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Milva Rizzo e il rilievo della bellezza

L’artista decollaturese ha appena dato alle stampe un libro che raccoglie le sue opere e i suoi progetti creativi
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poesia e scultura in Milva Rizzo si compenetrano per interpretare i sogni e lasciarli sfiorare in un rilievo di bellezza

Milva Rizzo è nata a Decollatura, un paesino montano della Calabria, ma questo di per sé non è una notizia, se non che sin da piccola, oltre a sospirare alla finestra sugli alberi innevati, si rivela un’artista di talento nel variegato mondo del disegno, della pittura poi, del modellato oggi.
Così dopo aver scoperto la pasta di sale come materiale dalle molteplici potenzialità, con cui si cimenta a realizzare delicati scenari, tecnicamente approda infine alla pasta di porcellana, alla pasta di mais ed infine alle resine sintetiche.
Insomma un’artista con le mani in pasto ovunque ci sia da esprimere poesia e scultura, linguaggi diversi e apparentemente lontani, ma in verità tra l’immateriale della parola e il pieno contenuto della forma non c’è per l’artista l’abisso del dettato della ragione, e i due linguaggi in Milva Rizzo si compenetrano per interpretare i sogni e lasciarli sfiorare in un rilievo di bellezza, in tutte le forme di decorazione, anche scoperchiando il mondo del riciclo creativo, per recuperare quella stessa bellezza sfiorita nel consumo dei giorni.
Anche perché i fiori sono da sempre un soggetto da lei particolarmente rappresentato, insieme alle lune che cedono petali e ai passeri che sostano in bilico sui suoni del cucù, e la natura che viene modellata come se si fosse ancora in tempo ad assaporarne il momento in cui si dona, tanto i colori e le forme fuggono i confini che ne incorniciano l’espressione.
Il modellato pittorico di Milva Rizzo è sfogliabile nel libro appena pubblicato dall’artista per i tipi di Iiriti Editore, dal titolo Percorsi Creativi, libro illustrato che raccoglie i suoi lavori, alcuni suoi percorsi artistici portati avanti con tecniche inedite e diversi suoi progetti creativi. Un testo che nelle parole del critico letterario Tommaso Cozzitorto “si propone come messaggero del passaggio da una esperienza soggettiva ad una esperienza oggettiva, capace di coinvolgere una umanità alla disperata ricerca della bellezza”.