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Papa Francesco alla Omelia per la quarta Domenica di Quaresima: Siate Luce tra le tenebre del mondo.

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Fede – Luce – Perdono: sono le tre parole che fanno da traccia centrale nelle catechesi e nelle omelie del Santo Padre, soffermandosi sul significato di questa quarta domenica di Quaresima.

Come sarà noto, da quando hanno avuto inizio le drammatiche conseguenze del “Corona virus”, Papa Francesco, alla preghiera dell’Angelus, si affaccia dalla sede della Biblioteca del Palazzo Apostolico, con una piazza San Pietro praticamente e completamento al vuoto.

La Quaresima diventa un momento centrale che stimola i fedeli a rinnovarsi interiormente nel cuore e nella mente, abbandonando le opere delle tenebre per diventare Luce. Luce del mondo. Luce che proviene dalla presenza di Gesù nella storia degli uomini.

il Papa, allora, invita ciascun fedele a fare esperienza corale nel modo diverso del vivere, praticando la metanoia, la conversione totale e concreta.

Il cristiano deve essere luce! “Con la luce della fede colui che era cieco scopre la sua nuova identità. Egli ormai è una “nuova creatura”, in grado di vedere in una nuova luce la sua vita e il mondo che lo circonda, perché è entrato in comunione con Cristo, è entrato in un’altra dimensione. Non è più un mendicante emarginato dalla comunità; non è più schiavo della cecità e del pregiudizio. Il suo cammino di illuminazione è metafora del percorso di liberazione dal peccato a cui siamo chiamati.

Il peccato” aggiunge Francesco, “è come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di ombra e di tenebra e ci ridona nuova luce. La Quaresima che stiamo vivendo sia tempo opportuno e prezioso per avvicinarci al Signore, chiedendo la sua misericordia, nelle diverse forme che la Madre Chiesa ci propone.

L’invito che ne deriva, allora, diventa stringente, immediato, concreto, proponendo la lettura e la riflessione del brano evangelico tratto dal Libro di Giovanni, capitolo 9. Da qui nasce il commento sul significato della Luce : “ Ma non basta ricevere la luce, occorre diventare luce. Ognuno di noi è chiamato ad accogliere la luce divina per manifestarla con tutta la propria vita… Ce lo ricorda oggi San Paolo: “Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità”. Il seme di vita nuova posto in noi nel Battesimo è come scintilla di un fuoco, che purifica prima di tutto noi, bruciando il male che abbiamo nel cuore, e ci permette di brillare e illuminare.