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Nel 2015 sarà introdotto il modello 730 precompilato in via sperimentale

Interesserà una platea di 20 milioni di cittadini, funzione importante dei Caf. lo ha anticipato il neo presidente dell'Agenzia delle Entrate
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Con il nuovo anno sarà introdotto il modello 730 precompilato per la dichiarazione dei redditi. E’ una novità per i cittadini. Il nuovo sistema sarà introdotto

In via sperimentale nel 2015 sull’anno di imposta 2014 su una platea molto importante, di circa 20 milioni di cittadini italiani ma potrebbe crescere. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi in audizione in Senato sottolineando che con il nuovo 730 “non ci sarà bisogno di effettuare controlli

sui contribuenti. Saranno invece gli intermediari, come i Caf che “dovranno conservare la documentazione”, sui quali eventualmente ci saranno i controlli formali. Con la nuova dichiarazione “è l’amministrazione finanziaria che diventa obbligata a raccogliere i dati e a elaborarli e rimane al contribuente la facoltà di controllarne l’esattezza e di accettarla o non accettarla”.

Per elaborare la dichiarazione precompilata, l’Agenzia utilizzerà le informazioni disponibili nell’Anagrafe tributaria (come la dichiarazione dell’anno precedente e i versamenti effettuati), i dati di banche, assicurazioni o enti previdenziali e gli elementi contenuti nelle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta, con riferimento ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, a quelli da pensione e ai redditi diversi. A partire dalle dichiarazioni del 2016, poi, si potranno aggiungere anche le informazioni rilevate dalla tessera sanitaria, come le spese mediche e di assistenza che danno diritto a deduzioni dal reddito o detrazioni d’imposta.

Entro il 15 aprile di ciascun anno la dichiarazione sarà disponibile on line. Il contribuente potrà accettarla o modificarla, rettificando i dati comunicati o inserendo ulteriori informazioni. A seconda che accetti o modifichi la dichiarazione proposta dall’Agenzia è previsto un diverso iter dei controlli formali.

In caso di accettazione senza modifiche le dichiarazioni non saranno sottoposte al controllo formale in relazione ai redditi e agli oneri forniti all’Agenzia da soggetti terzi. Esclusione che non vale nel caso in cui il contribuente apporti delle modifiche (anche tramite il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale) rispetto alla dichiarazione proposta. In questa ipotesi i Caf o i professionisti abilitati provvedono all’integrazione della dichiarazione e all’apposizione del visto di conformità, e qui la novità. Infatti, le eventuali richieste di pagamento, derivanti dal controllo formale dei redditi e degli oneri, saranno inviate al Caf o al professionista che pagherà imposta, sanzioni e interessi nella stessa misura finora a carico del contribuente. Naturalmente, se l’intermediario si accorge dell’errore entro il 10 novembre dell’anno in cui la violazione è stata commessa, può trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente. In questo modo pagherà la sola sanzione, mentre l’assistito si farà carico del versamento di imposta e interessi.

Per consentire il rispetto dei tempi di precompilazione, è anticipato al 28 febbraio il termine (attualmente 30 aprile) per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ad alcuni oneri deducibili e detraibili sostenuti nell’anno precedente, quali interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare, e al 7 marzo quello per la trasmissione all’Agenzia dei Cud da parte dei sostituti. In alternativa alla precompilata, i contribuenti possono comunque continuare a presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie, compilando il modello 730 o Unico Pf.