Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

NOTRE DAME DE PARIS: in fiamme anche una parte della Calabria

1.43K 0
NOTRE DAME DE PARIS: in fiamme anche  una parte della Calabria

“Tutti gli occhi si erano alzati verso la cima della chiesa. Ciò che si vede lasciava senza parole.

Sulla sommità della galleria più alta, ancora più su del rosone centrale, c’era una lingua di fuoco che saliva fra i due campanili con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa, di cui il vento ogni tanto si portava via un lembo nel fumo. Sopra di essa, le enormi torri, di ciascuna delle quali si vedevano due facce crude e stagliate, una tutta nera, l’altra tutta rossa. Quel chiarore vacillante le facevano muovere”. Sembra una telecronaca in diretta, invece sono le parole di V. Hugo, predittive di quanto inaspettatamente sarebbe accaduto.

Quel gobbo campanaro che guizza tra le guglie del superbo tempio parigino alla pari di un bravo nuotatore calabrese, come ebbe a dire felicemente il nostro scrittore francese, riempie ora la Senna delle sue copiosissime lacrime.

Una favola tra mura gotiche è diventata un romanzo gotico, che tristezza! E lo scenario si fa pure inquietante tra le urla di Quasimodo che raccoglie coralmente la voce di tutto il mondo.

Nel frattempo, però, tante nostre voci a commento frantumano la stasi limbica dello stallo: una, mi permetto di rappresentarmi in essa, è di un caro sangiovannese, il cui scritto invoca l’est-etica, ovvero l’etica delle bellezze, da riposizionare nella gestione delle cose:

“Appena apprenderemo del dolo e dell’intento terroristico che si cela dietro l’incendio in corso alla Cattedrale bellissima di Notre Dame de Paris, si capirà che la storia va al rovescio, che la bellezza e la cultura più alta, nel mondo, è al sicuro come le foglie al vento. Ma se mi dovessi sbagliare, sarei ancora più indignato. Come si può, nel XXI secolo, assistere a uno scenario così devastante?” (Giovanni Iaquinta).

Giusto, non si può, ha proprio ragione Giovanni!

Forse Atlante, il gigante della mitologia, farà fatica, d’ora in poi, a reggere il cielo.

Credo, tuttavia, che le gambe di Ercole, se dovesse sostituirlo, tenterebbero l’impossibile, anche se dovessero fargli “Giacomo Giacomo”.

I ri-sentimenti, infatti, sono comprensibili ma non possono cementarsi a sentimenti spenti, ricordiamocelo sempre!

Quindi, armiamoci di buzzo buono, perché l’ultima parola è quella genesiaca: Fiat, cioè, creo, o meglio ri-creo!

Francesco Polopoli