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Nota del presidente della Commissione antindrangheta Arturo Bova sui minori nati e cresciuti in contesti mafiosi.

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Nota del presidente della Commissione antindrangheta Arturo Bova sui minori nati e cresciuti in contesti mafiosi.

“L’appello del Csm affinché il Parlamento legiferi sui minori nati e cresciuti in contesti di mafia è una battaglia non solo giusta, ma addirittura fondamentale nel più ampio contesto della lotta alla criminalità organizzata”. Lo afferma in una nota il presidente della Commissione regionale antindrangheta, Arturo Bova.

“Libri, testimonianze dei magistrati, evidenze di inchiesta confermano, quotidianamente, quanto l’ambito in cui il figlio di un esponente  della criminalità organizzata cresce, ne influenzi la vita, presente e futura”.

“Faccio mie le parole del procuratore capo di Reggio Calabria, Cafiero De Raho – afferma Arturo Bova – quando disse che «non si può permettere che i genitori continuino ad educare i propri figli al crimine». Queste parole devono essere il manifesto sulla cui base si fondi un provvedimento normativo in grado di impedire ai criminali di forgiare nuove e giovani menti a perpetrare usi e costumi delle organizzazioni mafiose”.

“In questo senso, non si può non essere d’accordo con il presidente del Tribunale dei Minori di Catanzaro  Luciano Trovato – prosegue Bova – che ha evidenziato come nel corso della sua carriera si stia trovando alla sbarra, ora, i figli dei ragazzini che giudicò venti anni addietro, sintomo di un tramandarsi del comportamento criminale”.

“D’altronde, l’ambiente in cui i figli della ‘ndrangheta, della mafia, della camorra crescono è ottimamente descritto, senza lasciare dubbi, nel testo di Angela Iantosca, “Bambini a metà”, per le testimonianze contenute che non possono lasciarci indifferenti”.

“Per questi motivi, nel Testo unico contro la ‘ndrangheta che tra qualche settimana sarà approvato dal Consiglio regionale, abbiamo già inserito alcuni provvedimenti normativi dedicati proprio a questo spinoso argomento, anticipando di fatto alcuni provvedimenti oggi richiesti al Parlamento”.

“Perché ciò fosse possibile – lo avevo già reso noto – devo ringraziare ancora una volta il presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, per il prezioso e determinate contributo al testo. Nella norma  è prevista l’attuazione del protocollo “Liberi di Scegliere” grazie al quale sarà possibile porre in essere la realizzazione di percorsi personalizzati di rieducazione, sostegno e reinserimento sociale in favore di minori e giovani adulti provenienti e/o inseriti in contesti di criminalità organizzata”.

 

  • Applicherei la stessa norma alle famiglie dei politici papponi