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‘NDRANGHETA: «Presto sarai mangime per porci». Klaus Davi pubblica messaggi di incitamento alla violenza

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Il massmediologo a La7: ‘Anche se non li scrive la ‘Ndrangheta, la cultura è quella’

Uno stillicidio di messaggi aggressivi, omofobi e minacce di morte violenta. Sono centinaia le intimidazioni che il massmediologo ha raccolto via web, lettera o anche per strada e che ha deciso di rendere noti in queste ore. Ieri sera c’è stata un’anticipazione su La7 nel programma di Gianluigi Paragone, La Gabbia Open, durante il quale Davi ha dichiarato: “Non credo siano messaggi della ‘Ndrangheta, ma comunque sono sintomi di una cosa: checché ne dicano i soloni, la cultura mafiosa è più determinata e arrogante che mai perché molti si firmano con nomi e cognomi, senza problemi. Magari sono 4 sfigati che cercano il consenso mafioso. Ma non si vergognano più di esserlo. Questo è il vero dato culturale, altro che vittoria dello Stato!

E via col florilegio “Questo cretino meriterebbe di essere gambizzato” firmato Jo Marques. Per Leonardo Tricase: “Tra poco farai parte di un disperso di lupara bianca”. Da Gioia Tauro, tale L. URS. scrive: ”Spero ti ammazzino come un cane cosi la smetti di rompere i cugghjuna ai cristiani. Prima o poi trovi quello che ti fa sparire e ti mangiano i cani porco senza offesa per i porci”. Trypthorus TrVpper scrive a Davi: ”ti auguro una morte lenta e indolente come tutti i vermi IRRISPETTOSI come a tia vattene dalla Calabria lurida carogna”.
Piu colorito il messaggio di TheQuetzalcoatl76: “…e fu cosi che trovarono una giacca gessata con un branzino dentro… che significa che Klaus Davi dorme con i pesci…” Fox Fox incalza: “ma ancora non ti hanno sparato?“. Orgoglio mafioso per Andrea Curto: “se avessi detto le stesse parole nel mio quartiere, ti saresti trovato senza testa dopo 10 secondi“.
Klaus “merita un proiettile in testa” per Dennis Calarota. Più programmatico la statement di Marco So: “che goduria vedervi morire amazzati .. giornalisti di merda… w la ‘ndrangheta, la ‘ndrangheta è bella, la ‘ndrangheta è giusta!“.
Per Crotalo Killer: “gli va bene se non gli sparano in bocca
Per Peppe Tumbarello: “su questa risata lo avessi ammazzatu…” E ancora per Luigi Mugavero: ”come cazzo ti permetti?? scrivi ai parenti estranei ai fatti… e tiri fuori dalla bocca cognomi con troppa facilità testa di cazzo giornalista infamee…..fatti i cazzi tuoi!!! e’ per gente come voi che questi ragazzi crescono senza padre, zio,nonno o fratello!!! Perché gli fate prendere 20 anni a testa!!! infame giornalista cornuto sparati in bocca“.
Secondo Alex Lamari Klaus è fortunato: “ti è andata bene ancora sei vivo“.

I messaggi sono stati postati su Youtube o arrivati con lettere anonime a commento dei video girati dal massmediologo con la collaborazione di Alberto Micelotta, che ormai da maggio scorso affianca Davi nella sua attività di documentazione contro la criminalità organizzata calabrese.

In alcuni casi questa mentalità violenta si è tradotta in fatti concreti, come per esempio l’aggressione avvenuta nel luglio scorso a Vibo Valentia, durante la quale il massmediologo è stato ripetutamente colpito e in merito alla quale pende un processo contro i due aggressori; o a Gioia Tauro, sotto la villa di un membro della famigerata famiglia Piromalli, quando Davi è stato strattonato da un vicino di casa della famiglia o ancora a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, dove le donne del clan Anello hanno tentato di colpirlo con oggetti e scope.

Questi commenti – dichiara infine Davi – non rappresentano degnamente il popolo calabrese, per la stragrande maggioranza cordiale, ospitale e gentile. Un popolo stanco dei criminali e anche di questa mentalità che a loro inneggia