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Noi siamo con le vittime di Manchester e di Minya

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Noi siamo con le vittime di Manchester, come ora con quelle di Minya. Ma poiché in questa guerra in gran parte occulta ogni evento è un preciso messaggio, che ridefinisce in una certa forma la realtà, bisogna capire come è stato costruito.

Se dunque, pensando in particolare a Manchester, diciamo: stanno attaccando i nostri valori e il nostro modo di vivere, cadiamo in una trappola. Diamo infatti per scontato di sapere chi siamo noi e chi loro, oltre a quello che rispettivamente ci caratterizza. Ma proprio questo è l’intento dei mandanti: far sì che nella nostra società, a partire dalla carne e dal sangue delle vittime, si incida una visione di quel tipo; indurci a pensare che quei nostri figli, colti dalla morte in un istante di ingenua adesione ai miti dello spettacolo, paghino le colpe di una civiltà che si è resa odiosa perché ha rifiutato Dio.

Il punto è che una simile visione, a cui sicuramente l’attentatore aderiva, è una mistificazione; uno spettacolo di secondo livello di cui egli è stato sciagurato attore e che a noi tutti viene allestito. Uno spettacolo i cui registi e soprattutto produttori hanno intenti di tutt’altro tipo da quelli fatti credere, che han più attinenza con la geopolitica che con Dio. Quanto denaro e quanta intelligence c’è dietro un kolossal come Daesh?

Il punto è che l’attentatore, così come gli altri potenziali che vivono tra noi, o i foreign fighters in Medio Oriente, ovvero le comparse ingaggiate a basso costo, in verità non vengono da un altro mondo. Sono anch’essi a pieno titolo figli nostri, cresciuti nello stesso vuoto valoriale e nel deserto educativo in cui crescono pressoché tutti. La loro vuol essere una protesta disperata, ma è soprattutto il venire allo scoperto di quel male che da tempo si è insinuato in noi: quello che in filosofia si chiama nichilismo.

Come del resto potrebbe non avere un fascino la morte – data a sé e ad altri – in un mondo in cui con tanta leggerezza si maneggiano arsenali capaci di porre fine alla vita sulla terra?