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Parcheggiare… anche in riva al mare

Il drone di un'associazione ambientalista ha scovato una forma di malcostume sull'arenile siciliano
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L’abitudine tipica italiana, ma più accentuata al sud, di fare tutto con la macchina, spesso raggiunge degli eccessi incontrollabili e poco giustificabili.

E’ scena di tutti i giorni vedere mamme e padri premurosi che vogliono parcheggiare l’automobile, più vicina possibile alla scuola per non far scomodare il proprio figlio, o la signora tirata a nuovo con tanto di capigliatura curata, pronta a far salire sul marciapiede la sua utilitaria e non sporcarsi le scarpe, o bagnarsi i capelli per entrare a fare gli acquisti consolatori o la spesa giornaliera.

Certo di eccessi in tal senso ne vediamo ogni giorno, macchine su due, tre file con i vigili che cercano di multare e fischiare, ma a volte si devono arrendere o convivere con questo malcostume.

Quello che è successo nella vicina Sicilia ha dell’inverosimile. Grazie al supporto delle nuove tecnologie da spionaggio, rappresentate dai droni, diremmo da immediata comunicazione e denuncia, una locale associazione ambientalista agrigentina denominata “MareAmico” ha lanciato un esemplare, nuovo ritrovato della tecnologia che ci fa vedere quello che non possiamo vedere. Cosi ha documentato che sulla spiaggia delle Pergole, molto frequentata, i bagnanti preferiscono parcheggiare la macchina sulla spiaggia, anzi in riva al mare, bello, caratteristico, un modo per attirare più turisti.  Il sindaco di Realmonte, cittadina siciliana, sembra impossibilitato ad intervenire e porre un freno a questo malcostume.

Pietro Puccio primo cittadino riconosce che

le eventuali sanzioni risultano difficili da accertare. Il primo cittadino ha provato in passato a impedire l’accesso alle automobili, facendo installare – in accordo col demanio – alcune barriere che, però, sono finite in mare abbastanza presto, risucchiate dalla voglia di parcheggiare.E’ impossibile espropriare i terreni circostanti al fine di creare un parcheggio, in quanto c’è una legislazione specifica che regola l’utilizzo del suolo demaniale.

In attesa di trovare una soluzione “ufficiale”, i cittadini che fruiscono della zona potrebbero armarsi di buon senso ed evitare di occupare con le proprie automobili, uno spazio che deve rimanere libero dai mezzi di trasporto e che occorre preservare il più possibile.

Nel frattempo il popolo del web si è scatenato: sono molti i commenti di sdegno e rabbia che si leggono sui principali social network. Serve, tuttavia, un richiamo alla coscienza di ciascuno di noi.