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Lamezia: Non si costruisce il futuro con l’incompetenza

Con questo PSC la città deperira' molto più velocemente, perché gli elementi di forza del territorio vengono congelati
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Ho avuto l’ardire, di partecipare alla Commissione consiliare “Urbanistica”, che iniziava a trattare le problematiche legate al PSC, alla presenza dell’assessore Architetto Annamaria Scavelli.

Certamente questi primi otto mesi di amministrazione, potevano essere spesi per capire i contenuti del Piano adottato e come si dovesse procedere per approvare, non il Piano di Speranza, ma quello di Paolo Mascaro, invece sono stati sciupati perché l’argomento è particolarmente difficile e complesso e quindi non alla portata di tutti.
In sostanza l’assessore ha dichiarato, che quando cambia una amministrazione, non bisogna buttare a mare tutto quello che ha fatto la precedente, ma bisogna recuperare quello che di buono è stato prodotto.

In linea di principio, nulla da dire, se non osservare che le scelte amministrative, ovvero il programma elettorale, si concretizza nelle scelte fatte per gestire il territorio, pertanto se lo strumento non dovesse essere modificato, sarebbe difficile spiegare alla città, perché la parte politica cui Speranza appartiene è stata mandata a casa, se il suo Piano risolve i problemi di Lamezia.

Comunque, pur volendo accettare la logica, fragile dell’assessore, questa in commissione non è stata in grado di dire, cosa di buono mantenere e cosa di cattivo togliere dal PSC adottato.

In sostanza dopo otto mesi di amministrazione siamo al punto di partenza, l’unica cosa certa è che si vuole imporre, che ogni modifica, resti nell’alveo di quello che è stato già fatto, perché c’è poco tempo. In sostanza avvalorare quello che è stato fatto, accontentando qualche consigliere comunale, con variazioni irrilevanti. Si, perché l’assessore sa, che se le variazioni dovessero essere rilevanti, bisognerebbe rifare la VAS, l’art.13, le osservazioni, e così via.

Il problema vero e fondamentale che si deve porre l’amministrazione Mascaro, è se questa proposta, che si vorrebbe approvare, risponde al rilancio economico della città e darà una risposta forte al bisogno di occupazione del territorio non solo cittadino ma comprensoriale.

Per chi ha memoria storica, ricorderà l’approvazione del PRG, approvato sempre dalla sinistra, con lo stesso metodo dell’attuale PSC, ovvero manipolando l’opinione pubblica, e lasciando credere che Lamezia sarebbe diventata la prima città della Calabria. Dopo quasi vent’anni si può affermare senza ombra di dubbio, che non si è verificato nulla , il PRG ha bloccato la città, impoverendola ed abbassando enormemente la qualità della vita.

Con questo PSC la città deperirà molto più velocemente, perché tutti gli elementi di forza del territorio vengono congelati, come il mare col turismo ed il Porto, le Terme, la riqualificazione urbana, ecc.. Al contrario vengono confermati tutti gli elementi di debolezza, come la mobilità, i tessuti degradati, la carenza di servizi, l’abbandono delle aree abusive e così via.

Tutta questa fretta per rovinare la città è assolutamente incomprensibile, a meno che non si vuole fare un altro regalo a Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza che ci vedono da sempre, come rivali nello sviluppo regionale.

I primi otto mesi sono stati spesi oziando, e facendo virtualmente diventare più urgente l’approvazione del PSC; preso atto che non c’è nessuna scadenza temporale per la città, e che se si sa cosa fare lo si fa in breve tempo, chi si assume la responsabilità storica, di dare a Lamezia uno strumento urbanistico assolutamente inconsistente, condannandola al degrado e alla povertà, nel mentre si potrebbero attivare una serie di processi, che in poco tempo produrrebbero una impennata all’economia e all’occupazione in città.