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Ndrangheta, Klaus Davi scrive al nipote del boss Tegano: ‘dissociati’

un dialogo fra due visioni della vita...
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Klaus Davi, massmediologo e volto dell’Arena di Rai Uno, scrive a Giovanni Tegano nipote ventenne dell’omonimo boss della ndrangheta arrestato nel 2010 e condannato all’ergastolo, esortandolo a dissociarsi.

Davi prende spunto dal profilo Facebook del giovane,  nel quale sono contenuti ripetuti attacchi ai collaboratori di giustizia e poliziotti:13707638_1097435907013917_6143721728769298263_n

Non capisco quelle persone che gli piace fare la bella vita e poi quando le cose vanno male se la cantano.

Persone senza dignità” (il tutto condito da una foto di Kim Rossi Stewart che interpreta il noto máitre â penser, Renato Vallanzasca) – alle forze dell’ordine – “i facci senza culuri o su sbirri o su traditurii  (le persone che impallidiscono o sono poliziotti o sono traditori)” e ai cuntrastu -“Non sei degno neanche di guardarmi negli occhi CUNTRASTU (termine usato dagli ndranghetisti per indicare chi non appartiene alla malavita e non ne è neppure attiguo).

Nella lettera pubblicata sul profilo del massmediologo si legge :

Caro Giovanni,
dopo aver visto il tuo profilo non so se questi post rappresentino un gioco o un saggio, in erba, di cultura ndranghentistica, non voglio giudicare a priori. Mi si stringe il cuore, però quando leggo – amplificate da centinaia di “mi piace” – queste frasi che campeggiano nel Tuo profilo.

Secondo quanto fai intendere con la frase “non capisco quelle persone che gli piace fare la bella vita e poi quando le cose vanno male se la cantano” i collaboratori sarebbero ingrati poiché da mafiosi (si presuppone) facevano la bella vita.

Ma quale bella vita, Giovanni? Vogliamo discuterne? Parliamo di Tuo zio, Giovanni: ha 77 anni, 17 dei quali passati in latitanza, 8 e mezzo in carcere e una condanna all’ergastolo.

La lettera di Davi si chiude con l’esortazione al giovane a dissociarsi dalla propria famiglia.

Puoi uscire da questo tunnel, puoi aspirare ad un’altra vita lontano dalle complicità, dall’orrore e dall’ipocrisia degli ambienti mafiosi. Puoi farlo, ne sono sicuro.