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Menti Vuole: il nuovo videoclip di Fabrizio Basciano

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Ieri, martedì 25 agosto è stato pubblicato sul canale YouTube di Fabrizio Basciano il suo nuovo videoclip, Menti Vuote.

Il brano fa parte di KLAR, ultimo lavoro discografico di Basciano la cui uscita, prima prevista per la fine di giugno 2014, sta ora attendendo una definizione con l’etichetta che, interessandosi al suddetto lavoro, ne aveva di fatto posticipato la pubblicazione. Nel frattempo però, dopo il videoclip del primo singolo di KLAR, Who made the ancient world, pubblicato sempre sul canale YouTube dell’autore il 3 maggio scorso, arriva il videoclip del secondo singolo, appunto Menti Vuote, brano che l’autore aveva scritto in precedenza e che ha ora completamente riarrangiato per questo nuovo lavoro discografico.

Il testo del brano intende comunicare, con parole proprie, il punto di vista secondo il quale una “mente vuota” è tale poiché paradossalmente piena, piena di informazioni poco o per nulla organizzate, non verificate, perché oggetto di un continuum di stimoli di provenienza varia e alle volte per nulla selezionata, tale da rendere la neocorteccia non più una fonte enorme di incredibili possibilità ma, sfortunatamente, un coacervo di impulsi d’ordine reattivo e assolutamente automatico.
Una mente vuota dunque, ma vuota di cosa esattamente? Vuota di senso, priva cioè di una vera e autentica direzione, incapace a “produrre un’osservazione, reale e tale da portare in grembo un’onda d’emozione” come recita testualmente il brano di Basciano che, continuando, afferma: “Menti vuote, troppo piene per pensare deliberatamente in una qualche direzione”.

Il brano viene dunque affiancato da un videoclip quantomeno particolare per vari motivi. Primo fra tutti il carattere sociale di questo nuovo esperimento, consistente nel permettere a chiunque volesse di contribuire con un proprio intervento video. Tramite un messaggio pubblicato sul proprio profilo Facebook l’autore ha così invitato quanti ne avessero avuto voglia a prendere parte attiva alla realizzazione di questo nuovo videoclip che si può così definire un vero e proprio videoclip sociale, forse il primo veramente tale nel suo genere.
Al carattere sociale di questo videoclip si aggiunge la sua peculiare cifra stilistica, che vede nella modalità di ripresa “selfie” il proprio pilastro: “Il selfie è emblema e allo stesso tempo risposta all’imperante bisogno di esagerazione estetizzante che la nostra epoca esprime. Ognuno oggigiorno sente, in quantità e modalità differenti, la necessità di spettacolarizzare se stesso e il proprio vissuto, seguendo inconsciamente un nuovo imperativo sociale che potremmo riassumere con il seguente ‘Sii il tuo stesso oggetto di desiderio sessuale’ ”.

La necessaria e voluta amatorialità delle riprese del videoclip (i cui contributi, oltre che da tutta Italia, giungono anche dal Venezuela, dalla Cambogia, dalla Svizzera e da diversi altri paesi) fa poi da contraltare all’imperante tecnicismo filmico che spesso, o quasi sempre, lamenta una totale carenza di idee e concetti da veicolare. Una risposta questa che giunge dalla periferia delle periferie e che si scaglia contro la totale americanizzazione del far film che, totalmente priva di idee nuove e rigeneranti, punta tutto sulla spettacolarizzazione tramite l’abuso di una tecnica già vecchia non appena ci si sposta temporalmente poco più in là.