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Parco della Sila, la riconfermata Ferrari rompa il silenzio su Laudati profumatamente retribuito

Lo chiedono i parlamentari del movimento Cinquestelle
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«Il rinnovo dell’incarico di commissario del Parco nazionale della Sila a Sonia Ferrari rappresenta un’occasione d’oro perché la stessa risponda senza più indugi al dubbio di fondo sul direttore, Michele Laudati, che per il Corriere della Sera fu dichiarato totalmente inabile al lavoro e poi comunque collocato al vertice dell’ente». Lo affermano i parlamentari M5s Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni, che aggiungono: «Sulla dieni-e-nesci-m5s-calabriavicenda abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei conti e alla procura, interrogando il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che si è comunque assunto l’onere di confermare la professoressa Ferrari quale commissario straordinario per altri sei mesi. Adesso, per rispetto verso tutti, a partire dai cittadini, il commissario del Parco nazionale della Sila chiarisca una volta per sempre se Laudati è abile o inabile alla direzione, visto che con lui ha sottoscritto i contratti che dal 2006 a oggi lo vedono a capo ParcodellaSiladell’ente, con un compenso di almeno 100 mila euro all’anno». «Per esigenze di trasparenza e credibilità – concludono Nesci, Morra, Dieni e Parentela – è indispensabile che Sonia Ferrari rompa il silenzio sulla specifica questione, che non è affatto secondaria, benché inspiegabilmente ignorata».