri, è nato a Lamezia. “Ma ho vissuto ultimi anni un po’ in giro. Ho fatto l’insegnante di sostegno a Novara per tre anni, ho vissuto a Cosenza, e poi sono tornato qui con questa voglia di fare la rassegna teatrale perché a Novara ci abbiamo provato con degli amici e non ci siamo riusciti.

E poi, come di solito capita, prima nasce un’amicizia, e poi le idee inizieranno a circolare. Una cena, poi il caffè e poi arrivi ad un certo punto e dici: “Ma sì, perché non ci proviamo, facciamolo! “

Armando è uno che ama il teatro.”Quando posso, cerco di farlo, lo seguo poco ma perché non riesco a organizzare il tempo, però mi affascina molto. Non lo faccio per lavoro ma proprio per passione”. Per tanti anni ha fatto insieme al suo amico Giuseppe una compagnia teatrale che si chiama teatro Sofia a Cosenza e per tre anni di fila hanno partecipato con uno spettacolo sempre nuovo inedito al club festival che si fa ad agosto al Cleto Festival, un borgo sopra Amantea.

“ E poi ho raccolto un po’ di contati, ho coinvolto amici ed è uscita la rassegna che si chiama appunto: “Matriosca”.

E’ durata sei mesi, abbiamo fatto 16 spettacoli e le persone hanno reagito molto bene. Siamo riusciti a coinvolgere tante realtà sia cittadine sia calabresi che comunque avevano qualcosa che volevano portare  un po’ in giro e ad un certo punto abbiamo fatto questo esperimento di organizzare due doppie date: una a Lamezia, una a Cosenza, perché io a Cosenza organizzo eventi culturali con quest’associazione che si chiama Il filo di Sofia al teatro dell’Acquario che è il teatro storico di Cosenza nonché il bistrò. E la cosa ha funzionato.” ”Sapevo che i ragazzi di Cafè Retrò stavano comunque organizzando e cercando di fare qualcosa di diverso. Abbiamo  aggiunto un tassello in una realtà culturale che è già molto ricca, molto viva, perché oltre a concerti, si organizzano  proiezioni di film, c’e un bel giro di persone che hanno voglia di condividere quelle che sono le loro passioni ed io nel mio piccolo ho condiviso questa.”

E perché il nome Matriosca?

“Mi piaceva questa idea: regalare un’immagine del contenitore che contiene qualcosa che è simile ma diverso rispetto al contenitore. Un po’ come il rapporto tra la vita e il teatro. Dentro il teatro c’è la vita e dentro la vita c’è teatro. Perché nella vita noi recitiamo tanti ruoli e nel teatro non facciamo altro che guardare da una prospettiva diversa ciò che sono alcuni aspetti della vita che viviamo”.

Quindi la rassegna teatrale Matriosca è arrivata alla fine. Con un reading  Alessandro Cosentini  ha presentato una serie di letture da lui chiamate “Le letture dal sotto suolo”, un chiaro riferimento a Dostoevskij: “Quello che ho provato a fare è stato farmi un giro nei bassifondi della coscienza umana e gli autori dei racconti che ho scelto, mi hanno guidato in questo viaggio. Pochi sono gli scrittori che riescono a raccontare il dolore e tutto quello che comporta la sofferenza. L’equilibrio tra i racconti che propongo è proprio nel prendere una strada che sfiora il pianto ma con leggerezza e con un po’ d’inaspettata ironia. Insieme a voi che ascoltate, vorrei riuscire a esplorare i luoghi che sono alle origini dei sentimenti umani e il saltuario contributo della musica in sottofondo sottolineerà la dimensione nella quale si muoveranno i personaggi”.

“Culpa mea”, ma ho scoperto tardi la Matriosca! Però sono rimasta folgorata da un spettacolo in particolare: Briciole di Teatro di Paolo Cutuli. 10 storie d’amore nell’inferno del disamore. 10 personaggi alla ricerca di un bacio, una carezza o una parola gentile. 10 anime belle che vogliono raccontarsi attraverso il corpo e la voce di Paolo.

Il 18 avremo una sorpresa per la festa di chiusura.

“Speriamo che non sia proprio un addio ma un arrivederci.”

Lo spero anch’io. Adesso vorrei dire quella parola che si augura in teatro prima di cominciare, ma non sono sicura che me l’avrebbero pubblicata… Comunque, tanto la conoscete già.

Cafè Retrò; Corso Numistrano
Lamezia Terme

 

Monika  Momon Sojkova