Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Pesca o pruno …

Le proprietà del frutto molto coltivato in Calabria e venduto anche all'estero
,
1.5K 3

Nel nostro interloquire quotidiano, spesso al limite tra l’italiano, il dialetto e un po’ di latino si usa spesso una frase: prendi questo “pruno”. Ovvero un modo per indicare una cosa difficile da digerire e ingoiare per la sua dimensione. Infatti c’è una simiglianza linguistica tra questo detto e il termine latino prunus da cui deriva il nome pesca. Infatti è difficile ingoiarla immediatamente per le sue dimensioni.

Ma tra le sue proprietà ha proprio quella di aiutare nella digestione. Infatti vince la tensione addominale, tonifica la vescica, aiuta ad eliminare le tossine. La pesca oltre a ricordare una canzone che tanto successo ebbe negli anni passati con  fiori rosa e i fiori di pesco, ricorda l’estate, la pelle vellutata della donna, in particolare di quella che con l’abbronzatura comincia a passare dal chiaro al rossiccio. È un frutto estivo tanto gustoso e molto consumato che si presenta sui banconi dei supermercati di tante gradazioni, di giallo e di rosso. Tanti colori, ma anche tante forme e tanti gusti. La si gusta nel vino come conclusione dei lauti banchetti estivi, con e nell’aperitivo, nel pomeriggio per spezzare la fame.

La pesca gialla, quella rossa, la nocepesca, la nettarina, la percoca. Nella nostra tradizione ancora si conservano varie specie, ma l’omologazione alimentare ne ha fatte scomparire diverse. In Calabria ed in Italia l’attenzione alla conservazione prosegue in vari centri di ricerca e anche in orti botanici privati e pubblici. I nostri contadini hanno rappresentato la memoria alimentare e della biodiversità avendo conservato molte specie nelle loro campagne.In Calabria forte era la coltivazione di questo frutto nella piana di Lamezia, ma oggi per motivi economici e di trattamento troppo delicato del frutto, alcune imprese hanno abbandonato la coltivazione. Permane nella piana di Sibari una buona estensione che ci garantisce frutta fresca da consumare.

Nell’ultimo anno produttivo c’è stato un incremento di produzione secondo quanto dichiarato dal Consorzio per la valorizzazione delle pesche e delle nettarine. “L’idea messa in campo circa un anno fa si è rivelata vincente facendo registrare un incremento nelle vendite del prodotto distribuito attraverso le principali catene di distribuzioni nazionali ed europee,di oltre il 30%”. Stiamo parlando del progetto che ha dato vita al Consorzio  per la valorizzazione di Pesche e Nettarine made in Calabria.PescheeNettarineL’organismo associativo, costituito da 6 organizzazioni di produttori calabresi, può contare su una superficie di circa 3 mila ettari. La mission del consorzio punta a consolidare innanzitutto il trend positivo conseguito in questo primo anno di vita e quindi l’immagine positiva delle pesche e delle nettarine sui mercati nazionali ed internazionali nel settore della frutta fresca e trasformata.

Ma punta anche all’acquisizione del marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta per questi due prodotti agricoli di eccellenza, che insieme a quelli agrumicoli, rappresentano uno dei comparti trainanti dell’economia calabrese.

Lo sostengono i responsabili dell’organismo. Per quest’anno però si parla già di una flessione di produzione e di un calo nel prezzo di acquisto, per via dell’ulteriore momento di crisi. Lo vediamo nei supermercati come le quotazioni oscillino intorno all’euro. Almeno secondo le dichiarazione dell’organizzazione di produttori Bruzia. Quindi anche la coltivazione delle pesche in quest’estate bizzarra sembra segnare un segno negativo. Il sapore  e le proprietà però no.

  • Salvatore Cittadino

    Quando lamezia era prima fila in questa produzione, ora abbiamo perso anche a “mirindella” che un tempo solo dal profumo si impazziva ! Sciaugurati tutti noi

    • vincenzo canonaco

      Non è proprio persa a mirendella, nei prossimi giorni ci occuperemo di lei, scriveremo un altro pezzo. Grazie della lettura attenta

    • vincenzo canonaco

      Bisogna aggiungere che i produttori lamrtina non si sono associati adeguatamente x affrontare il mercato come hanno fatto a Sibari