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Papa Francesco Pregherà Contro Il DDL Cirinnà

“Io penso quello che la Chiesa ha sempre detto.”
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Negli ultimi giorni si è scatenato un putiferio su quanto espresso da Papa Francesco in aereo durante il suo ritorno dal viaggio in Messico. Gli pseudo-giornalisti non aspettavano altro. Attendevano da tempo delle dichiarazioni del Papa sui temi caldi di oggi per poter strumentalizzare a proprio piacimento le sue parole, come del resto hanno sempre fatto.

Perché ormai raccontare balle e modificare le frasi pronunciate da Papa Bergoglio, distorcendo il loro significato, è diventato lo sport preferito di alcune testate giornalistiche che non voglio nemmeno pronunciare per non fare pubblicità gratuita. E’ vero, il Papa poteva senza ombra di dubbio rispondere in maniera più netta e precisa senza lasciare spazio a fraintendimenti e a manipolazioni varie, ma non è possibile che in questo paese ogni qual volta si decida di esprimere un’opinione, si debba sempre correre il rischio di dire bianco e  vedere sui giornali riportato il nero.

Il problema è che c’è tanta malafede dentro le persone che appositamente stravolgono il contenuto di quanto dichiarato dal Papa e lo riportano falsificandolo totalmente in ogni sua forma. Per questo motivo, mi sono guardato tutto il video della conferenza stampa e ora voglio testualmente citare la domanda sulla famiglia pronunciata dal giornalista e la risposta di Papa Francesco.

Giornalista: “Santo Padre, la mia domanda è sulla famiglia, tema che lei ha affrontato in questo viaggio. Nel Parlamento italiano è in discussione una legge sulle unioni civili, tema che sta portando forti scontri in politica, ma anche un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare volevo sapere il suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili e quindi sui diritti dei bambini e dei figli in generale, grazie.”

Papa Francesco: “Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i vescovi nel maggio del 2013, una delle tre cose che ho detto è stata: “Col governo italiano arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, non può mettersi in politica concreta interna di un paese, questo non è il ruolo del Papa. E’ quello che penso io, è quello che pensa la Chiesa, perché questo non è il primo paese che fa questa esperienza, ce ne sono tanti. Io penso quello che la Chiesa ha sempre detto sulle unioni.”

Mentre ad una seconda domanda sollevata a proposito del comportamento che un parlamentare cattolico deve tenere davanti a queste leggi, ha chiosato:

“Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata: questo, direi soltanto questo. Credo che sia sufficiente. E dico “ben formata”, perché non è la coscienza del “quello che mi pare.”

Ora è tutto più chiaro e guarda caso dopo queste affermazioni, il titolone che era più in voga nelle prime pagine recitava: “Unioni Civili? Il Papa non si immischia”, come se non avesse un pensiero, come se non sapesse nemmeno lui stesso cosa fare, come se non volesse scontentare qualcuno con una sua dichiarazione o ancora peggio, come se non gli fregasse niente.

Nulla di più falso di tutto questo poteva essere scritto sui giornali e riferito dai media italiani.
Una menzogna consapevole, diffusa da menti lucide che svolgono questo lavoro in maniera palesemente ipocrita e che si compiacciono pure di tutto ciò.
Nel suo discorso il Papa ripete semplicemente cose ovvie, note a tutti da sempre. Ad esempio che lui è il Papa di tutti e non solo dell’Italia e che sono i vescovi, ovvero la CEI (Conferenza Episcopale Italiana), che si devono “arrangiare” col governo italiano.
E così è stato, perche il Presidente della CEI, il Cardinale Angelo Bagnasco, con le mani e con i piedi sta cercando di “svegliare” i parlamentari e di esporre legittimamente il suo pensiero e quello della Chiesa in merito alla famiglia in questa nazione, che è la sua nazione.
Lo stesso Papa Francesco ha recentemente affermato che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione. Ma come dice Padre Maurizio Botta, quando il Papa “non piace”, perché afferma verità scomode ai potenti di oggi, viene abbassato il volume.
Papa Bergoglio ha ricordato, oltretutto, che lui non è un politico e che non può decidere l’esito delle votazioni, semplicemente, perché non si tratta del suo “ruolo”. E infine ha ribadito anche un concetto, che è stato ovviamente nascosto all’opinione pubblica.

Poche parole che cancellano efficacemente ogni sorta di dubbio e che rappresentano la sua visione completa: “Io penso quello che la Chiesa ha sempre detto.”

Per concludere ci tengo a ricordare la lettera scritta il 22 giugno 2010 da Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, alle suore dei quattro monasteri cittadini in occasione della discussione della legge sui matrimoni e adozioni gay al Parlamento argentino.
In questa lettera il Papa scrisse alle Sorelle che il popolo argentino stava per affrontare un disegno di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso il cui esito avrebbe potuto seriamente ferire la famiglia, perché in gioco c’era l’identità e la sopravvivenza della famiglia stessa: padre, madre e figli.
Quei figli che sarebbero stati discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con una mamma e un papà. Bergoglio lo disse molto chiaramente: “È il rifiuto totale della legge di Dio, incisa nei nostri cuori.”
Affermò che non si trattava solo di un disegno di legge, ma di una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e ingannare i figli di Dio.
Poi invitò le suore a pregare il Signore, affinché i senatori che sarebbero stati impegnati a votare non lo facessero mossi dall’errore, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Terminò invitandole a pregare anche per lui.
Ed è proprio quello che oggi tutti dovremmo fare. Papa Francesco non è un Senatore della Repubblica Italiana e quindi non potrà votare in Parlamento, ma state tranquilli, perché pregherà sicuramente contro un Disegno di Legge ingiusto che spalanca le porte a quella pratica disumana di mercificazione del corpo della donna e di compravendita dei bambini che è l’utero in affitto e che inoltre nega il diritto elementare e sacrosanto di un bambino di crescere con una mamma e un papà.
La vita è un dono, non un prodotto e un bambino non è un diritto, ma un soggetto di diritto. Non dobbiamo dimenticarlo mai.

fonte:montevecchimatteo.blogspot.it