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Perché occuparsi di politica estera

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Generalmente i mass-media la evitano “accuratamente” sulla stampa(in altre occasioni spiegherò il perché), sono solo una o al massimo due le pagine che si occupano di politica o affari internazionali, non esiste un solo programma televisivo che si occupi, nello specifico, di problematiche estere.
Uno dei luoghi comuni secondo cui gli si da scarso spazio è l’essere attenti e preoccupati dagli innumerevoli  problemi interni ai quali dare la precedenza che non ci si cura su ciò che accade altrove.

Ma davvero quel che succede nel resto del mondo non ci interessa o non ci riguarda e non influenza la nostra vita fino a toccarci direttamente? Non è forse importante sapere e capire ciò che accade intorno a noi, in quanto facenti parte di organismi internazionali che quasi sempre ci trascinano in decisioni e conseguenti azioni non certo corrispondenti agli interessi del nostro paese e le cui conseguenze vengono, come di consueto, pagate dal popolo italiano?

Quando parliamo di crisi o di crisi mondiale sappiamo che anche quella non è nata in Italia, ma altrove ed investe ognuno di noi? Ci chiediamo dove è nata e perché? Strano davvero: ci piovono i problemi ma non ci chiediamo da dove arrivano! Gridiamo allo scandalo e quasi ci si meraviglia quando barconi di disperati affondano vicino le coste del nostro paese e il cui mare è divenuto un immenso cimitero, ma non ci chiediamo ne tanto meno nessuno ce lo spiega, da dove arrivano i profughi e da cosa scappano? Libia docet! USA  e U.E., noi compresi, abbiamo fatto la guerra a Gheddafi, contribuendo alla distruzione della Libia con la quale avevamo ottimi  rapporti economici e commerciali   per non dire privilegiati attraverso l’ENI, visto che il 12% del fabbisogno energetico italiano arriva dai giacimenti vicino Tripoli.

Che fine hanno fatto i nostri interessi economici e chi ha preso il nostro posto? Ci lamentiamo quando arrivano i profughi ,semplice: li abbiamo bombardati a casa loro e costretti a venire a casa nostra! Un paese è stato distrutto e dato in mano a centinaia di milizie islamiche armate dove ormai scarseggia persino il petrolio e di legale è rimasta solo l’ora! A pagarne il prezzo siamo noi! Quanti sanno che la Siria era il primo partner commerciale dell’Italia? Perché non ci spiegano quante aziende italiane, industrie e persone sono state danneggiate, o perso il lavoro?
Grazie alla non-politica estera del nostro paese le sanzioni alla Siria ci sono costate 2,3 miliardi di euro in interscambi commerciali  compresa la rinuncia alla metà dei 110 mila barili di
greggio esportati dalla Siria.

Denaro volato via dalle nostre casse per riempire quelle dei nostri alleati, insieme ai quali, per interessi economici e geopolitici preferiscono finanziare le bande islamiste, in pratica quelli che crocifiggono e amano farsi riprendere mentre sgozzano, pur di abbattere Bashar Al Assad. Anche da li arrivano i profughi sulle nostre coste e la colpa non è certo di quelli che sono costretti scappare! Ma la guerra commerciale e geopolitica, tra USA e UE da una parte e Russia dall’altra, continua e si aprono nuovi scenari come quello ucraino, giocato e combattuto dentro il cortile di
Putin e per noi sono sempre dolori e perdite economiche.

Infatti nel 2013 le nostre aziende hanno esportato beni per oltre 10 miliardi di euro, garantendo forniture di macchinari, prodotti alimentari e abbigliamento. In cambio Gazprom e gli altri giganti russi ci forniscono il 30% del metano con cui riscaldiamo le nostre case e mandiamo avanti le nostre aziende.
Per questi motivi accodarsi, ancora una volta, all’Europa e agli USA(che sono ben attenti ai loro interessi) per sanzionare Mosca, in nome dellUcraina,sarebbe l’ennesimo suicidio della nostra economia per l’incapacità e irrilevanza del nostro ministero degli esteri! Avvenimenti, dunque, importanti ,che cercano ,in ogni modo di farceli sembrare lontani ma sono in realtà così vicini da piombarci addosso e cercare di svuotare, le nostre già vuote, tasche! La parola d’ordine del “gotha mondialista” è quella di non disturbare i loro affari, impedire di guardare dietro le quinte!

Per tutti questi motivi è importante sapere e capire ciò che accade altrove; la nostra politica, la nostra economia ed ora anche i nostri governi li decidono i centri di potere che,  pur avendo i loro rappresentanti nel nostro paese, sono fuori dall’Italia.

Cercheremo con questa pagina (esteri) , di dare voce a chi non ha voce ,a quanti in ogni luogo vengono discriminati o perseguitati a causa della loro fede.

Un’attenzione particolare avremo, dunque, verso i diritti umani e la libertà religiosa nel mondo, non dimenticando i Genocidi in atto nei confronti dei cristiani nel mondo in totale silenzio degli Organismi Internazionali, e che meriterebbero la giusta visibilità e denuncia.

Penso di aver dato, attraverso il numero zero del nostro giornale, qualche spunto sulla fondamentale importanza e necessità di un’informazione corretta sugli avvenimenti internazionali.

Questo nostro piccolo strumento sarà una voce fuori dal coro, “Di più di quello che vedi”, se sarà piccola o grande dipende dalla nostra capacità di farci comprendere e da quanti troveranno interesse nel nostro proporre fatti ed avvenimenti, storici, politici e altro, passati e presenti molti dei quali fin qui taciuti o deformati attraverso una vera e propria guerra occulta.

Scriveva G Orwell: ” In un’epoca di menzogna universale , dire la verità è un atto rivoluzionario”... e Lamezia Live è nato per questo.