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Perché si accentua l’emigrazione sanitaria dal Sud al Nord ?

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Da giorni imperversa sulla stampa locale e sui social la notizia che la Regione Calabria paga a quelle del Centro – Nord la somma di mezzo miliardo di euro all’anno per interventi sanitari prestati a cittadini calabresi ricoverati nei loro ospedali.

Certo non costituisce una sorta di ” abuso” di quelle Regioni, come certi titoli lascerebbero intendere. Piuttosto sono la conseguenza delle scelte dei cittadini calabresi di farsi curare fuori Calabria.

Il mezzo miliardo che paghiamo alle Regioni del Centro-Nord, è la risultante delle tariffe applicate per categoria di intervento effettuato. Sarebbe interessante far conoscere all’opinione pubblica la statistica delle prestazioni assicurate distinti per “patologie” di intervento. Dagli ambienti sanitari della nostra regione trapelano dati significativi e preoccupanti. Non si va negli ospedali del nord per prestazioni di alta specializzazione. Ci si ricovera prevalentemente e in numero consistente per interventi chirurgici ordinarissimi ( appendicite, ernie e simili ).

Se così è, bisogna domandarsi da cosa nasce la scelta di recarsi fuori regione: sfiducia nella qualità delle prestazioni che i nostri Ospedali sono in grado di  assicurare? Carenza di strutture e personale ospedalieri che non tranquillizzano i pazienti? Liste di attesa molto lunghe? O cos’altro? Siccome è da presumere che, a fronte della richiesta di rimborsi finanziari, gli ospedali delle Regioni meta dei pazienti calabresi, forniscono anche l’elenco nominativo dei soggetti avuti in cura, sarebbe interessante farli diventare oggetti di indagine del perché hanno preferito recarsi fuori Calabria piuttosto che recarsi nel migliore nostro nosocomio. La risultanza dell’indagine potrebbe fornire finalmente il quadro delle scelte che annualmente si compiono, in assenza di azioni politiche, amministrative e organizzative mirate a rimuovere le cause che spingono migliaia di nostri concittadini ad emigrare per necessità sanitarie.

I dati sull’emigrazione per lavoro e per studio, segnalano che annualmente lasciano la Calabria, senza però spostare la residenza, 280 / 3000 giovani diplomati o laureati e lavoratori comuni.

Questa persone per curarsi si recano presso le strutture sanitarie dove hanno il domicilio ( prevalentemente nel centro – nord l’Italia e all’estero).

Quanto incidono le prestazioni assicurate nel volume di trasferimenti dalla nostra Regione a favore di quelle del Centro-Nord? 

on. Costantino Fittante