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Nicotera: coinvolgere i comuni tirrenici delle tre province, contro il mare sporco

Per affrontare il problema dell'inquinamento del mare
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È palese ed inesorabile un dato: per un naturale flusso di correnti ciò che accade nel mare di Paola si riversa in quello di Gizzeria, così come quello che accade a Gizzeria interessa il mare di Pizzo, e così via.
Problematica identica si verifica per le fiumare, i torrenti ed i fiumi che sfociano nel nostro mare.

Ultimo esempio, a tal proposito, sono state le decine e decine di copertoni spiaggiati sulla costa lametina e molto presumibilmente gettati da mani e menti criminali nei torrenti dei Comuni limitrofi.

Ascoltando gli inquirenti e gli operatori del settore si è riscontrata l’impossibilità di agire compiutamente e nel miglior modo possibile – sia a livello preventivo che repressivo – per mancanza di uomini e mezzi; problema questo che si accentua nei periodi estivi.

A livello preventivo i controlli dovrebbero riguardare quantomeno: a) i vari impianti di depurazione sparsi sul territorio, non solo rivieraschi ma anche quelli dell’entroterra; b) i numerosi scarichi fissi e mobili di singole abitazioni, di interi fabbricati, di stabilimenti e di strutture ricettizie varie. Invero, non di rado gli scarichi illegali di tali immobili, anziché essere collegati al sistema fognario, riversano il tutto direttamente nel terreno, in mare o lungo fiumi e torrenti; c) l’osservazione dei fiumi, fiumare e torrenti che difficilmente vengono monitorati, men che meno vengono ripuliti e spesso si trasformano, in caso di pioggia insistente, in vere e proprie bombe ecologiche che riversano in mare di tutto e di più; d) un’altra questione da non sottovalutare è la reale taratura delle fognature e dei connessi impianti di depurazione sulla popolazione e sull’utenza estiva, che nei mesi estivi spesso si triplica e quadruplica, anziché su quella invernale.
Le richieste, che vogliono coinvolgere i Comuni di: Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, Santa Maria del Cedro, Grisolia, Diamante, Belvedere Marittimo, Sangineto, Bonifati, Cetraro, Guardia Piemontese, Acquappesa, Fuscaldo, Paola, San Lucido, Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Longobardi, Belmonte Calabro, Amantea, Nocera Terinese, Falerna, Gizzeria, Lamezia Terme, Curinga, Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera, sono due.

La prima richiesta/proposta – da inviare alle Procure della Repubblica di Cosenza, Paola, Lamezia Terme e Vibo Valentia – chiede che vengano destinati alla “questione Mare Tirreno sporco” più uomini e più mezzi, al fine di intervenire sia nella fase di prevenzione che di repressione per debellare questi crimini ambientali.

La seconda – da inviare al Ministro dell’Ambiente On. Gian Luca Galletti – chiede l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente che coinvolga le migliori menti, energie, competenze ed esperienze delle nostra regione e cioè i magistrati delle Procure della Repubblica di Cosenza, Paola, Lamezia Terme e Vibo Valentia, i Carabinieri del NOE, i tecnici e funzionari dell’ARPACAL, le diverse Polizie Provinciali, la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto, l’Assessorato Regionale all’Ambiente, i Sindaci dei territori coinvolti, i volontari di Legambiente ed altre associazioni ambientaliste, nonché tecnici del settore. Tutto ciò affinché sotto un’unica cabina di regia, attraverso monitoraggi, indagini, interventi preventivi e di bonifica, studi, controlli, si pongano rimedi e soluzioni ad un problema non più rinviabile.

Da domani, quindi, partirà dalla Terza Commissione di Lamezia Terme, presieduta da Giancarlo Nicotera e composta dai Consiglieri Caruso Carolina, Chirumbolo Armando, Cristiano Massimo, Costantino Enrico, De Biase Salvatore, Gianturco Mimmo, Grandinetti Maria, Isabella Alessandro, Mastroianni Davide, Piccioni Rosario, Raso Giuseppina, Ruberto Francesco, Villella Aquila, Pino Zaffina, questa formale proposta, che sensibilizzando trentacinque comuni di tre diverse province, mira a rendere più forti e pregnanti le richieste di interventi preventivi e repressivi contro i crimini commessi a scapito della nostra già debole economia e di una delle più belle risorse naturali calabresi, come il nostro amato mare.