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Movimento 5 Stelle, PD e LEU : dalla celebrata vittoria alla politica che dovrà essere concretezza e stimolo.

S’apre una nuova stagione politica. Il Presidente Conte aggiunge : “Un nuovo umanesimo politico”.
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Movimento 5 Stelle, PD e LEU : dalla celebrata vittoria alla politica che dovrà essere concretezza e stimolo.

Da pochissime ore è scivolato via uno dei periodi più storti e contorti nella storia socio – politica che minacciava di abbattersi sul futuro del nostro Paese per effetto di una crisi parallela che si dimena sui fondali, in un torbido magma che ha comunque movimentato la pagina storica della stessa Nazione.

Da poche ore, infatti, la crisi politico – amministrativa assume i contorni di una tempesta che era riuscita a bloccare gli scenari per una mancanza di dialogo, di comprensione e di sopportazione: ovvero, come immagine plastica di uno “status quo” che galleggiava pericolosamente su quei fondali   che determinano i meccanismi indispensabili  alla vita democratica.

Certamente, da quell’8 agosto ad oggi, tutto sembra essere almeno temporaneamente risolto, riportando in vita il meccanismo democratico di uno status quo attraverso il quale – pur rinunziando a qualcosa e per qualcuno- si superano necessariamente momenti di incomprensione che segnano la sepoltura dello stesso principio democratico del bene comune.

Credo che, tutto sommato, sulle pagine della storia di questi nostri pur tormentati periodi si sia scritto un principio minimale di democrazia politica, per cui – nel gioco delle parti tra Movimento Cinquestelle, PD e LEU ( e viceversa) alcune componenti nello stesso meccanismo democratico si siano lasciati agire nella volontà, e nella determinazione, di dover uscire dalla situazione di stallo e per aprire un varco di luce, scrivendo la parola “ fine” e rimettendo in pista un veicolo attraverso il quale cercare di essere quanto sempre più competitivi, in vista di un principio democratico da consegnare ai posteri e di una “equilibratura” dei pezzi garantisti comunque necessari e non combattuti.

Ora verrà il bello ( augurando che il bello non sia meno bello di quanto ce lo si attendesse ; o che, viceversa, il brutto non sia proprio più brutto di quanto ce lo si immaginasse!)

Del resto, si apre un  lungo periodo in cui la politica sia chiamata a dare le sue risposte, ad iniziare dalle elezioni regionali, per completarle con quelle comunali e per decidere colui che dovrà succedere al Presidente Mattarella. Tra l’una e l’altra evenienza, bisogna sapersi trovare preparati alle sollecitazioni varie della politica, nel senso che non  ci si dovrà poi essere come manovrieri per quel che Matteo Salvini definisce come “l’accaparramento delle poltrone”.

La battaglia politica inizia allora dal momento della vittoria ai momenti dei richiami a precise ,necessarie responsabilità, nella ricerca del soddisfacimento del bisogno comune, irrinunciabile per servire il bene della collettività, soprattutto di quella che arriva a fine mese con le tasche  sempre vuote, a parte che non lo siano state a lungo vuote. Un bene comune che si appropria del rispetto per vivere nella pace. Un bene comune per far sorridere i nostri giovani e per esternare un “GRAZIE” alle famiglie che sanno ricompattarsi per far trionfare l’amore.