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Pasqualino Ruberto risponde alle affermazioni di Giandomenico Crapis

Nota stampa integrale del Presidente della Fondazione Calabria Etica
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Evidentemente Fondazione Calabria Etica deve essere un pallino di Giandomenico Crapis. Lo immagino cercare con il lanternino ogni pretesto per poter attaccare la Fondazione e me, senza peraltro avere mai l’ardire di fare il mio nome, per cercare in tutti i modi di danneggiare la mia figura. Questa volta il consigliere comunale di Sel, Crapis, è andato a ripescare una short list dei primi di settembre, quindi più di due mesi fa, ipotizzando e lasciando intendere condotte poco lecite nella gestione della stessa.

Nello specifico Crapis parla di preveggenza da parte degli aspiranti iscritti alla stessa short list, visto che la pubblicazione dell’1 settembre andava in conflitto con la scadenza della stessa al 31 agosto: niente di tutto questo. Visto che Crapis informa di aver letto l’annuncio sul Burc n°40 dell’1 settembre, lo invito a leggere lo stesso strumento pubblicato in data 8 settembre, cioè quello immediatamente successivo, vale a dire il n°41: con suo sommo rammarico troverà che è stata la stessa Fondazione a dare comunicazione, in data 3 settembre, della svista e ad informare che il termine per la presentazione delle candidature era il 20 settembre e non il 31 agosto.

Del resto, se a quella short list sono state accettate 2700 candidature, vuol dire che non c’è veramente nulla di poco chiaro. A proposito: Crapis parla ironicamente di “long list” anziché di “short list”. Al contrario di lui, non me la sento di fare ironia su un disagio sociale qual è la mancanza di lavoro, in questo momento storico, che porta così tanta gente a cercare un’occupazione. Ognuno ha una sua morale ed io mi tengo stretta la mia. Ad ogni modo ringrazio Crapis per la segnalazione, lo rassicuro sul fatto che tutto è in regola, come già dimostrato, ma mi pongo una domanda: perché Giandomenico Crapis la stessa solerzia che ha messo nel denunciare Fondazione Calabria Etica, per una cosa peraltro inesistente, non la mette anche nel denunciare il Comune di Lamezia Terme, da lui e dai suoi amministrato negli ultimi 9 anni e mezzo, sulla cui testa pende una segnalazione all’Anticorruzione, che è risultata fondata ed è ancora in attesa di adeguamento, per una inosservanza negli “Organi di indirizzo politico (art. 14 d.lgs. 33/2013)”?
Aspetto, per coerenza, un suo vibrante attacco alla giunta Speranza, in tal senso.

Ovviamente la faccenda del Burc, per Crapis, era solo un pretesto. Vengono di nuovo tirati in ballo i fondi che Calabria Etica sottrarrebbe ai comuni e l’assenza di bilanci. Nel primo caso, faccio presente un dettaglio: l’80% dei progetti realizzati da Fondazione Calabria Etica viene finanziato con fondi comunitari e ministeriali. Quindi nessuno spreco di risorse economiche regionali. Quanto ai bilanci, gli stessi vengono regolarmente inviati alla sezione controlli della Regione, sul cui sito vengono poi pubblicati: altrimenti non si vede come gli stessi bilanci potrebbero essere oggetto degli accertamenti della Corte dei Conti che, tra l’altro, ha accertato come Fondazione Calabria Etica sia l’unico ente in house della Regione Calabria a non produrre perdite. Detto questo, auguro a Giandomenico Crapis una buona continuazione della campagna elettorale a sostegno di Gianni Speranza: da quanto sento in giro, ne ha bisogno.