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Mons, Giuseppe Schillaci a Dipodi: saper vincere tutte le culture di morte.

Il nostro territorio, che è bello, da saper custodire. Il Vescovo Schillaci ha aperto l’Anno Giubilare.
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Mons, Giuseppe Schillaci a Dipodi: saper vincere tutte le culture di morte.

 

Carissimi fratelli e sorelle,

ci ritrovano qui per questo momento che per la nostra Diocesi può essere come un avvenimento: mille anni di storia per questo santuario. E’ vero che davanti a Dio mille anni sono come un giorno solo; ma per noi mille anni sono mille anni, e c’è dietro una storia. E’ la nostra storia; la storia della nostra gente.

Vogliamo vivere questo momento lasciandoci guidare da tutti i segni che saranno posti, anche tra qualche istante : l’apertura della Porta Santa.

Un Giubileo deve significare qualcosa.

Eventi di grazia

Alcuni giorni fa abbiamo aperto anche un altro Giubileo nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli. Ecco : tutti questi momenti che giungono a noi come eventi di grazia, vogliamo saperli coglierli e li vogliamo cogliere con attenzione, con discrezione, con tutto quello che questo comporta per la nostra vita. Tutto questo accade, in questa bellissima solennità della Assunzione della Beata Vergine Maria.

L’umiltà della Vergine Maria

 E’ a Lei che vogliamo volgere lo sguardo. Anche noi volgiamo lo sguardo all’umiltà della Vergine Maria , come Dio ha fatto. E’ Dio che scorge nella umiltà di una creatura, perché tale è Maria: una creatura come noi che però vive la sua esistenza in  rapporto incessante, costante con Dio, che pensa la propria vita non chiusa in se stessa, ma in rapporto a Dio; una Creatura che è relativa totalmente a Dio, che scorge la propria esistenza, anche la propria creturialità, cioè il fatto che una creatura è stata posta nell’essere da un altro, che non si  è fatta da sola, e quindi a Dio ricorre, perché chi capisce la propria vita in questi termini ( comprendendo la propria creatruralietà, comprendendo quindi la propria condizione creaturale) ricorre a Dio.

Maria è veramente  la Creatura che ha compreso fondamentalmente questo. Ed è una Creatura del tutto singolare; cogliamola questa singolarità di Maria.

Maria, la genitrice di Dio. La Madre di Dio, la Teotokos

Maria è la Creatura che ha generato Dio; è stata generata ed ha generato. Così i nostri Padri l’hanno subito colta: la genitrice di Dio, la Madre di Dio, la Teotokos. E’ Maria che non perde mai di vista la sua condizione, pur essendo Madre di Dio si riconosce Figlia, Figlia di Colui che ha generato; Figlia di Suo Figlio, e noi vogliamo guardare questa sera a Lei, Colei che ha dato alla luce lo stesso  Autore della vita; ha dato la luce  Colei che l’ha fatta; Colei che l’ha generata. Questa è l’esistenza di Maria : Lei che genera  si lascia incessantemente  generare. Ed in questo sguardo che vogliamo comprendere Maria, la Madre di Dio e Madre nostra; Maria che possiamo cogliere anche in un’altra immagine. Maria che può essere vista come la prefigurazione, come l’Arca della Alleanza, cioè la presenza di Dio.

Maria che per singolare privilegio è stata preservata dal peccato originale., Il legame unico ed indistruttibile che lega la Madre al Figlio, ha portato i nostri Padri a pensare che come il Figlio, pur avendo conosciuto la morte, non ha conosciuto la corruzione; così anche la Madre in questo legame profondo, intimo; e questo rapporto lo possiamo cogliere solo alla luce dell’avvenimento degli avvenimenti, perché quello per cui noi ci ritroviamo qui questa sera, carissimi fratelli e sorelle.

La Risurrezione di Cristo

L’evento per eccellenza per noi cristiani che è la Risurrezione di Cristo; ed è la Risurrezione di Cristo che noi possiamo parlare di fede e della nostra fede. E’ la fede del Cristo Risorto che oggi, tutti insieme, vogliamo professare come Chiesa, come comunità che si lascia ancora una volta interpellare da questo avvenimento, il Signore della vita che trionfa sulla morte: “ dov’è, o Morte, la tua vittoria; dov’è, o Morte, il tuo pungiglione”.

E’ il Cristo che trionfa sulla Morte, e in questo trionfo di Cristo vogliamo scorgere il trionfo di Maria, la Madre Sua e la Madre nostra. E’ in questo avvenimento,  anche  noi vogliamo, nel nostro piccolo, cercare di trionfare: per quanto è possibile, sulla Morte; o, meglio, su una cultura di morte o su delle culture di morte.

Il trionfo di Cristo sulle culture di morte-

 La morte che oggi mostra diversi volti quando il male prevale sul bene; quando la discordia ha la meglio  sull’unione, sulla comunione; quando la violenza prevale sul dialogo, sulla pace, anche la violenza ( pensiamo soltanto alle violenze che oggi purtroppo imperversano in ogni parte della terra), ma le nostre violenze, le piccole violenze, le grandi violenze, anche verbali; il nostro linguaggio, il linguaggio, quante volte il nostro linguaggio ferisce l’altro, gli altri: è  una cultura di morte che prevale e come cristiani non possiamo lasciarci vincere da questa cultura, perché il Cristo ha vinto la morte e quindi anche nel nostro linguaggio dobbiamo andare oltre. Pensiamo quando gli uomini sfruttano gli altri uomini in tanti modi, Pensiamo alla maleducazione civile, la nostra vita, quando non si rispetta la convivenza civile in diversi modi. Ognuno di noi sa quando la cultura di morte prevale sulla vita. O, ancora, la mancata custodia del Creato, della nostra natura.

Il nostro territorio da saper custodire- questo lo si fa con una cultura di vita, non con una cultura di morte.

Io sto apprezzando in questi giorni la bellezza del Creato del nostro territorio. Il nostro territorio è veramente bello e bisogna custodirlo, preservarlo, così come lo abbiamo ricevuto dai nostri padri, lo dobbiamo tramandare a coloro che verranno dopo di noi; e questo lo si fa con una cultura di vita, non con una cultura di morte.

A Dipodi, a cui noi vogliamo volgere lo sguardo

Qui, carissimi fratelli e sorelle, a Dipodi, a cui noi vogliamo volgere lo sguardo, lo sguardo a Maria. A Dipodi io voglio affidare il mio Ministero episcopale che inizia; ma anche noi, come Chiesa, come comunità lametina ci impegniamo a ripartire, lasciandoci ispirare da Maria, la Madre di Gesù e la Madre nostra. Vogliamo lasciarci ispirare dal Vangelo che abbiamo appena ascoltato; un Vangelo molto breve, formato da pochi versetti. Sapete che a volte nella brevità è condensato l’essenziale. Quanto è importante oggi cogliere l’essenziale; dobbiamo sempre più andare all’essenziale.

In questa serata molto significativa per questa nostra Comunità, per ciascuno di noi, per le nostra famiglie , per le comunità parrocchiali, per i gruppi, per il presbiterio. Questo essenziale vogliamo cogliere. Maria, che è Modello per la nostra Chiesa, è modello per ogni cristiano, Gesù offre a noi Maria come esempio per la vita delle nostre Comunità, come Modello di vita cristiana; Maria è la vera Discepola che ci insegna come accogliere la Parola di Dio; come accogliere Gesù, come incarnarla questa Parola, Perché è vero che a volte noi la ascoltiamo , oppure la   comprendiamo, come la viviamo, come la approfondiamo per farla nascere, per farla crescere e lasciare che questa Parola ci plasmi sempre di più, anche quando non riusciamo a capirla, anche quando ci fa soffrire.  Maria, da questo punto di vista., ci è Modello, ci è esempio e Maria non sempre ha capito e però si è lasciata guidare, si è lasciata generare da questa Parola, si è lasciata fare.

Nei Vangeli dell’infanzia possiamo veramente constatare come Maria si mette in rapporto con la Parola di Dio. Maria si lascia fare da questa Parola.

Dobbiamo sempre più andare all’essenziale

Come ci poniamo noi, come Chiesa, come singoli, questa Parola che ascoltiamo ogni domenica ( alcuni di voi sicuramente  la ascoltano ogni giorno) e questa Parola plasma, trasforma, orienta, inquieta tutta la nostra vita; oppure questa Parola scivola via, come se niente fosse. Una Comunità cristiana si capisce a partire dalla Parola; si lascia generare dalla Parola e la Parola per noi è Cristo; e di Cristo che noi abbiamo bisogno.

La vera devozione a Maria, nostra Madre, passa attraverso questo rapporto concreto, fatto di Carne e di Sangue con la Parola; una Parola che si incarna; è il Ministero dell’Incarnazione e Maria ci porta sempre a questo, una Parola che si ascolta; una Parola che si medita; una Parola che si prega, si contempla e soprattutto una Parola che si mette in pratica.,

Maria è Colei che ha fatto tutto questo nella sua vita; e noi come discepoli guardando a Lei, vera discepola.

Ecco perché partecipa in tutto e per tutto della vita di Suo Figlio.

Lasciamoci mettere in questione, senza paura, ma con slancio, con grande apertura, con grande fiducia

Lasciamoci mettere in questione dal Vangelo; lasciamoci mettere in questione da questo esempio straordinario, da Maria che ascolta e osserva il Vangelo.

La preghiera finale

Maria, Tu che non hai conosciuto la corruzione del Sepolcro, aiutaci a camminare come veri discepoli del Figlio tuo, e partecipare di questo Mistero di Salvezza  ad essere segni di salvezza ovunque noi ci troviamo; segni di speranza per chiamarci ed essere veramente cristiani, cioè di Cristo, come Te.