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No al referendum per i lavoratori di Telecom lo chiede la Cgil

Invito ad aderire allo sciopero del prossimo 12 dicembre
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Il “modello Pomigliano” è oramai diventato uno strumento esportabile e replicabile. Dalla delocalizzazione della produzione di auto alla delocalizzazione dei modelli di relazioni industriali il passaggio è breve. Capita quindi che anche in Telecom Italia si lanci un “referendum” in tono ricattatorio in cui o si accetta il peggioramento delle condizioni lavorative oppure si prospetta la Cgil_slc_calabria_Protesta_manifestazionesocietarizzazione dei reparti di customer. La Slc Cgil non ha sottoscritto l’accordo ritenendolo non accettabile e non coerente con la piattaforma rivendicativa unitaria che i lavoratori avevano approvato nei mesi scorsi. Pertanto l’accordo presentato al coordinamento nazionale delle RSU di Telecom Italia, oltre ad essere in violazione dello Statuto dei Lavoratori (art.4 L300/70) e del CCNL (art.57), non è condivisibile né nella sostanza e né nella forma di approvazione che prevede un “referendum farsa”.

I lavoratori avranno nei prossimi giorni una grande responsabilità, ed una importante occasione per far sentire le proprie ragioni all’Azienda. Aderire massicciamente allo Sciopero Generale del 12 Dicembre darebbe un segnale chiaro all’azienda Telecom Italia del malessere e del malumore che in questi giorni, dopo la firma dell’accordo separato, serpeggia nei customer di Telecom. Una massiccia astensione dal lavoro rafforzerebbe la posizione di chi, questo accordo, lo considera un sostanziale attacco ai diritti dei lavoratori ed un forte peggioramento delle condizioni di lavoro.

Come Slc Cgil Calabria daremo ampia visibilità alla “vertenza Caring di Telecom” nelle piazze e nei cortei che in Calabria sono programmati per il prossimo 12 Dicembre e saranno previsti interventi di lavoratori impattati da questo accordo. Il tutto per ribadire la contrarietà della Slc Cgil ad un accordo che impone un modello di raggiungimento degli obiettivi di produttività attraverso un controllo a distanza del singolo lavoratore. Un modello che  porterà a condizioni di lavoro inaccettabili, oltre che a peggiorare ulteriormente il già pessimo servizio offerto ai clienti che è una delle principali cause della contrazione di fatturato dell’azienda.

E dopo l’iniziativa di protesta, che sarà un’occasione per misurare il dissenso su questo accordo, l’obiettivo sarà quello di disertare il referendum indetto per i giorni 17 e 18 Dicembre. Invalidare un referendum illegittimo, privo di ogni valore e pertanto inutile e inefficace, perché non permetterà una vera espressione di volontà e sarà caratterizzato dalle minacce, più o meno pressanti, che i vertici aziendali attiveranno.