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Tra Parco della Biodiversità, Musmi, Marca e “Scolacium”: inaugurata la mostra dello scultore Gianfranco Meggiato

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Tra Parco della Biodiversità, Musmi, Marca e “Scolacium”: inaugurata la mostra dello scultore Gianfranco Meggiato che rimarrà aperta fino all’1 ottobre. Il ‘Giardino delle Muse silenti’ evento in “Settembre al Parco”. Il Presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, infatti, anticipa: grandi sorprese per l’edizione 2017


CATANZARO – Non solo una mostra di straordinaria complessità e valore artistico, ma anche una profonda riflessione di carattere sociale che non si ferma a una pura questione di forma e bellezza. Con il “Giardino delle Muse silenti”, la grande installazione ospitata dal Parco della Biodiversità Mediterranea nel Parco internazionale della Scultura (MARCA OPEN) è stata inaugurata settimana scorsa e visitabile fino al prossimo 1 ottobre, lo scultore Gianfranco Meggiato si confronta con argomenti di forte rilevanza, come quello estremamente attuale della guerra e delle sofferenze che colpiscono la popolazione civile.
Il complesso progetto del maestro Meggiato testimonia, ancora una volta, la vitalità e il protagonismo della città di Catanzaro che, grazie alla riuscita collaborazione con la Fondazione guidata dal notaio Rocco Guglielmo, è diventato uno dei poli di riferimento culturali più significatici dell’arte contemporanea”, ha affermato il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, aprendo la conferenza stampa di presentazione della mostra che si è tenuta nella sala “Giuditta Levato” del Musmi, alla presenza – oltre che dell’artista – del curatore Luca Beatrice, del direttore artistico del Museo Marca Rocco Guglielmo, di Domenico Piraina direttore del Palazzo Reale di Milano nonché componente del comitato scientifico del Marca e della presidente della Fondazione Armonie d’Arte.
Il labirinto, è costruito utilizzando sacchi di iuta riempiti di sabbia, come quelli usati nelle zone di guerra per proteggersi dai proiettili delle armi da fuoco o dalle schegge delle bombe. Sono sette sculture nere, le Muse silenti, ad accompagnare il visitatore al centro dell’installazione dove, come ideale punto di arrivo, si incontra un’ottava scultura, l’unica di colore bianco, intitolata Il Mio Pensiero Libero.
Meggiato vuole, infatti, mettere in evidenza prima di tutto “il valore salvifico dell’arte come mezzo per vincere ogni discriminazione, diversità e guerra. Queste sculture monumentali – afferma ancora lo scultore veneziano – stanno a indicare che solo l’arte, il libero pensiero e l’acquisizione di consapevolezza e non le armi, possono salvare l’uomo da se stesso. L’uomo non ha bisogno di sovrastrutture ma direttamente dovrà percorrere con l’umiltà dell’apprendista il proprio individuale labirinto per arrivare alla conoscenza, per compiere la propria esperienza del finito”.
Il richiamo agli argomenti militari trova un suo naturale sbocco negli spazi del MUSMI – Museo Storico Militare, che custodisce cimeli, armi e divise relativi a un periodo che va dall’età napoleonica alla seconda guerra mondiale, dove sarà posta Matrix, un insieme di cubi a costituire una sfera, dal quale ne fuoriesce uno che si libera dall’intreccio.

Il percorso espositivo prosegue quindi al MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro, che accoglie otto opere di medie dimensioni e una grande stele, posta al centro del cortile interno, e si chiude idealmente nel Parco Archeologico di Scolacium con Verso la libertà, una grande scultura, lunga 4 metri. L’installazione al Parco archeologico Scolacium, sito Mibact, è a cura della Fondazione Armonie d’Arte nell’ambito del partnerariato siglato F2A con la Fondazione Rocco Guglielmo.
Gli eventi di grande pregio che hanno caratterizzato gli ultimi due anni – ha detto ancora il presidente Bruno anticipando che nei prossimi giorni ci sarà una conferenza stampa dedicata proprio al bilancio della preziosa collaborazione con la Fondazione Guglielmo – hanno proiettato il Museo della Provincia di Catanzaro alla ribalta internazionale in più di una occasione, registrando collaborazioni prestigiose che hanno favorito la diffusione di eventi culturali ed artistici di qualità e migliorato la percezione pubblica della nostra identità culturale. E Catanzaro, capoluogo della Calabria, si connota sempre di più come città della Cultura”. Il presidente Bruno ha anche confermato lo svolgimento della edizione 2017 di “Settembre al Parco”: “Dopo il successo dello scorso anno miriamo a raddoppiare le presenze, l’installazione del maestro Meggiato avrà una grande visibilità e sarà, nello stesso tempo, un evento prestigioso all’interno della rassegna culturale e musicale di settembre”.
“Affascinante, coinvolgente, semplicemente suggestivo – dice il direttore artistico del Marca, Rocco Guglielmo, del progetto del maestro Meggiato. La scelta di regalare a Catanzaro il privilegio di inaugurare il suo avvincente e stimolante progetto non era scontato: la città si mostra viva, attiva, sempre più centro d’arte e di cultura, luogo che si rigenera aperto alla sperimentazione, sempre animata da nuove pulsioni”.

La speranza è quella che “strumenti come l’arte possano continuare a contribuire alla crescita di una città già consapevole di essere diventata un luogo di riferimento e punto di passaggio per il percorso di molti artisti”. Del resto, evidenza Domenico Pirania, “il percorso tracciato in questi anni era proprio finalizzato ad aprire il Marca al territorio, puntando su artisti di qualità, ed italiani”.
Il presidente della Fondazione “Armonie d’arte” Chiara Giordano punta l’attenzione sulla felice commistione di “archeologia, natura e opera d’arte che quasi diventano un tutt’uno, come un unico respiro di un rinnovato, felice e commovente umanesimo. La collaborazione tra Fondazione ‘Armonie d’arte’, Fondazione Guglielmo e Meggiato è foriera di una grande opportunità per tutti”.
Il curatore della mostra Luca Beatrice, che si è detto davvero felice di essere finalmente approdato a Marca, parla di “una inedita evoluzione di Meggiato dalla scultura all’arte ambientale, che riflette sull’uomo alla ricerca di sé: bisogna perdersi per ritrovarsi, affrontare i propri mostri per sopravvivere, e allo stesso tempo, riconoscere i giusti strumenti. La  dichiarazione centrale della sua poetica sta nel Il Mio pensiero unico nel centro del Giardino delle Muse silenti: l’arte è libertà, il pensiero vola alto”.