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Mcl, per la salvaguardia della nostra identità

A 43 anni dalla nascita del movimento un documento che esalta la funzione educativa dei simboli
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Alla porta di questo secolo bussano, con violenza sempre crescente, orientamenti culturali e di fedi che mirano a mettere in discussione il patrimonio della Cristianità, a mortificare la portata del messaggio di Cristo Dio, padre di tutte le genti, a minare, fin dalle sue radici più profonde e vere, la missione universale della Chiesa.

E’ il testo del documento redatto dal Movimento Cristiano Lavoratori Calabria, in occasione della festa dell’Immacolata che ricorda pure i quarantatre anni dalla nascita avvenuta l’ 8 dicembre 1972.

Ieri, i grandi artisti – pittori e scultori – hanno guardato il Volto sacro di Dio Padre per trarre ispirazione nel tentativo di umanizzarne la Divinità Mcl Massara movimento cristiano lavoratori calabriada accostare a guida dei viventi verso il loro riscatto sulla via dell’eterno: e vennero a parlare a tutti noi le imponenti figure di Michelangelo, che già vivono l’esaltazione della fede alla luce della giustizia ultraterrena; e ci consolarono con la dolcezza del loro sguardo materno le Madonne e le immagini di Santi, trasfigurati nella gratificante visione del divino, per mano dell’urbinate Raffaello; e ci tormentarono in drammatica meditazione i personaggi, calati in un alone di luce propria, del Caravaggio; e ci hanno guidato alla contemplazione dei misteri divini le icone scintillanti nei colori densi di simboli figurativi, ispirate all’ortodossia d’Oriente, che anonime mani di asceti hanno creato a gloria del Signore.

E proprio dall’Oriente, che oggi è presentata da alcuni come patria di una fede diversa, ma dal volto violento e sanguinario, sono venuti all’umanità le voci dei grandi Padri e Dottori della Chiesa, S. Basilio il Magno e San Giovanni Crisostomo, di S. Giacomo, di Cirillo e Metodio, delle Chiese di Antiochia e di Gerusalemme, della chiesa Caldea ed Alessandrina, della Chiesa Copta e Maronita, della Chiesa Russo/Slava e Georgiana: immagini e documenti di intensa spiritualità a cui tutti i cattolici dovrebbero guardare con rinnovato spirito di emulazione oggi, che i principi basilari del nostro credo rischiano di essere messi in discussione dai pulpiti più disparati.

Oggi, infatti, in nome del diritto alla libertà di espressione dell’artista, si mortifica il Cristo in Croce, calandolo nella ripugnante soluzione di rifiuti umani; e in nome di un malinteso rispetto di altre fedi, il Crocefisso, consolatore degli afflitti per i dolori di ogni tempo, è rimosso da quelle aule dove noi bambini, a mani giunte di innocenti, con lo sguardo verso il cielo, abbiamo imparato a recitare una preghiera prima dell’orario di lezione; è rimosso anche dalle corsie di ospedali e dai luoghi di cura, dove il pianto e la sofferenza dell’uomo più direttamente si unisce a quel Dio misericordioso, dal momento che si manifesta non nella sua regale maestosità ma nell’umanità della crocefissione.

Ma Cristo, oggi, appare sempre più straniero e poco integrato nel vivo di quell’Europa che sta cercando positivamente di integrare tutti: Chi fugge dalle guerre, dalle malattie, dalla disperazione, ma negativamente va trascurando sempre di più il Cristo e la Fede, le radici cristiane ed il sentimento religioso di tutto l’Occidente.

E il popolo di Dio è qui a gridare a tutti gli uomini del nostro tempo il suo no al silenzio complice di quanti, in nome di un distorto concetto di rispetto del credo altrui, spingono oltre la soglia dell’oblio i simboli più diretti della sua identità religiosa.

Il popolo di Dio non può consentire che Cristo venga messo in croce ancora una volta, restando in silenzio di fronte a tanta forma di dissacrazione nella società, nella scuola, nei luoghi istituzionali.

Chi quotidianamente vive la Fede come anelito alla salvezza eterna, come riscatto dalle umane miserie, come bisogno di universale giustizia sociale, avverte la necessità di confermarLA con forza attraverso i simboli più significativi e intensi che la Chiesa, con la sua millenaria didattica del Credo, ci ha insegnato a riconoscere come strumenti funzionali alla nostra testimonianza di fede in terra e alla conquista della nostra salvezza eterna nel regno dei cieli.

Ecco perché noi di MCL vogliamo esaltare, oggi più che mai, la funzione educativa dei simboli come il Presepe, il Crocifisso, le funzioni religiose e la partecipazione alle manifestazioni di Fede, proponendoci come alfieri della conferma della nostra identità religiosa e culturale: quella dell’Occidente intero, figlia di un Oriente spirituale intenso e vivo, affinché Cristo e il suo messaggio di pace non sia fermato lungo le contrade di questa nuova Europa.

Europa che ha voluto rinnegare la propria identità, rifiutando di menzionare le proprie radici cristiane nel nuovo Trattato costituzionale.

Noi non siamo disposti a barattare le nostre radici e la nostra identità in nome di un “indifferentismo culturale” che lentamente e gradualmente, in maniera oseremmo dire scientifica, sta annientando un patrimonio culturale e religioso millenario.