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Piano Strutturale Comunale: una nuova svolta?

Forse i tempi sono ormai maturi per fare chiarezze dovute
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Ci sono alcune evidenze sviluppatesi in questi ultimi giorni che sono strettamente legate al riordino urbanistico della città di Lamezia Terme in funzione del suo apporto strategico regionale, riproponendo una carta “spariglia tutto” rappresentata dal Piano Strutturale Comunale (PSC).

Per la verità, una siffatta esigenza venne presa in carico dall’attuale nuovo Presidente del Consiglio comunale di Lamezia, l’Ingegner Francesco Grandinetti, che aveva avviato una interessante fase di consultazioni di natura tecnica, e ciò nell’intento – almeno per come abbiamo avuto modo di percepire – di riportare il confronto non sulle aspirazioni dei proprietari terrieri ma sul bene comune, ben sapendo che solo una realtà pensante e responsabile elabora un progetto di città capace di dare risposte e speranze, mentre una realtà clientelare e mafiosa elabora un progetto solitario approvato a maggioranza.

Sull’apertura che oggi fa l’Ingegnere Grandinetti chiamando a dare suggerimenti su tale importante progetto su cui si innerva tutto lo sviluppo potenziale e sostenibile, non solo urbanistico, quanto socio-economico non locale ma regionale, c’è veramente da esultare, anche perché su errori ed inadempienze eventuali del passato si possono trovare le linee convergenti attraverso le quali far ri-gemmare i rami dell’ombroso e tranquillo albero della pianificazione e dello sviluppo tout court.

Sembra anche che ci sia tutta l’avvertita esigenza di far subito per recuperare il tempo perduto, così come è sicuro che sia da parte dell’Assessore al ramo, Zaffina, e sia da parte del Presidente del Consiglio comunale, Grandinetti, l’approvazione del PSC in quanto ritenuto, appunto, determinante per lo sviluppo della Città.

Penso che sia necessario partire, per cercare di evitare ancora l’intoppo, dalle “derivate difficoltà ricorrenti, per l’Amministrazione comunale, nella difficile ricerca, fino ad oggi non del tutto riuscita, di un’autentica e riconoscibile identità urbana capace di ricomporre in un quadro unitario, una serie molteplice di innovazioni e sollecitazioni, non ancora pienamente metabolizzate dalla comunità lametina, nel quadro di un’esperienza di pianificazione scarsamente in grado di governare, a livello comunale e locale, processi di trasformazione degli assetti di tale portata e complessità”.

Una riflessione, quella sopra riportata, contenuta nel “Documento preliminare del PSC di Lamezia”, datato anno 2010 e che fa capire quanta acqua sia passata, disperdendosi, in questi lunghi quattro anni. La succitata ci induce a formulare un interrogativo giusto e pertinente, comprensivo ed onesto, anche se a qualcuno potrebbe apparire da ingombro. L’interrogativo è questo:

Chi sta gestendo il territorio in questo periodo, l’Assessore o il Dirigente?

Qualcun altro potrebbe obiettare: “Che significato ti poni con questo dubbio?”. Ma c’è e come!
Intanto perché l’Assessore dovrebbe rappresentare gli interessi dei lametini, mentre il Dirigente potrebbe anche rappresentare degli interessi personali, non dovendo poi rispondere ad un preciso mandato politico. Niente, con questo, da riferire al Dirigente di turno, bensì una generale divagazione.

A nessuno sfugge quanto il PSC sia in effetti un gigantesco incubatore di opere pubbliche contemplate nelle linee portanti dello strumento urbanistico. Si pensi a quanto previsto dal PSC che in questa fase deve avviare un nuovo ciclo nella formazione del Piano Strutturale. Un “ciclo meno dinamico, più selettivo ed anche obbligatoriamente più qualificato, nella ricerca di una marcata ed unitaria identità urbana”, aperta su “una più marcata e chiara apertura dell’’intero sistema verso una dimensione territoriale più ampia” (PSC, Documento preliminare).

Sorge anche, annessa e connessa una siffatta riflessione nel di dentro delle opere pubbliche che si devono avviare per dare attuazione concreta alle linee di sviluppo contemplate nel Piano, il tentativo di porre un’altra doverosa e leale riflessione:

Se da qualche anno la città, per la prima volta nella sua storia, ha perso abitanti lasciando inabitati molti spazi urbani, chi dovrà andare a riempire questi nuovi quartieri previsti nella stesura del PSC, se le casse comunali sono vuote e indebitate?
Chi potrà realizzare tutte le nuove urbanizzazioni previste?

Forse sono stati questi i motivi per i quali il Presidente Grandinetti ha chiesto la collaborazione di tutti i cittadini dotati di buona volontà e “ripuliti” da abbondanti dosi di forte sfiducia accumulati in questi tempi di pesante recessione economica.
Certamente avrà voluto invitare tutti coloro che conoscono non solo la materia, quanto disposti a voler costruire una città bella, efficiente, con tutti i servizi ben distribuiti sul territorio, con una viabilità distinta per funzione, con un’attenzione a quelle leve che producono ricchezza, occupazione e sviluppo. Praticamente si tratterà di mettere in moto un progetto gigantesco destinato a mutare tutto l’attuale assetto di Lamezia e si tratta di iniziare “un impegnativo percorso di ricomposizione urbana dove vanno poi sistematicamente ricondotte le opzioni dello sviluppo economico locale, a cui garantire adeguati spazi di lavoro, per la minore impresa, dall’artigianato alla piccola industria, fino alle attività terziarie, del commercio, del turismo e dei servizi” (PSC, d.p.).

psc-simulazione

Finora il Piano ha avuto più dispersione di idee e di forze che non azioni concrete e propositive, sulle linee di sviluppo condivise. Ci sono state delle osservazioni, spesse volte, a ruota libera e per le quali sarebbe forse molto più costruttivo se l’Assessore Zaffina spiegasse ai cittadini come s’è mossa l’Amministrazione comunale, anche di fronte alla incerta posizione dell’Architetto Crocioni, molto criticato per non aver voluto firmare la soluzione tecnica del Piano (una sua creatura).

Per onestà mentale e dovere di cronaca, bisogna anche aggiungere che di proposte interessanti ne sono venute fuori, come quelle da parte dell’ex Presidente dell’ASI, avvocato Luigi Muraca, che dettava alcune linee guida programmatiche da inserire nel PSC. Tra queste, la proposta di un masterplan articolata, “finalizzata al recupero dell’esistente per ridare al sito continuità ma proiettandolo nel futuro”. Oppure la riqualificazione del sistema acqua che, una volta messa in opera, “potrebbe condurre, purificando l’acqua prima che arrivi al mare, alla rinaturalizzazione del delta dell’Amato condizione essenziale per favorire il turismo”.
Ed ancora: dal progetto di bioarchitettura da focalizzare nel centro dell’area industriale, all’insediamento di un polo tecnologico, ideale per occupare gli enormi spazi verdi molto appetibili per il sistema turismo, nel cui obiettivo inquadrare anche la creazione del porto turistico.

È tutta carne al fuoco che l’Ingegnere Grandinetti s’è proposto di cuocere sulle brace, però, di una fase politica certamente non edificante e con un probabile “fine corsa” che la Giunta Speranza è chiamata frattanto a decidere una buona volta per tutte. Dopo tutto questo, quale strada prenderebbe questo bel Piano destinato forse ad altri lidi, ove giacciono i vari progetti dell’Area Urbana, della Metro di superficie, del Parco Turistico Termale, del lago turistico, del Centro fieristico e di tante altre balle al vento?

Mi sembra che il “voler far presto” sia un’operazione extra lunare, titanica e questo per gli insuperabili contrasti già venuti fuori nei mesi trascorsi, non  dimenticando gli attacchi del’avvocato Nicolino Panedigrano del febbraio scorso, o quelli del Direttivo del Circolo “Primerano” del PD nella prima decade dello scorso mese di marzo, ai quali fecero da sponda le risposte e le punzecchiature da parte del Presidente della Commissione Urbanistica ed ora Presidente del Consiglio comunale, ingegnere Francesco Grandinetti. Il tutto mentre la situazione politico-amministrativa è quella che è.

Non sia mai che, da un incerto dissesto delle casse comunali ci si intoppi in un dissesto territoriale di devastanti proporzioni e di sempre più ravvicinate previsioni.