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Polemica sui libri di testo,solo farlocca secondo Sel

E' stata una battaglia demagogica che ha dato ai ricchi il bonus librario, una scusa per attaccare la giunta.
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A bocce ferme, dopo che le acque sono state agiate a torto o a ragione e qualcuno ha contribuito per movimentarle ulteriormente, complice il vento della protesta o l’assenza di un coordinamento, ecco la nota di Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, il partito che determina l’amministrazione attuale nella città di Lamezia. Per chi non ricorda, durante parte del mese di agosto si è sviluppata la polemica infuocata sui libri di testo per le scuole elementari, da comprare in base al valore ISEE. Una botta economica per molte famiglie, certo non tante, ma il comune è dovuto correre ai ripari per evitare una situazione non facile e per giunta incresciosa. Adesso pubblichiamo la nota del partito di riferimento del Sindaco Speranza che parla chiaramente di una bolla di sapone.

La polemica sui libri scolastici è stata una invenzione politica basata sul niente al solo scopo di conquistare un po’ di visibiltà da parte di alcune forze politiche della destra e di qualche suo rappresentante in consiglio comunale. I toni e le parole usate sono stati fuori luogo ( come il ‘giù le mani dai bambini’ che richiama ben altre colpe e responsabilità) e dimostrano quanto valgano questi signori. Pochi, bravi però a strumentalizzare alcune famiglie preoccupate da sms allarmisti e piuttosto interessati inviati ad arte da una libreria scolastica cittadina.Una battaglia contro il nulla, una polemica inventata: il risultato della chiassosa protesta è che adesso anche chi ha la Mercedes in garage o la Ferrari, chi possiede seconde e terze case, chi fa le vacanze a Cortina, chi vive in una casa di 300 metri quadri, chi veste Armani e porta borse Gucci da migliaia di euro, chi mangia in ristoranti da 100 euro libria pasto e dorme in alberghi da 1000 euro a notte, tutti quelli insomma che di soldi ne hanno a palate, avrà i 20-25 euro necessari per l’acquisto dei libri per i figli, sottraendo così alla comunità la possibilità di utilizzare qualche migliaio di euro per le necessità dei meno agiati. Hanno voglia di agitarsi i professionisti destrorsi della disinformazione e della strumentalizzazione, hanno voglia di urlare ‘vergogna’ come hanno fatto: la vergogna vera è che una ‘battaglia’ demagogica, arrogante e cieca è  stata utile soprattutto a questo, a dare anche ai  ricchi il bonus librario, a non selezionare all’interno della comunità chi ha bisogno e chi invece vive da pascià ma riceve ugualmente i soldi pubblici, a mettere tutti nello stesso mazzo senza distinzioni, tanto per fare casino e screditare l’amministrazione.Naturalmente a questi signori non frega niente che da anni la regione non finanzia più il diritto allo studio, non frega niente dei tagli che Tremonti e Monti hanno imposto ai comuni ( Lamezia in tre anni ha perso 7-8 milioni di euro), nè si pongono il problema che forse è più giusto che chi ha, e tanto, magari faccia qualche piccolissima rinuncia ( tale erano i 20 euro dei libri) per il bene comune. Ogni scusa è buona per attaccare la giunta. Ma per fortuna alla fine la natura farlocca di questa polemica estiva.si è capita, emersa anche grazie alle parole di un vecchio e bravo insegnante elementare, sempre attento alle esigenze dei bambini e di quelli più poveri in particolare.