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NCD e Movimento Sociale Fiamma Tricolore incalzano duramente la Giunta Speranza

A poche ore dalla riunione di un Consiglio comunale prevedibilmente molto acceso
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Come se non bastassero le polemiche, molto accese, registrate in questi ultimi giorni, ad alimentare ulteriormente il clima torbido della politica lametina giungono altre due frecciate molto acuminate.

La prima viene da una riflessione che abbiamo raccolto su un social e pubblicata dal NCD “Labor Tre Lamezia” che, con espressione abbastanza rimarcata, invita la Giunta comunale a ritenere conclusa questa loro esperienza alla guida della Città. Una Città, scrivono testualmente, “che è in agonia, piena di tensioni sociali e di drammi che attraversano famiglie ed imprese”.
Successivamente, riprendendo quasi lo stile epistolario usato dal Circolo Sel di Lamezia per delle risposte fatte pervenire al capogruppo comunale di FI , Chirumbolo, gli autori della nota del NCD  abbozzano una elencazione di opere o iniziative accennate e mai fatte: dal potenziamento della rassegna fieristica alle azioni necessarie per avere un mare pulito; dalle iniziative per congiungere l’aeroporto alla Città, al rilancio dell’edilizia, a sbocchi per l’offerta/lavoro, e così via.

Con altra nota, questa volta a firma di Gianfranco Turino e Giuseppe Di Cello, della Segreteria cittadina del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, relativa alla concessione di un finanziamento a 22 emigranti richiedenti asilo politico, sottolineano: “Il gesto,in altri tempi e con una situazione economico-sociale differente sarebbe stato una eccezionale forma di carità cristiana; oggi, al contrario, è da considerare come  uno schiaffo alla città, i cui indici di povertà continuano  a salire, arrampicandosi sui grafici di una scala sempre più negativa riguardante quelle troppe famiglie che vivono sotto la soglia del nulla, consumandosi nel tempo, arrivando ad esistere senza un disegno di certezza o di sicurezza sociale per l’attimo successivo”.

Passando alla concretezza della loro riflessione, Turino e Di Cello sottolineano come “l’atto, che non è certamente una illuminazione dell’altruismo umano ma pura dabbenaggine politica, andrebbe a costare, alle casse vuote dell’amministrazione, circa 74 mila euro, ovviamente, questo esborso, se effettuato, sarà coperto, quasi certamente, con il solito ricorso all’aumento della tassazione  (2014-2016) dai cittadini”. E aggiungono: “Il progetto è stato  creato da un centro sinistra che, evidentemente, non ha la chiarezza e la concreta capacità di capire e sentire le necessità vere  dei lametini”.

Ad ogni buon conto, concludono, “ribadiamo quindi  un concetto, ovvio, naturale ed elementare, predominante  in ogni collettivo sociale che si rispetti, la cui  applicazione  non è ne egocentrismo ne egoismo; ovvero,  in un ambiente minato dalla crisi galoppante diventa obbligatorio  il soddisfare, prima di ogni altra cosa, le necessità ed esigenze  dei propri  cittadini”.