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MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITÀ su inchiesta SACAL

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LAMEZIA TERME – Quanto sta emergendo sulla gestione della SACAL non è altro che la punta di un enorme iceberg , di un malcostume diffuso che non è più nemmeno percepito come riprovevole. La radice di questo male è lontana e l’aveva profeticamente preannunciata Benedetto Croce, nel 1947: la perdita di dignità e di rispetto di se stessi, “unico antidoto alla corruttela”, legati all’accettazione di un umiliante trattato di pace. Se indagini venissero aperte su altre società finanziate con soldi pubblici troveremmo anche lì sperpero e clientelismo.
La SACAL, così come altri enti, è un esempio di trasversalità affaristico-clientelare perché gli uomini che gestiscono sono figli di quella cultura preventivata da Croce e che nei decenni successivi ha trovato la giustificazione nei due grandi partiti di massa, la Democrazia Cristiana e il Partito comunista, e oggi prosegue accentuata nei loro discendenti. Sono stati loro a promuovere la cultura della irresponsabilità, a partire dalla scuola, dove oggi si finanziano progetti di “educazione alla legalità” e si pratica la illegalità regalando, per accondiscendenza alla raccomandazione o in cambio di sostegno elettorale, diplomi (o lauree) ad analfabeti, i quali apprendono che con il servilismo e la raccomandazione si fa carriera.
Poi, quando la nave affonda, non avendo certo la cultura dell’eroismo, scatta il “si salvi chi può”.
In questo gli esponenti del PD e di SI sono dei veri campioni, e oggi noi vediamo le dichiarazioni del Presidente Oliverio, di Magorno, di Barbanti, Di Piccioni, che invocano “legalità”.
Ma fra gli indagati non ci sono anche Vincenzo Bruno, Gaetano Pignanelli, Bruno Vincenzo Scalzo, Pasquale Torquato, e altri?
E Bruno non è il Presidente PD della Provincia di Catanzaro?
E Pignanelli non è stato voluto nel Cda da Oliverio?
E Scalzo non è il fratello del consigliere regionale del PD, Antonio, salvatosi di recente dai processi grazie alla prescrizione?
E Torquato, che ha avuto incarichi da politici di centrodestra e di centrosinistra, non è un grande elettore di Scalzo?
Oliverio e Magorno hanno dimenticato che nel settembre del 2015, dopo che si era saputo dei primi avvisi di garanzia, undici consiglieri provinciali della maggioranza di centrosinistra, fra i quali Francesco Ruberto, oggi riapprodato a Forza Italia, garantivano “il proprio sostegno all’azione avviata dal Presidente Bruno per porre fine a SPECULAZIONI CHE PENALIZZANO LA VITA AEROPORTUALE A SEGUITO DELL’INCHIESTA CHE NE HA COINVOLTO I VERTICI”, ed esprimevano la certezza che gli indagati avrebbero dimostrato “LA LORO ESTRANEITÀ AI FATTI CONTESTATI”?
Piccioni ha dimenticato che il 21 luglio del 2015, Giovanni ARENA, componente del Cda della Sacal in rappresentanza dell’Amministrazione comunale della quale lui era stato importante esponente, bollava come “allarmismo” le dichiarazioni di Ruberto, elogiava la gestione del progetto “Garanzia giovani” e si associava “A QUANTO SOSTENUTO DAL PRESIDENTE COLOSIMO “?
Qualcuno fra noi il problema della gestione della Sacal lo aveva già posto anche nella lista Lamezia Unita, e non solo per gli avvisi di garanzia, ma soprattutto per la inefficienza. La mentalità di quelli che si autodefiniscono “moderati” per giustificare i cambi di casacca e la loro propensione al compromesso hanno avuto il sopravvento e i dissenzienti, quelli che chiedevano la promessa rivoluzione culturale, non solo non sono stati ascoltati ma sono stati anche spinti ad allontanarsi.
Lo scandalo legale rischia infatti di far passare in secondo piano la fallimentare gestione industriale.
E sì, perché nonostante i festosi annunci a mezzo stampa sull’aumento del numero dei passeggeri, la Sacal chiude ogni anno con perdite astronomiche e anche la scelta di sdoppiare la Società si sta già rivelando sbagliata.
Nonostante i disastri qualcosa di buono potrebbe essere però possibile.
L’ingresso massiccio di un imprenditore lamentino nel capitale sociale dell’azienda e le quote detenute dal nostro Comune pongono Lamezia in una posizione di forza per imporre un radicale rinnovamento nella gestione, per tagliare gli sperperi e garantire efficienza.
Ma l’Amministrazione comunale, prima di tutto il Sindaco, avrà la volontà di farlo? E se avrà la volontà, avrà la forza di allontanare i portatori della mentalità clientelare per la quale ciò che è pubblico non è di nessuno, e quindi può essere sperperato?
Avrà la volontà e la forza di promuovere la scelta di un direttore che abbia come sole guida onestà e competenze, e non l’indicazione di partiti e di lobby?
Anche se da quanto visto finora la ragione ci dice no, per il bene della Città e della Calabria tutta vogliamo sperarlo.
Nonostante tutto!

MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITÀ
Direttivo di Lamezia Terme