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I nemici di Lamezia Terme siamo noi stessi in primis Lo Moro, Speranza,Mascaro e Galati

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L’ASP di Catanzaro, nella persona del suo Direttore Generale  dott. Giuseppe Perri, di Falerna, ha firmato un documento col quale trasferisce gli uffici amministrativi delle sedi di Lamezia Terme, Soverato e Girifalco a Catanzaro, in dei locali presi in locazione da un privato cittadino.

Il dott. Perri ha dichiarato che rientra nelle sue competenze la facoltà di riorganizzare i servizi e quindi spostare il personale nella sede più opportuna.

Apparentemente questo ragionamento non fa una grinza se non fosse calato in una realtà che a piccoli bocconi le lobby economiche  e massoniche di Catanzaro stanno assorbendo il territorio lametino.

La città di Lamezia Terme si sta svuotando di tutto quello che ha, impoverendola ogni giorno di più, per portarla alla disperazione e solo in quel momento le resterà di chiedere di essere annessa al comune di Catanzaro.

La cosa sconvolgente è che la classe dirigente, in particolare quella politica, sta favorendo questo processo di desertificazione generale, appagati da qualche piccolo cespuglio personale.

I sindacati di  Moro, Speranza ed ora Mascaro, in una continuità raccapricciante, hanno favorito la spoliazione del territorio, se non addirittura esserne artefici e quindi costretti al silenzio perpetuo.

Durante il sindacato di Mascaro la città di Lamezia Terme ha perso la Facoltà di Agraria, sede staccata di Reggio Calabria, il Carcere, ha rinunciato all’apertura ad un laboratorio scientifico di livello Europeo proposto dalla dottoressa Russo, docente universitaria al Reggio Calabria, l’Ospedale cittadino ogni mese perde qualche reparto.

Le sterili rivendicazioni giornalistiche del sindaco Mascaro lasciano il tempo che trovano, sono addirittura offensive per chi ama la città, perché  la città non merita questo tipo di difesa, un sindaco vero, sarebbe andato a Catanzaro, avrebbe preso dalle orecchie il dottore Perri e l’avrebbe lasciato penzolare da qualche balcone.

I tanti dipendenti che da svariati lustri lavorano nella loro città, in locali di proprietà dell’ASP, ogni giorno si dovrebbero spostare su Catanzaro, entrare in una città caotica ed andare a lavorare in un immobile privato. Viene da chiedersi cosa fa la Corte dei Conti, la Procura della Repubblica, L’assessore regionale alla Sanità, il grande Presidente Oliverio.

Tutti sonnecchiano, sono tutti intenti a fare antimafia, sono tutti intenti a scrivere sulla legalità, sono tutti occupati a prendere per i fondelli una popolazione che si sta portando alla disperazione.

Oggi ho letto l’articolo dell’On. Galati che plaudiva al novello rettore dell’Università di Catanzaro, ma nulla ha detto su questo ennesimo sopruso, né gli altri si sono comportati diversamente.

La città può invertire questo destino amaro, mettendo a fuoco le sue risorse e puntando sulle potenzialità del territorio che nessuno potrà mai toglierci, il Mare, la Costa, le Terme, l’Agricoltura, il nodo dei Trasporti, la Montagna, l’Aeroporto.

Questi settori potranno portare ricchezza alla città, autonomia, crescita che si trasformerà anche in forza elettorale, se necessario.

Invece ci muoviamo come tanti analfabeti, lasciandoci manovrare da gente senza scrupoli che ci spolperà fino all’osso, rendendoci schiavi, e noi tentiamo di approvare un PSC che congela le sue risorse con una giustificazione puerile: lo faremo dopo!

 VINE DA CHIEDRSI:” PERCHÉ NON ADESSO?”.