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Nonostante tutto, il calcio a Lamezia non può e non deve morire.

Ecco i perché-
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Nonostante tutto, il calcio a Lamezia non può e non deve morire.

Non deludiamo quelle centinaia e centinaia di ragazzi che cercano nello sport un motivo valido e piacevole di loro crescita fisico/atletica/educativa; e non lo facciamo innanzitutto allo scopo di “vendicarsi” della causa di cancellazione della Vigor Lamezia Calcio dalle competizioni più consone ad una città quale Lamezia Terme.

L’altro giorno ho captato una esternazione del tipo :” non ci possiamo “ribassare” andando a seguire dei ragazzi che disputano un campionato di Prima Categoria ( o di Terza Categoria)”.

Sono ragazzi che, animati da buona volontà e da infinita pazienza ed umiltà, vogliono passare un colpo di spugna a quell’ignominioso periodo calcistico, con una Vigor Lamezia spazzata via da uno tsunami che ha un nome ben individuato : “dirty soccer”.

Ci sono dei calcoli semplici dal dover fare: per coloro che non seguono tanto l’andamento del gioco del calcio a  livello generale, c’è da evidenziare che le attività agonistiche sono regalate da vari gradini gerarchici: si inizia dalle Terza Categoria, poi dalla seconda, dalla prima e via via, così nell’ordine: Promozione, Eccellenza, Interregionale, Serie C o “Lega Pro”, per poi arrivare ai vertici in assoluto: Serie B e Serie A ( che è il massimo campionato di calcio a livello nazionale).

Da questo quadro si recepisce il perché delle situazioni di disagio che avvertono i tifosi, specialmente quando la loro squadra precipita con un soffio di vento dalla Lega Pro alla Prima Categoria ( o addirittura dalla Terza Categoria).

Ma cosa c’entrano i ragazzi di oggi che in questo momento sono stati chiamati alla ripartenza, mettendosi sulla groppa di un cavallo scalcinato che si chiama “ Prima Categoria”?

Meritano, anzi, di essere incoraggiati, seguiti, sostenuti perché non sta scritto da nessuna parte che il loro futuro non debba appartenere ormai più a nessuno e che essi non possono cullare sogni nel mentre iniziano la scalata dura e tosta!

Ed allora : si è stati chiamati ad affrontare la dura prova, a reagire, a rivestire l’armatura della pazienza e della umiltà, nella speranza ( questa c’è sempre e non è prerogativa di nessuno!) che dal buio si passi alle zone gradualmente luminose.

Così com’è logico sostenere, senza infantili campanilismi che uccidono ogni speranza, le altre società calcistiche lametine che vagano tra le diverse categorie ( dal Sambiase alla Promosport per arrivare al Fronti).

Facciamolo questo bagno di umiltà, da qualsiasi parte di tifo dovessimo essere schierati e per regalare momenti di crescita ai tanti giovani e giovanissimi che sognano ( e questo è comprensibile) arrivare ad emulare le gesta di campioni “maximi”, tipo Dybala, Nymar, Messi, e mettiamoci Cutrone, tanto per essere maggiormente capiti ed intesi.