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PC Cosenza su centro accoglienza Camigliatello Silano: «Contro lo sfruttamento unità di classe»

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In seguito alla notizia degli ordini cautelativi eseguiti dai Carabinieri presso Camigliatello Silano, il Partito Comunista esprime vicinanza ai lavoratori immigrati vittime, come tutti, di quel livello disumano di sfruttamento da parte delle aziende indagate.

Tuttavia, è sbagliatissimo ridurre quelle condizioni terribili di lavoro a scoop momentaneo della stampa. Questa vicenda dimostra ancora una volta la scarsità di controlli e di misure adeguate per i centri di accoglienza (straordinari e non) presenti sul territorio italiano, che diventano veri e propri serbatoi di lavoro sommerso, le cui vittime sono sia chi giunge in Italia in cerca di lavoro, soprattutto lavoro stagionale con l’agricoltura e/o il pascolo, sia chi arriva in questi centri perché in fuga da situazioni di povertà o di guerre, causate dagli stessi Paesi da cui vengono accolti. Questi flussi migratori sono causati da politiche imperialiste portate avanti dai governi che fanno gli interessi delle multinazionali e dei monopoli, per delocalizzare, depredare risorse, esportare capitali, procurarsi un esercito di persone disperate da sfruttare a basso costo.
Intere fette del pianeta come il Nord-Africa o il Medioriente vengono depredati fino al midollo anche tramite la destabilizzazione di governi legittimi con sistemi sovversivi quali golpe, finanziamento di gruppi terroristici (si veda la situazione in Siria o in Libia), corruzione dei governi stessi. Le condizioni di lavoro per le quali sono indagate le aziende di Camigliatello Silano non sono diverse da quelle patite da tutti i lavoratori immigrati nel nostro Paese, né da tutti i lavoratori e operai italiani. La retorica di destra per la quale gli immigrati “ci rubano il lavoro” o “portano delinquenza, sprechi di soldi pubblici e speculazione sui centri di accoglienza” si dimostra con questo evento totalmente falsa.
In Calabria migliaia di immigrati (si vedano quelli della tendopoli di Rosarno) patiscono la disoccupazione esattamente come i proletari italiani, perché, a prescindere dal colore della pelle, ai padroni conviene sfruttare il più possibile poche persone piuttosto che far lavorare tutti con una paga adeguata e orari più bassi. La vicenda di Camigliatello dimostra ancora una volta come la delinquenza, la barbarie, lo sfruttamento e la mancanza di lavoro siano causati da padroni e mafiosi, non da chi vive la povertà al pari degli italiani. Contro la guerra tra poveri fomentata dai governi dei padroni e dalle destre reazionarie, contro la disoccupazione e la miseria, contro lo sfruttamento selvaggio tanto degli italiani quanto degli immigrati, contro la guerra all’estero, le delocalizzazioni e il saccheggio delle risorse, il Partito Comunista chiama all’unità di classe e alla lotta organizzata. Italiani e immigrati devono lottare uniti per il lavoro per tutti, per un salario minimo garantito e orari di lavoro adeguati e dignitosi, contro il potere del grande capitale, sia quello “legale” che quello mafioso; contro ogni discriminazione di tipo razziale, etnico o nazionale, che è solo guerra tra poveri voluta dai padroni e dai loro servi.
Sulla pelle il sudore ha lo stesso colore! Il nemico non è l’immigrato, ma il padrone!