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Michele Mastroianni (Sovranità): “Quale futuro per l’ex raffineria di Lamezia sud?”

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Michele Mastroianni (Sovranità): “Quale futuro per l’ex raffineria di Lamezia sud?”

“A località “bellafemmina” di Sant’Eufemia persiste da anni una situazione di degrado e abbandono che deve essere risolta una volta per tutte”. A dichiararlo è Michele Mastroianni, Segretario Cittadino di Sovranità-Prima gli Italiani, dopo aver appreso che l’Arssa ha deliberato la dismissione di alcuni immobili che prenderanno parte ad un’asta pubblica che si terrà il prossimo 29 luglio per la vendita degli Opifici “Centrale del Latte” e “Cantina Bruzia”.

“Era il 1971 quando, con un costo di oltre 9 miliardi di vecchie lire di Fondi Europei e Nazionali, si doveva dare inizio ai lavori di quella che sarebbe dovuta essere la più grande raffineria dell’olio della Calabria (Progetto Icla Napoli 1969). Questa sarebbe dovuta entrate in funzione negli anni ’80 ed era parte integrante del progetto FEOGA, pilastro del sistema di finanziamento della politica agricola comune. Il Ministero dell’Agricoltura – prosegue Mastroianni – affidò la Raffineria all’Opera Sila, che intendeva avviare la lavorazione impiegando i giovani della legge 285/77. Negli anni passò nelle mani dell’ESAC e quindi all’ARSSA e poi all’APOR, fino a quando nel 2004 la Regione Calabria decise di assegnarla in comodato d’uso gratuito alla società consortile INSIEME scrl. Da qui l’inchiesta della magistratura e delle fiamme gialle in materia di fondi strutturali europei dedicati al settore agricolo”.

“Tra il 2007 e il 2008 emittenti locali e nazionali evidenziarono come il sito si fosse trasformato in una discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi. L’allora Assessore Regionale all’Agricoltura, Mario Pirillo, dichiarò che vi era la possibilità che sul posto potesse sorgere un’Enoteca Regionale ed un Museo dell’Olio. Nel frattempo – continua –  i Rom occuparono l’area dismessa smontando tutte le strutture per rivendere il ferro ricavato. Ad intervenire sulla vicenda fu anche l’assessore Michele Trematerra, il quale dichiarò che “l’opificio rappresenta una pericolosa fonte di inquinamento ambientale” aggiungendo che “dovrebbe essere oggetto di manutenzione e di bonifica”. Con un’ordinanza l’ex sindaco Gianni Speranza, dispose agli organi preposti della Regione Calabria “La rimozione e lo smaltimento di sorgenti orfane radioattive presenti nei parafulmini”.

“Nell’aprile di quest’anno i Servizi Laboratori Fisici del Dipartimento Arpacal di Cosenza e Catanzaro hanno rimosso un parafulmine radioattivo e hanno smaltito le sorgenti radioattive, affidando alla ditta specializzata incaricata dalla Regione (Campoverde srl) lo smaltimento finale. Quello che chiediamo – conclude Mastroianni – è che il Sindaco Paolo Mascaro si assuma l’impegno di intervenire sulla vicenda affinché un’area così importante e potenzialmente utile per la città, non continui ad essere una mera discarica a cielo aperto o un deposito di auto rubate”.