Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Per non dimenticare : “ Il calvario” e la “mezzarola” come le chicche sommerse e da non dimenticare.

Da Sambiase ora Lamezia Terme alla memoria di storie e personaggi che non si disperdono-
540 0
Per non dimenticare : “ Il calvario”  e la “mezzarola”  come le chicche sommerse e da non dimenticare.

Ricordo molto chiaramente la figura e le dimensioni sociali contenute in siffatti dizioni : il “ calvario” e la “mezzarola”, che la collocazione storica le fa risalire quanto meno a più di un secolo fa. Ma è contemporaneamente giusto ( ed anche doveroso) riportarlo oggi alla luce delle nostre memorie, in quanto è parere comune la valorizzazione delle tradizioni popolari accompagnate da segni visivi che rimangono scolpiti  nel percorso della storia, la nostra storia.

Iniziamo dalla “ mezzarola”, che altro non è che un misuratore volumetrico usato per effettuare le vendite – scambi commerciali di prodotti più che altro derivanti dall’agricoltura. Il mezzo in questione praticamente consentiva nel fare da intermediario, da una parte, al venditore e, dall’altra parte, all’acquirente, stabilendo la giustezza del prezzo della vendita e l’ampia assicurazione all’acquirente che quello scambio rispettava di fatto tutti i crismi della transazione commerciale.

La mezzarola era collocata nei pressi della  chiesa – confraternita detta della “Immacolata”, oggi inizio di via Cataldi; ed era fissata saldamente a terra, così come la vediamo nella foto allegata. I prodotti che entravano nel circuito delle vendite erano prevalentemente i legumi, ma anche noci, patate, ortaggi e così via di seguito.

La mezzarola è incastonata in un angolo di questo suggestivo centro storico, che settimanalmente accoglieva nei suoi pressi buona parte della popolazione di Sambiase, oggi uno dei tre centri urbani (Nicastro, Sant’Eufemia e Sambiase) che hanno dato la luce il nascente agglomerato urbano di Lamezia Terme, e che la memoria ci indica essere stato luogo privilegiato per le domenicali conversazioni sulle varie questioni del tempo ed avendo avuto anche come puntuali frequentatori alcuni personaggi di Sambiase: dal politico Giovanni Nicotera al filosofo Francesco Fiorentino; dal rinomato medico chirurgo Vittorio Cataldi al poeta – scrittore Franco Costabile; dal Capitano Francesco Majone ad altri ancora.

Dalla “mezzarola” al “calvario” la distanza è breve : un 40-50 metri l’uno dall’altro. Attraverso una bacheca murale sono rappresentati i tre momenti cruciali della Passione di Gesù Cristo : il passante o il visitatore può fare una memoria storica tra una forte spiritualità e l’attrazione del dipinto.
Da ragazzi di appena 5 – 6 anni a risalire tra il 1943 ed il 1946  si ricorda il momento suggestivo di tale narrazione, che la popolazione non solo del luogo ma di altre parti di Sambiase e dintorni, quando ci si radunava , gioiosi e raccolti, per le preghiere varie ed il Santo Rosario, elevando inni, lodi e cantici tratti dalla tradizione popolare del tempo.

Alle sane e gioiose memorie si andavano infine ad aggiungere quei ricordi che noi, ragazzi di quel tempo, tramutavamo in scorribande tra i sentieri rurali che si allargavano da via Cataldi ( e dalla “mezzarola”) al luogo del “calvario”, raggiungendo spesso ( ovviamente a piedi) le vicine Terme di Caronte, ove una limpida e calda acqua termale ci presentava “ il conto da pagare”: un bagno rigeneratore all’aperto tra il calore e la bontà terapeutica della mitica piscina di Caronte.-