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Non dimentichiamo la tragedia del popolo siriano

Aiutiamo a far tornare a vivere la piccola cittadina dove si parla la lingua di Cristo con il progetto “Una pecora per Maaloula”
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In Siria si continua a morire, ma il mondo sembra averlo dimenticato, i giornali occupano le loro pagine per altri accadimenti, dimenticando la sofferenza di un popolo, la tragedia di una guerra voluta e condotta dai poteri internazionali attraverso il terrorismo islamico nelle sue varie forme. Oggi in Siria, a causa della guerra, manca il cibo,  il combustibile per il riscaldamento di fronte all’inverno da cui non ci si può difendere.

La maggior parte delle case sono distrutte o gravemente danneggiate e si presentano senza porte e finestre  e la popolazione esposta ai bombardamenti. Un popolo intero sta pagando un prezzo altissimo a causa della guerra imposta e di sanzioni vergognose.

A nord della Siria, nella regione di Qalamum, al confine con il Libano, c’è un villaggio sulla montagna, la culla della Cristianità non solo dell’Oriente, che merita l’attenzione del mondo, qualche migliaio di anime quasi tutte cristiane che sono uniche, parlano ancora l’aramaico, la lingua di Gesù.

Nel settembre del 2013, quasi in contemporanea con la “Veglia di preghiera per la pace in Siria”, indetta da Papa Francesco, un gruppo di islamisti entra in città, terrorizza la popolazione, distrugge le immagini del cristianesimo, intima, armi in mano, la conversione all’Islam o la morte.

In una casa ci sono tre uomini di fede greco-cattolica, Mikael Taalab, suo cugino Antoun Taalab, suo nipote Sarkis El Zakhm che, di fronte alla minaccia islamista, afferma con fierezza: “Sono cristiano e se volete uccidermi perché sono cristiano, fatelo!”. I tre sono stati giustiziati. Il sangue dei martiri scorre sul terreno di Maaloula gettando il seme di nuovi cristiani.

Quando 7 mesi più tardi l’esercito di Assad, con l’aiuto di Hezbollah e un gruppo di giovani di Maaloula autocostituitisi in milizia armata, ha liberato il Paese c’è solo distruzione. Le poche attività produttive come il turismo e la pastorizia, che erano la fonte di sussistenza della popolazione, sono venute a mancare.

In questo contesto, il Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria, di concerto con l’associazione siriana “Mar Sarkis”, ha deciso di sviluppare un’azione in sostegno delle famiglie del Villaggio attraverso il progetto “Una pecora per Maaloula” che si prefigge una raccolta di fondi per acquistare un gregge di pecore che verrà accudito nei terreni di uno dei conventi della piccola cittadina ed affidato ad alcune famiglie di pastori, mentre altre si occuperanno della lavorazione della lana e del latte ed i guadagni saranno divisi tra tutte le famiglie di Maaloula. L’iniziativa dovrebbe concludersi entro il mese di gennaio 2015.

Si tratta di un piccolo e generoso gesto di solidarietà che, seppur nella difficile situazione economica in cui ci troviamo, ha un significato di estrema importanza: quello di far rinascere la speranza nel piccolo e unico paese della Siria.

Chiunque volesse contribuire può effettuare anche un piccolo bonifico su questo conto:

Coordinamento per la pace di Siria

Bonifico Bancario:  IT40 T010 1004 2101 0000 0002 256

Associazione Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria Sede legale Viale bonaria 98, Cagliari C/C Banco di Napoli

specificare la causale “progetto Mar Sarkis”.

Se volete essere aggiornati sul progetto non dimenticate di riempire il form che segue, così da avere la possibilità di essere contattati: http://www.siriapax.org/?page_id=1880

 

In alternativa, potete effettuare una donazione tramite PayPal:

http://www.siriapax.org/?p=2343