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Otto ciclisti lametini quattro anni fa volarono via

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Una mattina di alcuni anni fa, quattro per la precisione, la tranquillità solita di un tranquillo o quasi, centro urbano di periferia è stata squarciata da una notizia violenta, insolita, tremenda. Un gruppo di ciclisti amatoriali sono stati stesi, da una macchina, guidata forse, inconsciamente, da un giovane. Il dubbio, i nomi, i cognomi si rincorrono, i telefoni squillano, chi erano, qualche collega dalla Sicilia Lapide_OttoCiclistimi chiama per chiedere notizie, conferme. Sul selciato finiscono la loro corsa, otto padri di famiglia,i nomi li conosciamo, sono sulla lapide. Alcuni prima dati per morti, poi solo gravemente feriti. Qualche mezzo di comunicazione fa il resto mettendo in giro nomi di morti che erano vivi.Sulla pericolosa statale 18 nella curva insidiosa che apre ad un rettilineo, prima di arrivare alla contrada Marinella di Lamezia gli sportivi sono caduti, volati, si sono schiantati.

La morte è stata repentina per tutti, i feriti miracolosamente si sono ripresi. Otto ciclisti per cui Lamezia diventa famosa in tutto il mondo per insicurezza stradale. Andare a passeggio sulle statali in bici non è sicuro da noi. Non siamo nel nord Europa dove ti trovi le piste ciclabili dovunque e devi stare attento a far passare le poche bici, altrimenti ti fanno pure la multa. Dopo la loro morte di padri che hanno lasciato figli e figlie giovani, che stavano accarezzando sogni di successo e di studio, adesso ecco è stato realizzato qualche chilometro di piste ciclabili. Certo i ciclisti quando pedalano devono prestare attenzione, procedere in fila indiana, piuttosto che occupare tutta la carreggiata. Un fatto triste, ricordato oggi Lapide_OTTOCiClistidavanti la lapide con i familiari e l’amministrazione comunale, il sindaco Gianni Speranza, i parenti gli amici.

Pace a loro che ci guardano dall’alto.