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Per “Ordine Democratico”: Primarie di Partito, SI; di coalizione, Si; di corsa a Sindaco, SI … Ma con Paolo Cosentino

Di grande interesse ed importanza politica il documento di “Ordine Democratico”
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Nel bene o nel male, secondo da che punto si inquadri la decisione comunicata da “Ordine Democratico”, la lunga e sostanziosa riflessione da parte degli iscritti a tale Gruppo rappresenta un forte documento politico che andrà ad incidere nel meccanismo politico delle prossime amministrative a Lamezia; ma in modo speciale – se non proprio unico – nel frammentato mondo del PD che si dibatte tra “primarie si” e “primarie no”. Ma si dibatte soprattutto su chi possa essere l’uomo nuovo, l’uomo guida, l’uomo unico del PD o, addirittura, di tutto il centrosinistra alle stesse importanti elezioni di fine maggio a Lamezia.

Per “Ordine Democratico” esistono allora due punti fermi:

“ primarie di partito e primarie di coalizione: ok;

“ Paolo Cosentino quale nostro interprete di questa voglia di cambiamento, di impegno e passione politica, di competenza al servizio del partito e della comunità”.

Viene abbattuta una delle ultime “sicurezze” (si fa per dire!) su cui sembrava puntato tutto, e cioè l’avvocato Enzo Richichi , da alcuni denominato- con l’interrogativo- “l’uomo della provvidenza”.

Prima di far ritorno all’importante documento politico prodotto da “Ordine Democratico”, allora Paolo Cosentino dovrebbe essere l’unico a correre sia per le primarie di partito, sia per quelle di coalizione, sia per la corsa a Sindaco della Città.

Sicuramente sarà un altro capitolo di una lunga, dispendiosa (in termini di voti) battaglia all’interno del PD, mentre altri se ne stanno “scappando” per correre da soli: dopo Rosario Piccioni, poi fu la volta di Panedigrano, di Falvo, di Sonni, di Cavaliere, di Reale, di Zaffina.

Staremo a vedere come andrà a finire questa storiella che tanto si avvicina, come interpretazioni e come interpreti, a quella della “tela di Penelope”. Ma oggi che è l’Ulisse di turno?

Interessante però, come si sottolineava, il documento di “Ordine Democratico” che, ad un certo punto, pone una lunga circostanza di “non possiamo”. Andiamo a leggere:

  • Non possiamo, quindi, non dire che le modalità di individuazione del candidato di superamento del Pd mortifica questa visione della politica.
  • Non possiamo omettere di evidenziare come gli elettori del Partito democratico sono confusi e sfiancati dallo stillicidio di questi giorni.
  • Non possiamo nascondere che riteniamo dannoso e controproducente non fare emergere il candidato unico dal vaglio delle primarie.
  • Non possiamo evitare di registrare come la base del partito non accetti la propensione a decidere in pochi per tutti.
  • Non possiamo non rilevare come lo Statuto del Partito – che appariva fino a poche ore prima, la stella polare – sia stato di fatto abrogato, se non cancellato.
  • Non possiamo non rendere palese il rammarico per la gestione di questa fase, che avrebbe dovuto contrassegnare la maturità di una classe dirigente protesa a preparare e rafforzare una vittoria che solo poche settimane addietro appariva, se non certa, ma molto probabile.
  • Con la stessa franchezza, non possiamo non sottolineare che l’appartenenza ad un partito non può che portare alla determinazione di sostenere senza tentennamenti il candidato individuato dagli organismi statutari del Partito.

E con questo altrettanto significativo input finale:

“Soprattutto la lealtà e l’onestà intellettuale, che caratterizza da sempre il nostro agire, orienterà le nostre decisioni, nella consapevolezza che il nemico da battere non può essere un compagno di partito, ma il malaffare, il trasversalismo, il verticismo”.