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Non sarà un’avventura ma un parco per rilanciare passo Condrò

Cosi l'entroterra lametino potrà avere un altro punto di attrazione per turisti e giovani
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Non sarà un’avventura,no. Ma un parco avventura. Da questa realizzazione riparte la possibile valorizzazione di passo Condrò a oltre quota mille. Uno dei punti più suggestivi della montagna lametina, ubicato nel comune di Serrastretta.

Dopo i fasti del ristorante intitolato alla nota cantante francese Dalidà, quel punto di passaggio o di rifugio per i tanti amanti del fresco o della natura, negli ultimi anni aveva perso il suo appeal. Sede di squadre di cacciatori che si ritrovano per preparare battute di caccia ai cinghiali o per gruppi sparuti di turisti catanzaresi e lametini che passano da Condrò per inoltrarsi nella vicina faggeta, zona prestigiosa e tutelata a livello

ambientale. Oggi è in atto la realizzazione di un parco avventura, ad opera del Comune di Serrastretta che con fondi europei vuole creare un punto di attrazione diverso. I parchi avventura in Italia sono attualmente circa duecento.

In Calabria poche unità, quello famoso a Zagarise in località Tirivolo nato nel 2008, il primo nella nostra regione poi emulato a Serra San Bruno, nella Sila cosentina, nella zona di Sibari,in quella del Pollino.

Tra una settimana sarà finito

affermano i tecnici dell’impresa di Biella che combinazione si chiama Parco Avventura ed effettua montaggi delle attrezzature, che consentono di arrampicarsi e camminare tra gli alberi sospesi a vari altezze.Loro sono pure sospesi, mentre ci spiegano il paziente lavoro che fanno in giro per

l’Italia.L’accento è piemontese ed hanno conquistato tutta l’Italia.Ovviamente finito il montaggio bisognerà mettere in sicurezza tutta l’area, che si trova a poche decine di metri dal passo e confinante con il ristorante Dalidà, ormai chiuso.I ragazzi ma anche gli adulti avranno un motivo in più per raggiungere la montagna lametina e arrampicarsi sugli alberi in massima sicurezza, con caschi e corde. Un’esperienza da vivere per giovani e meno giovani, per sprigionare tutta l’adrenalina possibile.

Ma può rappresentare un punto di attrazione per creare movimento turistico scolastico e di residenti nell’area cosentina e lametina.Questa è l’ennesima occasione per far sviluppare il nostro entroterra e la nostra montagna senza esercitare violenza, ma nel massimo rispetto. Saremo in grado di fare questo, oppure sarà un’occasione sprecata? I presupposti ci sono, probabilmente l’amministrazione comunale dovrà trovare o individuare un team di giovani volenterosi di crearsi un’opportunità di lavoro. Magari persone che sanno di promozione e gestione turistica ambientale. A Zagarise tra tante difficoltà ci sono riusciti, a Serra San Bruno pure a passo Condrò si apre la sfida.

Anche per dimostrare che i fondi europei possono essere spesi in modo utile a creare sviluppo, lavoro, servizi e forme di turismo a basso impatto.