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Il pesciolino rosso e il migrante : storie di vita ( e di morte) parallele !

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Uno alla volta, prima di rimanere da solo. Tutto programmato, tutto deciso; tutto una solita routine della vita.

Potremmo in tal modo impiantare la base per un mini racconto tra il vero ed il surreale; tra la cronaca e l’inventiva, l’immaginario: per un clima da favola, appunto.

Il pesciolino rosso è stato in effetti ospite della mia casa, assieme ad altri tre, per qualche mese, forse anche per un anno e non di più; perché dicono che la loro vita sia brevissima; una toccata e fuga, un anno o – forse –  anche qualche spicciolo di vita.

Sono certo che abbia vissuto e sopportato la solitudine o la fatica di “ girovagare” spesso da solo, circumnavigando attorno ad un mondo che regala sospetti e insopportazioni, legati a decisioni che non sono mai di proprio dominio, perché i pesciolini non hanno dalla loro parte questa regola di vita.

Ho allora cercato di fargli “ cambiare vita”.

L’ho rimesso con cura in un contenitore e l’ho portato alla villa comunale dove l’uomo ha creato un acquario, anche questo comunale : quindi, di belle proporzioni e con uno spazio ove circumnavigare più liberamente e più speditamente. Una sorta di “ centro raccolta” di pesciolini migranti : senza una destinazione; senza una certezza di futuro, senza una libertà di vita.

Appena gettato nell’ampia vasca comunale, il pesciolino rosso ha emesso un sussulto, come se fosse un grido liberatorio per l’aver ritrovato uno spazio più a dimensione di pesce. Ha fatto qualche giro veloce di ricognizione per fare conoscenza con i suoi conterranei, prima di riprendere a girare attorno ad un mondo che per esso non c’è.

Era evidente che voleva rendersi utile alla causa, per contribuire – assieme agli altri pesci –  ad offrire delle immagini di attrattiva o di denunce per situazioni abitative inaccettabili: l’acqua s’era fatta verdastra, puzzolente, irrespirabile. Ma il pesciolino  era felice lo stesso: aveva appena percepito che la sua situazione potesse evolversi verso il meglio, nonostante l’evidente suo stato di abbandono e nonostante che nessuno si prendesse cura di loro. Frattanto , dopo qualche giorno di attenzioni, ho visto venire a galla una immagine di rosso tra il verde – morte creatosi nell’acquario comunale. Il pesciolino rosso è risalito a galla: era privo di vita !

Mi sono soffermato a dare un senso a tutta questa storia, abbinandola a quella di un povero migrante sprofondato negli abissi marini, sempre più invase da buste di plastica e di ogni sorta di marciume. Ed ho constatato che nessuna differenza oggi esiste tra la storia dell’uomo e quella del mio amico pesciolino rosso.