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“Noi non ci arrenderemo “. In difesa delle care persone anziane già massacrate dal drammatico mostro del “coronavirus”

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“Noi non ci arrenderemo” : lungo il percorso della vita datoci in dono da Dio nostro Padre, è come se volessimo dapprima  tentare di farne altri di questi passi per consentirci di arrivare alla Meta. Oltre al dono della vita, vogliamo porgere la mano – e ringraziare –per l’infinita misericordia di Dio; o per la qualità del suo Amore; oppure per la testimonianza che si deve necessariamente trasmettere; e via via con tanti altri doni, che sono risorse in cambio di dovuti tributi da evidenziare.

Noi non ci arrendiamo, perché vogliamo metterci dalla parte delle care persone anziane che, proprio in questo tempo straordinariamente storico – sono sottoposte a indescrivibili prove e violazioni che sono come i basilari principi etici, sociali, comportamentali, come il rispetto dovuto nei loro confronti.

Non è vero, ed è mostruosamente errato, che si voglia attribuire loro il termine “fragilità” con l’aggravante di far scivolare    verso il fondo della melma dei ragionamenti, se non proprio della realtà corrente.

E così, mentre di giorno in giorno stiamo scoprendo a ritmi incalzanti due passaggi di vita veramente epocali, le persone anziane sono invece, realmente e concretamente, il perno della finanza storica e stoica; sono i nostri maestri ed ancora  ( per poco, comunque!) le nostre guide, oppure gli assicuratori che ci stanno pazientemente accanto per farci superare incredibili storie calate sulle difficoltà di  tutti i giorni. Sono coloro che ci impartiscono lezioni, storie e cultura di vita.

Le persone anziane non sono pezzi da rottamare e messi da parte; o trascurate in case di cura che, spesso, vengono trasformate in luoghi di torture, di mortificazione.

Le persone anziane sono “ i giovani della terza età” che possono ancora trasmettere valori, stili  e testimonianze; possono insegnarci una infinità di regole e di nozioni; sono gli angeli posti come sentinelle  a cavallo delle nostre memorie che giorno dopo giorno sono costrette a non avere più ritorni. Sono i soggetti attuatori di una parte di vita che rinasce ed un’altra che se ne va con la sacrosanta verità che “ogni vita umana, unica e irripetibile, vale per sé stessa e costituisce un valore inestimabile.”

Sono il cambio di passo tra una stagione della vita che smette di praticare i suoi valori ed un’altra che vuole subito mettersi in evidenza come risposta alle esigenze del nuovo ( e dell’incerto) e che avanza, non importandosi se alle sue spalle lascia migliaia e migliaia di incolpevole persone ANZIANE stroncate da una morte fisica- sociale, o “ gabbate”  in nome del globalismo e dell’individualismo sempre più egoistico, prepotente e saccente.

Le persone anziane hanno rappresentato una sorta di spartiacque per gli equilibri del vivere. In questi “passaggi” si sono giocati pericolosissimi ruoli in nome e per conto di quella “fragilità” di cui si sono smarriti gli esatti connotati a discapito di una ricchezza e pienezza di valori, dei quali era portatrice la cosiddetta “democrazia del sociale”, che invece temo che si sia dileguata come neve al sole. Non si può parlare di democrazia quando il mostro denominato “coronavirus”, nostra controparte,”  ha imposto le sue leggi e ci comanda di cambiare  vita, di far questo anziché quello; perfino di imporre alla nostra amata Chiesa di rivedere le sue norme liturgiche e pastorali. In nome di chi?

Non ci arrenderemo, comunque. Alla morte che avanza, noi risponderemo con la Vita che ci verrà data come DONO prezioso.

Combatteremo insieme. Spereremo insieme. Pregheremo insieme. Statene certi: vinceremo INSIEME!