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PD e Speranza: Separati in casa

Analisi politica dopo l'ok al consuntivo 2013
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Passa il bilancio consuntivo 2013. L’Amministrazione Speranza ha una nuova maggioranza su cui appoggiarsi: Progetto Lamezia (6)+ Partito Democratico (7)+ Grandinetti per Lamezia (2)+ Teresa Benincasa. Sedici Consiglieri comunali più il Sindaco. Non ci dovrebbero essere, dunque, problemi per arrivare alla fine naturale del mandato, ovvero primavera 2015 quando i cittadini di Lamezia Terme dovranno tornare alle urne per scegliersi una nuova guida amministrativa.

La sfida tra PD e Gianni Speranza, in realtà, è stata solo rimandata in un secondo momento. La resa dei conti, con accordo/ dissenso definitivo e finale, pare non debba avvenire nel “parlamento” cittadino, ma in separata sede. Nodo cruciale la rimodulazione della giunta. Da una parte il PD vuole nuovi nomi e rimescolamento delle deleghe, dall’altra Sindaco e Progetto Lamezia che sono restii ad uno stravolgimento dell’attuale assetto del governo cittadino. I democratici lametini chiedono una maggiore partecipazione altrimenti sono pronti a staccare la spina. Speranza, da parte sua, si dice disponibile a fare un passo indietro e rendere protagonisti i consiglieri comunali poiché, come detto da lui stesso, è nella natura delle cose che la visibilità ricade su chi si può candidare nuovamente alle prossime elezioni amministrative. Piccolo particolare, che tanto piccolo poi non è, che il primo cittadino di Lamezia Terme omette di ricordare: Gianni Speranza è candidato alle primarie del centro sinistra per Presidente della Regione. La visibilità, dunque, seppur diversa, è ricercata anche da lui.

Grandinetti si è assicurato una postazione istituzionale. Da Presidente del Consiglio cercherà di influenzare la maggioranza, di cui ora fa parte, per accelerare sulle cose concrete da fare che, nella sua ottica, perseguono il bene della città. In tal maniera si potrà presentare alle prossime elezioni come il salvatore della patria (decisivo per il mancato dissesto) e l’uomo del fare, giacché le colpe di Speranza per l’ingegnere son più che assodate. Ed il resto dell’opposizione? Il centro destra, di fatto, ha perso più di una occasione per raggiungere il suo obiettivo massimo, ovvero mandare a casa Speranza. Nella passata consiliatura era addirittura maggioranza, in questa, invece, ricordiamo solamente l’episodio della mancata apposizione della sedicesima firma da parte di esponenti di minoranza. Una opposizione che ora si trova senza frecce al suo arco, se non quella di “tirare per la giacca” il gruppo consiliare guidato da Petronio. Un centro destra mai compatto, poco resistente alle sirene governative, molto rissoso al suo interno. Una litigiosità che potrebbe  sfociare, nelle prossime amministrative, in una moltitudine di candidature che esporrebbe questa parte politica al rischio di una nuova sconfitta elettorale. Sempre al netto di suicidi politici del PD, pratiche non tanto in disuso nei democratici lametini.

In qualunque modo la si pensi, però, tralasciando il giudizio di merito, il Sindaco sta portando a casa un risultato: concludere due mandati consecutivi senza di fatto mai avere una maggioranza che possa definirsi solida. Certo, poi si può discutere sulla qualità amministrativa realizzata in questi dieci anni, ottima o pessima, sul come lo abbia fatto, distribuendo prebende o grazie alle sue capacità politiche, ma sta di fatto che ci è riuscito. Il Partito Democratico per l’ennesima volta apre il fuoco amico, ma spara a salve. Speranza, fino ad ora, cade sempre in piedi.