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Negozi chiusi, ma l’affitto è reclamato. La vicinanza agli esercizi commerciali.

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Riceviamo e pubblichiamo

In questo momento di grande difficoltà, anche commerciale, mi sia concesso di esprimere a nome della VI Commissione -Sviluppo economico e attività Produttive- che presiedo, vicinanza e solidarietà agli esercenti commerciali nostri concittadini ai quali stanno pervenendo diffide e intimazioni di sfratto per morosità. Le attività commerciali e artigianali – ritenute non essenziali – restano chiuse perché l’emergenza Coronavirus continua a imperversare ma, per i canoni di locazione il decreto “Cura Italia” attualmente non prevede una esplicita sospensione del pagamento. Una situazione che certamente implica una serie di problematiche anche a quelle attività che potrebbero rimanere aperte ma che chiudono per mancanza di clientela alla luce delle restrizioni vigenti. Quello che è stato previsto dal decreto “Cura Italia” è il solo meccanismo del credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo – tra l’altro- al solo mese di marzo 2020, da utilizzarsi in compensazione e che trova applicazione solo per quegli immobili rientranti nella categoria catastale C/1. È palese come tale misura non sia di sostegno rispetto all’effettiva portata del problema economico e finanziario di tutti quei conduttori -già in crisi da tempo- costretti ad abbassare la saracinesca e oggi chiamati a pagare il canone di locazione per un periodo in cui non vi sono state entrate. Si auspica nella celerità di adozione da parte del Governo, di tutti quegli interventi economici -promessi e necessari- alle imprese per affrontare l’emergenza; tra tutti lo strumento dei contributi a fondo perduto, alla luce del fatto che parte delle perdite subìte dalle imprese non sarà recuperabile. In tale contesto di attesa delle necessarie misure governative, nel caso di ritardi o inadempimenti di pagamento dei canoni di locazione, derivanti dall’attuazione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse, ci si augura che si tenga conto dello stato di emergenza che ha investito l’intera Nazione. Sia forte il senso di solidarietà dei proprietari degli immobili e che questo si manifesti attraverso opportuni accordi bonari tra locatori e conduttori che tendano alla rimodulazione o ridefinizione del canone di locazione. In questo periodo di crisi una sola è la voce che deve alzarsi in coro: “AIUTIAMOCI”. Sarà premura della VI Commissione stabilire incontri propedeutici al fine di verificare insieme coi rappresentanti di categoria come affrontare la ripartenza e quali misure mettere in atto nel nostro Comune per creare le migliori condizioni per favorire quella che è la vocazione commerciale del nostro territorio; senza tralasciare la sensibilizzazione dei cittadini a rivolgersi alle attività del territorio. Affronteremo insieme questa emergenza e ripartiremo con tutte le forze ed energie che contraddistinguono la nostra Comunità. Le parole d’ordine in questo momento di forte emergenza siano empatia e solidarietà.

Avv. Anna Caruso