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Operazione Profondo Rosa: a Cosenza le donne di ‘ndrangheta si dedicano ad usura ed estorsione

Operazione dei carabinieri di Cosenza
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Si chiama “Profondo Rosa” l’operazione scattata questa mattina a Cosenza contro un gruppo composto prevalentemente da donne che si dedicava a pratiche mafiose quali usura ed estorsione.

Tre persone sono state arrestate, mentre due si trovano ai domiciliari: si tratta di Fausta Malgaritta, 51 anni; Maria Pia Montalto, 62 anni; Emanuela Pirola, 27 anni. Quest’ultima finita ai domiciliari. Montalto e Pirola sono madre e figlia. Obbligo di firma per altre due persone, due coniugi, G.G., 39 anni, e V.F., sua moglie, 38 anni. Anche i coniugi sono legati da parentela a Montalto e Pirola. Montalto e Malgaritta risultano poi essere sposate a personaggi noti della malavita cosentina, vicini al clan Ruà-Lanzino della ‘ndrangheta, anche se, in questa occasione, l’influenza della cosca non è stata provata.

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe preso di mira un imprenditore edile cosentino, cui estorceva denaro già dal 2009, e che questi abbia poi deciso di denunciare solo l’anno scorso. Da un prestito iniziale di 35 mila euro, l’imprenditore aveva versato nelle casse del sodalizio criminale 154 mila euro, dopo essere anche stato minacciato con un’arma da fuoco e atteso fuori da un ufficio postale, sempre per ricevere minacce nel caso in cui non avesse versato il proprio denaro unicamente agli estorsori.