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Pasqualino Ruberto risponde agli attacchi

L'esponente di NCD parla anche di Dissesto e delle prossime elezioni comunali
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La Fondazione Calabria Etica stipula un protocollo di intesa con la Fondazione Trame. Pochi giorni e scoppia la polemica. Abbiamo al riguardo sentito uno dei protagonisti di quell’accordo, Pasqualino Ruberto presidente della Fondazione in house della Regione Calabria.

Quali sono i motivi che l’hanno spinta a stipulare un accordo con la Fondazione Trame?
Un mese e mezzo fa è giunta al protocollo di Calabria Etica una richiesta dalla Fondazione Trame per sostenere il festival dei libri sulle mafie. Era un documento indirizzato non solo a noi, ma anche a diversi soggetti istituzionali e società che operano sul territorio lametino e calabrese. Non era, dunque, una lettera specifica mandata a Calabria Etica. Alla luce delle difficoltà finanziare che il Comune ha nel finanziare la manifestazione , e giacché non ci sono i fondi Ue a cui si è attinto nelle passate edizioni, abbiamo deciso come Fondazione di dover fare qualcosa per sostenere la manifestazione. L’Ente che presiedo, infatti, ha tra le sue mission la promozione della legalità oltre che la gestione del fondo di sostegno alle vittime di criminalità e all’associazioni antiracket territoriali.

È scoppiata la polemica, ma ancora non si è capito in che cosa consiste questa collaborazione tra le due Fondazoni
Quando arrivano richieste da strutture associative o fondazioni senza finalità di lucro, che promuovono iniziative nel campo del sociale o della legalità, noi procediamo alla stipula di un protocollo di intesa. Nello specifico di questo accordo, ripercorrendo quello che sono le finalità delle due fondazioni, abbiamo espresso la reciproca disponibilità ad intraprendere iniziative comuni, a svolgere attività tendenti a migliorare l’efficacia di ciò che svolgiamo nell’ambito di un rapporto di sinergia. Il festival dei libri sulle mafie sarà soltanto la prima di una serie di iniziative in cui vi sarà la collaborazione tra le due Fondazioni. Nel protocollo, infatti, non c’è scritto che Calabria Etica darà un contributo economico, anche perché tale possibilità non è prevista nella sua mission. In questa fase di organizzazione del festival, però, metteremo a disposizione i nostri collaboratori e ci accolleremo qualche costo organizzativo nella misura di poche migliaia di euro. Ancora, però, non lo abbiamo definito.

Il coordinatore provinciale di Sel ricorda che la Corte dei Conti definisce Calabria Etica un ente inutile ed inoltre l’accusa di sottrarre compiti e risorse ai Comuni in materia di politiche sociali
Miletta mente  sapendo di mentire. La Fondazione esiste dal 2002 non l’ha inventata Ruberto o Giuseppe Scopelliti per Ruberto, perché questo è il messaggio che loro cercano di far passare . Calabria Etica esiste da diversi anni e nacque con la funzione di Ente in House della Regione Calabria per le politiche sociali. Noi non sottraiamo un euro agli enti locali. Certo c’è stato solo un passaggio delle miriade di attività che noi svolgiamo che potrebbe essere individuato come “sottrazione” di una funzione dei Comuni. Per la prima volta, cioè, i ticket per l’infanzia anziché essere dati ai comuni sono stati trasferiti direttamente a Calabria Etica che ha realizzato un bando regionale. Questo è stato fatto perché i Comuni hanno impiegato tre anni e mezzo per l’erogazione ai beneficiari e fare la successiva rendicontazione, noi, invece, abbiamo fatto tutto in soli sei mesi. È un sottrarre utilità ai Comuni? No perché il beneficio deve essere dato alle famiglie indipendentemente da chi lo elargisce. Deve essere, invece, fatto un plauso perché per la prima volta un Ente territoriale riesce a dare risposte in circa sei mesi e non in tre o quattro anni per una serie di passaggi burocratici che questo sistema implicava precedentemente. Se prima Calabria Etica riusciva a svolgere attività per poche centinaia di migliaia di euro, ora,  da quando il sottoscritto la guida, ha un volume di attività vicino ai 25 milioni di euro. Questo dovrebbe essere motivo di orgoglio e di vanto per la Regione Calabria e per chi ha a cuore le politiche sociali, non un  motivo di contrasto. Capisco che ciò può suscitare gelosie in qualcuno che pensa più all’importanza del colore politico che all’efficacia delle attività dei singoli Enti.

Cosa risponde, invece, alla critica riguardante l’autoliquidazione dello stipendio?
Io son divenuto presidente nel dicembre 2010, prima di me Calabria Etica era diretta dal Dott. Luigi Bulotta, persona per bene ed in gamba. Bulotta era anche Direttore generale del settore finanza e bilancio della Regione Calabria e per tal motivo non poteva ricevere un ulteriore indennizzo. L’Ente, inoltre, all’inizio aveva pochissime attività e non era stato ancora riconosciuto come in House dalla Comunità Europea. Assieme alla mia nomina vi è stata l’indicazione di variare lo statuto dell’Ente sia perché era arrivato il riconoscimento, sia perché non c’era più un consiglio di amministrazione a reggerlo ma un organo monocratico, cosi come era stato previsto per tutti gli altri enti regionali. Io sono persona esterna e non essendoci uno storico di determinazione dell’indennità per il presidente è stato preso in considerazione quello che stabilivano gli altri enti in House della Regione Calabria. Nella Fondazione Field, ad esempio, quando era presidente Muzzì del Pd e c’erano i componenti del Cda, tra cui Cicione (attuale assessore della giunta Speranza) il presidente percepiva il 75% dell’indennità dei consiglieri regionali, i componenti del cda il 60%. A me è sembrato un eccesso il 75% ed ho optato per il 60%, anche se devo dire che è più difficile svolgere le funzioni di presidente di un Ente in House che quelle di consigliere regionale. La mia delibera è stata sottoposta sia alla Giunta regionale sia al Colleggio dei revisori. A gennaio del 2012, inoltre, ho determinato una riduzione del 20% in seguito ad una normativa regionale che in ottica di spending review riduceva della stessa percentuale l’indennità dei Direttori Generali. Tutto è stato fatto alla luce del sole.

Ci può dire quanto guadagna nello specifico?
4.100 euro al mese. Calabria Etica ha 300 collaboratori a progetto, un volume di affari di 25 milioni di euro. Considerando questi dati la mia indennità è inferiore a quella che solo qualche mese fa ottenevano i D.G. dei vari settori del Comune. Persone che poi il Sindaco ha dovuto sollevare dagli incarichi sia per non aver raggiunto gli obiettivi indicati nei loro contratti sia per la situazione di quasi dissesto, creata da questa amministrazione, che non permetteva loro di continuare a sostenere quel tipo di contratto. Sono io, dunque, quello che ha lo scheletro nell’armadio? La Fondazione che dirigo non chiude mai un bilancio in perdita,chiude regolarmente in pareggio di bilancio ed in avanzo di amministrazione per la gestione straordinaria finanziaria. Non ha un euro di debito straordinario, non ha un euro di costi di rappresentanza. In questi 4 anni non ho assunto nessuno a tempo indeterminato e non ho mai nominato dirigenti di alto livello professionale e amministrativo. Questo perché tutte le funzioni di direzione sono in capo al sottoscritto che si assume la responsabilità di firma in tutti i settori.

Altra Lamezia e l’avvocato Panedigrano sottolineano, invece, come Lei compare nel decreto di scioglimento del Comune di Lamezia Terme per mafia all’epoca del Sindaco Scaramuzzino.
Questa è una città un po’ strana perché una persona si alza la mattina scrive un articolo e glielo pubblicano sul giornale. Una persona che rappresenta solo se stesso non facendo parte di un partito né essendo espressione di nessuno eppure si arroga il diritto di dover scrivere contro qualcuno. Diamogli questo momento di notorietà. Capisco che avendo lui per tante volte tentato di averlo in politica ed essendo stato sonoramente e costantemente bocciato deve trovare un modo per avere una valvola di sfogo del suo io che non riesce ad essere alimentato.

Rispondo nel merito. Ero Assessore della Giunta Scaramuzzino sciolta per infiltrazione mafiosa e nel decreto di scioglimento sono riportati alcuni Consiglieri comunali ed il sottoscritto come soggetti aventi parenti in ambito mafioso. La mia parentela mafiosa è indicata in un cugino di mio nonno, papà di mia mamma. Mio nonno è morto  nel 1942 suo cugino, invece, è deceduto due giorni dopo il decreto di scioglimento del Consiglio comunale. Io lo dico che era mafioso, ma può essere questo un problema per il sottoscritto? Per me questa è solo barbaria politica e indiscriminata, faccia tosta nel cercare elementi che posso creare problemi ad un soggetto. Qualcuno in città forse non sa che sono stato tre volte consigliere provinciale oltre che assessore della provincia di Catanzaro ed ora Presidente di un Ente regionale e mai nella mia carriera politica amministrativa ho avuto l’onta di qualche accusa o qualche collegamento strano di qualsiasi genere. D’altronde la mia parentela mafiosa, che non ho scelto io, è venuta a mancare 12 anni fa con la morte del cugino di mio nonno. Una persona che, oltretutto, è parente in simil maniera anche al consigliere comunale del Pd, Rosa Andricciola, che è persona per bene ed integerrima. Lo sa questo il Sindaco? Anche l’attuale assessore Pino Zaffina era nel decreto di scioglimento per mafia del Comune del 1991. Vi è, poi, uno stretto familiare di un esponente politico molto vicino al Sindaco che ha problemi con la giustizia.  Di cosa stiamo parlando? Del nulla! Le persone vanno giudicate per quello che la loro vita rappresenta ed ha rappresentato non perché c’è un cugino del nonno che può creare un problema di rapporti nella città o di quello che si può rappresentare per la città. Difficilmente, infatti, riusciremmo a trovare qualcuno che non ha un avo incappato in qualche problema con la giustizia.

Per le prossime elezioni comunali Lei è dato come uno dei papabili candidati a Sindaco per il centro-destra. Questo protocollo di intesa può essere visto come una sua abile mossa di campagna elettorale?
No, perché, come detto prima, il rapporto con la Fondazione Trame nasce da loro e non da me. Io sono un amministratore di un Ente sì regionale ma che guarda con un occhio di riguardo alla propria città. Ho firmato, ad esempio, un protocollo di intesa con il preside del Liceo Classico di Lamezia per promuovere una grande iniziativa di tutte le scuole superiori della città. Una grande festa con 4.000 ragazzi nell’ambito del quale promuoveremo il servizio civile regionale. Non lo faccio per quello che è l’obiettivo del domani, ma perché nella mia città cerco di fare di più di quello che realizzo nelle altre città calabresi. Se poi questo dà fastidio perché la propria attività ha un riscontro in città in termini di consenso, io non ci posso fare nulla

Lei è uno dei principali esponenti di Ncd. Il centrodestra alle Amministrative 2015 come si presenterà? Diviso o la sua potrà essere una candidatura di unione? Sbaglierete ancora una volta la candidatura a Sindaco?
In questa città c’è una grande volontà di risveglio e di rilancio che nasce da due grandi motivazioni. La prima è prettamente politica e riguarda il lungo periodo di Amministrazione Speranza che purtroppo ha prodotto troppo poco e ha fatto perdere troppe occasioni a questa città. La seconda, invece, è il lungo periodo di crisi economica che ha aggravato ulteriormente questa difficoltà ad amministrare, questa poca lungimiranza amministrativa. Credo che tutto questo il centro sinistra lo paghi a caro prezzo Il centro destra, invece, ha una ghiotta occasione ma allo stesso tempo una grande responsabilità. Non è una cosa semplice, infatti, andare a gestire una Amministrazione Comunale che ha un piano di rientro per un dissesto di fatto realizzato. Dobbiamo essere bravi come centro-destra a trovare l’unità intorno ad un progetto per la città e ad un’unica candidatura. Più che di centrodestra, però , io parlerei di unità di tutti coloro i quali vogliono bene alla città e che hanno visto in questa Amministrazione una occasione persa. Non circoscriverei, dunque, la cosa ad un partito o ad una sigla, ma piuttosto immaginerei l’unione di tanta gente per bene che vuole offrire la sua disponibilità al fine di rilanciare la città. Un centrodestra allargato, un insieme di liste civiche, uomini e di donne che vanno aldilà degli schieramenti, perché vengono prima gli interessi di Lamezia Terme che di una parte politica.

Pensa, dunque, che il candidato a sindaco possa provenire dalla società civile come, ad esempio, Paolo Mascaro?
Non credo nella società civile. Paolo Mascaro è una persona molto sveglia, che vuole ben alla sua città. Lo ha dimostrato con il calcio, lo dimostra giorno per giorno nelle battaglie che fa ed ha fatto. La città, però, è in un momento troppo delicato per eleggere alla carica di Sindaco un uomo della società civile che non conosce l’amministrazione.

Il momento delicato di Lamezia riguarda per caso lo scampato rischio del dissesto?
Sfatiamo un altro mito. La sezione riunita della Corte dei Conti non ha detto che non c’è un dissesto. Ha affermato che sono veri tutti gli elementi che hanno portato la Corte dei Conti-sezione regionale a dichiarare il dissesto, ma, allo stesso tempo, ha dato un credito all’Amministrazione. Il Comune ha realizzato prima un bilancio di previsione, poi ha sfruttato l’opportunità del piano di rientro decennale dal “Salva Roma”, in seguito ha approvato un preconsuntivo a febbraio del 2014 che prevedeva una disponibilità di cassa al 31 dicembre 2013 che dava la possibilità all’Ente di far fronte ai pagamenti immediati. Tutto questi elementi sono stati valutati positivamente dalle Sezioni riunite che hanno dato la possibilità a Lamezia di evitare la dichiarazione ufficiale di dissesto. In altre parole si sta andando verso un piano di rientro di 10 anni, ma le condizioni di dissesto c’erano tutte. L’unica condizione che non c’era, per cui si è evitato il dissesto, è quella della incapacità immediata di fra fronte ai debiti ed al pagamento degli stipendi, questo grazie alla disponibilità di cassa al 31 dicembre 2013 e al consuntivo del 2013, approvato solo in giunta e non ancora in consiglio. Quello che ha decantato l’Amministrazione Speranza, dunque, è tutt’altro di quello che dice la sezione riunite

Il Sindaco ha sostenuto più volte che in nessuna riga si parla di spese pazze effettuate dal Comune
Io non ho mai detto che il Comune ha fatto spese pazze. La spesa pazza, però, è solo la spesa non giustificata? Oppue è spesa pazza anche quella che tu realizzi perché hai previsto una entrata che poi non si realizzerà mai, come ha fatto il Comune di Lamezia? È facile dire che non c’è spesa pazza perché era coperta da una entrata prevista, ma non se io ho la contezza che ogni anno le mie entrate non si realizzavano. Non è, cioè, una spesa pazza perché non è illegittima, ma è una spesa non oculata, da buon padre di famiglia perché parametrata ad una entrata non realizzata rispetto a quella prevista. Perché non si procedeva all’accertamento dei residui? Perché si era consapevoli che se si faceva l’accertamento dei residui poi non si poteva mantenere quei livelli di spesa, giacché l’entrata era gonfiata. Che un po’ è l’accusa che fanno al modello Reggio o ad altri comuni d’Italia. Deve essere chiusa questa fase a livello nazionale, non solo per Lamezia. Se sai leggere la sentenza, però, e sei intellettualmente onesto, questa gestione amministrativa risulta essere azzardata e poco oculata, non da buon padre di famiglia. Che hanno dato credito, poi, a quello che succederà da oggi in poi è un’altra cosa. Sull’addizionale Irpef e sull’Imu, qualora il Consiglio di Stato dovesse confermare quanto detto dal Tar, le sezioni riunite ribadiscono che nessuno preclude alle Amministrative successive di recuperare quanto perso. Succederà, dunque, che il nuovo Sindaco si vedrà costretto ad  aumentare Imu e addizionale Irpef. Cosi come il bilancio previsionale prevedeva circa 2 milioni e 300 mila euro di entrata da dismissione dei beni immobili del Comune, fondi importanti di entrata, ma ancora non abbiamo visto un bando per vendere un bene pubblico di questo Comune. Anche questa entrata bisogna vedere come recuperarla negli anni a venire. Sul dissesto son disponibile a sfidare in un dibattito pubblico l’Assessore Costantino o il Sindaco Speranza. Ne parliamo davanti alla gente con le carte in mano di queste cose?

Ritornando alla figura di candidato a Sindaco, essa dovrà essere una personalità politica?
Penso che siamo di fronte ad una condizione amministrativa che non può essere data in mano a chi di amministrazione non ha mai masticato. Siamo di fronte, infatti, ad una grossa difficoltà amministrativa, ad una complessa programmazione, che necessità capacità relazionali nazionali e regionali. Ci troviamo, inoltre, di fronte alla difficoltà di una Amministrazione Comunale che non ha creato una intelaiatura dirigenziale all’interno del comune tale da avere una macchina amministrativa che va da sola, anche perché i dirigenti che hanno governato per tanti anni sono stati mandati a casa. Io che, ad esempio, sono stato amministratore in più occasioni, conosco l’amministrazione, so come è complessa una macchina amministrativa, penso ci voglia alla guida dell’Amministrazione Comunale una persona che conosca già questo sistema e non di una persona che abbia bisogno di un periodo di apprendistato, due o tre anni, cosi come per qualunque neofita che entra in un sistema cosi complesso. Abbiamo visto che la filosofia ed il conoscere l’inglese, come la conoscono il Prof. Sepranza e il Prof. Miletta, non possono aiutare nella gestione amministrativa di un Ente. Sono convinto che tanti elementi che abbiamo incominciato a conoscere e discutere in città, prima del bilanci di previsione 2013, erano completamenti sconosciuti a Gianni Speranza che si è buttato nelle mani di qualche dirigente o assessore, ma ciò non lo giustifica.

Cosa deve fare, dunque, la società civile?
Deve dare alla politica un valore aggiunto in un contesto di crescita di conoscenza che poi ti può portare ad avere ruoli preminenti. Non ti può, però, mettere in un ruolo preminente immediatamente senza conoscere quello che tu devi andare a fare. La seconda repubblica spesso ci ha insegnato che l’entusiasmo della società civile alla guida di grandi strutture amministrative è stato fallimentare. Non vuol dire che sono per la politica ad ogni costo, perché anche la politica ha dato spesso segnali tutt’altro che di correttezza e di incoraggiamento.  Rincominciamo, però, a guardare al merito, alle capacità amministrative, e la società civile deve venire un po’ dopo o deve essere di supporto per poi essere impiegata alla grande in determinati contesti

Se le condizioni di Lamezia non sono del tutto rosee, chi glielo fa fare a candidarsi eventualmente a Sindaco?
Attenzione, quando dico queste cose non le dico perché il candidato deve essere Paqualino Ruberto. Io credo a queste cose, in maniera convinta. Perché ho visto, ad esempio, professori universitari eccezionali, ma stiamo parlando di livelli altissimi, messi a fare i direttori generali in alcuni dipartimenti regionali con risultati completamente fallimentari. Il centrodestra, o questo grande mondo di buona volontà lametino che si muoverà per chiedere il consenso in città , deve essere guidato da una persona che conosce l’amministrazione. Io non avrei paura di farlo ma non ho la presunzione di dire che debba essere per forza io. Dobbiamo essere bravi a scegliere la guida giusta. Se tutti dovessero individuare me, mi metterò a disposizione. Se, invece, tutti individueremo una persona diversa dalla mia, sempre però con le caratteristiche che dicevamo prima, io sarò a disposizione della persona che guiderà questo percorso.

Ha già in mente qualcuno?
No, assolutamente

Potrebbe essere Francesco Grandinetti?
Sono stato a sostegno di Grandinetti nella passata competizione amministrativa. Penso, però, che purtroppo il suo soccorso all’Amministrazione Speranza sia stato un elemento che faccia precludere la possibilità di immaginare che questo mondo possa avere Francesco Grandinetti alla guida nella prossima competizione amministrativa. Sarebbe, infatti, sia di difficile spiegazione per la gente sia una contraddizione. Mi spiego meglio, se tu hai soccorso chi è stato indicato da questa parte come l’artefice di una occasione mancata di tanti anni, dopo non puoi pretendere di guidare la coalizione contro di lui e contro quel mondo. Non comprendo, poi, un passaggio di Grandinetti

Quale?
Posso mettere da parte per un momento un preconcetto, e forse il fatto che poi non si è arrivati alla dichiarazione di dissesto ha dato ragione al suo senso di responsabilità. Non mi piace, però, il suo non aver fatto una scelta di campo ben definita in queste competizioni europee, ed, in secondo luogo, non aver fatto una scelta di campo immediatamente dopo la sentenza delle sezioni riuniti. Questa ambiguità di area, di posizionamento rispetto all’Amministrazione Speranza mi lascia un po’ perplesso.

Grandinetti, da noi intervistato, ha però chiesto una sorta di larghe intese per il bene della città
Francesco è persona troppo intelligente per non sapere che alcuni appelli non li può fare lui. L’appello alle larghe intese, per l’uniamoci per salvare la città li può fare solo il Sindaco, perché è colui il quale guida un percorso e nel momento in cui fa l’appello ammette di aver fallito e chiede aiuto agli altri. Non puoi permetterti politicamente di aderire ad un appello di qualcuno che si stacca da una parte di area dell’opposizione e va a soccorso del primo cittadino. Non ha senso e non esiste politicamente un percorso del genere.