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Per i lametini si prevede un Natale di lacrime e sangue: il primo, purtroppo, di una lunga serie

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Chiusa la vicenda Icom, con tutti i risvolti positivi annessi e connessi, l’attenzione e le preoccupazioni degli amministratori comunali e, principalmente, dei cittadini, s’accentra sui debiti maturati a carico della collettività e che non sono affatto bruscolini o bruscolotti, quanto una trentina di milioni di euro che devono essere giocoforza pianificati ed azzerati entro un certo periodo di tempo, anche con preventivate ripercussioni attraverso lo spalmare questa massa debitoria fino – più o meno- al 2045, quando oltre il 50% dell’attuale popolazione sarà andata via !

Attraverso un loquace comunicato stampa, l’attuale sindaco avvocato Paolo Mascaro ha scritto chiaro e tondo che tali debiti scaduti, e tutti maturati nelle annualità 2014 – 2015, sono infatti pari a circa 30 milioni di euro .

Contabilmente  riflettendo, e sempre rimanendo nei confini di quanto venuto fuori dal Palazzo comunale, se la massa debitoria è questa, dall’altro lato esistono dei crediti non recuperati, ammontanti al 50% del totale delle entrate previste. Il che significa che in questi anni passati ad aver portato avanti la carretta è stato solo quel rimanente 50% fedele ai suoi principi e, principalmente, ai suoi doveri, mentre l’altra metà della cittadinanza ha sghignazzato alle spalle – direbbe Totò – dei poveri fessi!

Se al quadro complessivo dei tributi pagati da questi onestissimi contribuenti si andranno giocoforza ad aggiungere oggi i debiti maturati ( ripeto: sui 30 milioni di euro), si deduce che ogni contribuente dovrà sobbarcarsi sulle spalle debiti anche non suoi e con tutte le ripercussioni sociali che si determineranno con ovvia comprensione.

Già da Palazzo di Città è stato reso noto “ che i cittadini lametini si trovano, in questi mesi, a dover sostenere, tra l’altro, l’onere della TARI relativa al 2015 contemporaneamente a  quello della TARI  2014, irresponsabilmente rinviata e non portata alla riscossione dall’Amministrazione Speranza nell’anno di sua competenza.

E le difficoltà ed i sacrifici non sono ancora finiti, dato che  i debiti da inserire nel piano di riequilibrio potranno essere onorati solo attraverso una progressiva razionalizzazione  dei  servizi e un duro percorso di  recupero delle entrate pregresse”.

Cioè, riformulando il tutto in parole povere, il cittadino verrà soddisfatto molto di meno dai servizi che gli spettano e, contemporaneamente, obbligato a recuperare la massa delle entrate pregresse. Alias : paga di più e pretendi di meno !

Se poi consideriamo che questa massa debitoria, imponente e preoccupante, verrà spalmata nel corso degli anni, si deduce che i figli dei nostri figli ( mi riferisco all’età di un odierno settantenne) saranno costretti a togliere soldini per errori, omissioni, inadempienze, colpe ( chiamiamole come vogliamo) che non sono stati loro e che, in tale quadro, non siamo stati noi degli ottimi educatori !

Elemento non di secondaria riflessione e che dovrà rientrare nei piani di risistemazione del tutto: dalla massa debitoria ultramilionaria alla qualità dei servizi ed allo stesso sviluppo della Città e del suo comprensorio.

Quello che verrà (del resto come già sta avvenendo da qualche anno) sarà un Natale di lacrime e sangue : il primo, purtroppo, di una lunga serie, spalmabile ( anche questo ) in ben 30 anni a venire.

Il che significa che abbiamo tolto dalle nostre tradizioni e cacciato bruscamente dalle nostre porte il Babbo Natale carico di regali e regalini, ma stracarico di cenere e carbone che ricadrà anche e principalmente sulle teste degli onesti contribuenti.

Così è, purtroppo : se vi pare !