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Il popolo delle vittime reagisce

…da Lamezia Terme all’Italia … dopo l’inchiesta “Asta la vista” della Procura della Repubblica di Lamezia Terme
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Riceviamo e pubblichiamo

Dopo il 6 aprile, quando la Procura della Repubblica ha aperto il procedimento penale n.ro 1306/2018-mod.21 R.G. a carico di 85 persone si è innescato un processo virtuoso di sensibilizzazione, sul tema delle gravi violazioni perpetrate a danno di aziende e persone nelle esecuzioni immobiliari quanto nelle sezioni fallimentari.

Il problema interessa migliaia di famiglie in Italia, con danni provocati dalla mala giustizia, che stanno portando alla morte economica e sociale cittadini italiani, che in casi estremi, sono arrivati anche alla morte fisica, il che deve porre degli interrogativi gravi ed urgenti al Legislatore.

Non è un tema più procrastinabile dell’agenda politica del Paese, perché le discrasie che il sistema ha palesato mostrano chiaramente come, nell’apparente esercizio della giustizia, si siano inserite lobby del malaffare trasversale, che vede la presenza di molteplici figure che ruotano attorno al business delle esecuzioni immobiliari e delle fallimentari, e sono presenti in diversi Tribunali del Paese.

A Lamezia Terme dopo l’apertura dell’inchiesta “Asta la vista”, da parte della Procura della Repubblica, si è costituito un Comitato i cui associati amano definirsi Resilienti.

Il Comitato ha preso il nome “Diritto e Rovescio”, dalla volontà dai soci fondatori di colmare il vuoto creato dalla cosiddetta Malagiustizia,  per cercare di ovviare e porre rimedio a tutte le conseguenze che inesorabilmente stanno  scaturendo, intendendo stimolare le vittime del sistema a denunciare i casi di palese e dimostrata “violenza giuridica” fisica e morale che ha indotto  materialmente i soggetti  interessati a compiere atti  senza averne la volontà ed ha determinato, solo perchè sotto la minaccia di un male ingiusto e di notevole rilevanza, la perdita della vita aziendale, sociale e nei casi estremi ha portato alla morte.

Il Comitato “Diritto e Rovescio” intende essere la voce, il megafono, la cassa di risonanza di tutte le Vittime dell’Abuso del Diritto. Diritto e Abuso insieme: un ossimoro semantico, simbolo di una giustizia che ha  vacillato ed ha tradito, in alcuni casi il Suo Ministero.

Si è tenuta a Roma presso la Camera dei Deputati una conferenza stampa promossa dal Comitato, alla quale hanno preso parte: Fiorella de Septis – Presidente del Comitato, che ha posto l’attenzione sulla violazione dei Diritti Inviolabili della Persona  che deve, invece, recuperare la Sua centralità. Fiorella de Septis ha rivolto un appello  al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura “affinchè vigili su questi sistemi perversi che stanno portando alla morte di economie sane  a vantaggio di economie con capitali di dubbia provenienza, e ponga attenzione alle conseguenze che tali anomalie del sistema stanno producendo nella vita dei cittadini, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, e con l’estendersi del tragico fenomeno dei suicidi per motivi economici legati anche alla crisi del sistema giudiziario”, “seguiamo i capitali” ha sottolineato la de Septis, ricordando i Magistrati Falcone e Borsellino, “quale miglior modo di commemorare queste vittime cadute nell’esercizio del proprio dovere, se non attuando quanto ci hanno indicato”.

Ha proseguito  richiamando Calamandrei nel suo appello finale, perché si renda la Carta Costituzionale viva, con il lavoro quotidiano di tutti “altrimenti, se non applicato, resterà un semplice foglio di carta

Si sono presentati i casi di Lamezia Terme, Latina, Taranto, Salerno e Cassino.

Per Lamezia Terme è intervenuto l’ing. Pasquale Materazzo già sindaco della città “questo settore coinvolge molti imprenditori e molti cittadini e la legge, per me, viene gestita male perchè non supera il vaglio dell’etica. Quando cadi nelle maglie di queste procedure ci sono  tre soggetti il fallito /esecutato , i creditori e la procedura. Tutto ciò che viene ricavato dalle vendite viene spartito dalla procedura, ed ai creditori non arrivano che pochi spiccioli. Ci sono procedure che pagano parcelle salatissime ai professionisti, e così c’è chi perde tutto e c’è chi si arricchisce. Intorno ad ogni Tribunale si crea un “cerchio magico”, ci sono uffici nella mia Lamezia Terme, che lavorano solo esclusivamente per il Tribunale, intere generazioni familiari, che a fine anno hanno guadagni spaventosi…quando un bene di un milione di euro si vende a 100, ciò non aiuta né l’azienda fallita /esecutata, né i creditori e diventa invece una grave tentazione, non ci si può limitare solo a vendere, perché lì si annida la malavita. Si dovrebbe seguire le vicende dei beni fino alla terza vendita…si scoprirebbero cose incredibili. La situazione è gravissima….a Lamezia registriamo molti morti e voglio ricordare un grande imprenditore Antonio La Gamba, al quale è scoppiato il cuore il giorno prima dell’udienza, fallito perché non pagato dalla Regione Calabria”.

Per il Tribunale di Taranto è intervenuta l’avvocato Annamaria Caramia, “ ci sono mille modi per morire, la morte psicologica sociale ed economica. Anche chi difende questi toccati dalle esecuzione entra in un ambito per cui le ritorsioni sono all’ordine del giorno. Ho ricevuto tre provvedimenti disciplinari, naturalmente sono stati archiviati. Si delinque e si resta impuniti. Ribadisco, segui i soldi trovi la mafia, ho la speranza che le cose cambino e sono qui per questo”.

Per il Tribunale di Salerno è intervenuta l’avvocato Tiziana Teodosio, “dalla mia esperienza sul campo da anni sottolineo che la crisi economica non bombarda i beni ma li spoglia dei loro legittimi proprietari, noi in nome della nostra Costituzione che è la clausola di salvaguardia, operiamo per il bene supremo che si vuole conservare: la giustizia e l’onestà. Ci vogliono togliere il diritto alla parola e diffamano chi impugna un codice. Si sta in molti casi applicando protocolli internazionali in dispregio del nostro codice. Io rispetto la legge italiana. Noi pretendiamo il rispetto della legge. Mi auguro che il Comitato sia un collettore di intelligenze. Tutti devono vigilare per la perfezione del sistema che non può essere lasciata all’arbitrio del singolo”.

Per il Tribunale di Latina ha preso la parola Vanessa Mandara, imprenditrice che ha scoperchiato un sistema criminoso al quale hanno dato il nome del “sistema Lollo”. “ho subito vessazione e nel 2015 ho avviato indagini personali, durate quattro mesi insieme alla Questura ed al PM, ai quali ho portato la fotografia con cancellieri, professionisti e giudice, che sistematicamente portavano aziende al fallimento, condizionavano cause, e prendevano regalie processi civili, io imprenditrice da quattro generazioni, con un’azienda nata 1960 ho ricevuto questa affermazione da gente della mia città: …ma tu non sapevi come funzionava? Il magistrato Lollo ha confermato circa 900 procedure. Purtroppo sconterà solo i servizi sociali…Ma non mi fermo, ho depositato ancora altre denunce. Spero che con questo Comitato si possa ottenere giustizia per tutti noi”.

Per il Tribunale di Cassino è intervenuto l’imprenditore Erasmo Paone del noto omonimo pastificio. “Ci si sente soli, ci sono persone morte e vi comunico che il Pastificio Paone è morto ieri sera. Un’azienda che negli ultimi due anni ha fatto un incremento del 70%. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mangiato la nostra pasta in Cina nell’ultimo suo viaggio, perché i cinesi l’anno considerata un prodotto di eccellenza italiana. Anche la nostra azienda è stata vittima del giudice Lollo. La provincia di latina ha perso 3000/5000 posti di lavoro, non sono pochi in un territorio che dovrebbe rinascere”.

Dopo queste testimonianze che hanno dimostrato come il fenomeno non sia circoscritto al solo caso di Lamezia Terme con l’oramai famoso “Sistema Calidonna”, si è rilevato come esistano il “Sistema Lollo” ed altri che man mano si stanno palesando.

A monte delle crisi delle aziende c’è stato, e putroppo c’è, il sistema bancario” a dirlo è l’avvocato Giuseppe d’Ippolito, Deputato (M5S) il quale ha messo in evidenza come  “..il sistema perverso bancario sta uccidendo economie,  ma nel contempo grazie anche al movimentismo sociale e di rivolta civica, di cui il Comitato “Diritto e Rovescio” è espressione, stanno pervenendo denunce da parte di diversi cittadini, per questo motivo ho inoltrato un’interpellanza al Ministro Bonafede perché ho ritenuto che le gravi violazioni presenti nelle denunce  già depositate ed in mio possesso, siano tali da richiedere l’invio degli Ispettori al Tribunale di Lamezia Terme, dove si stanno perpetrando da anni violazioni sistemiche del diritto”.

L’avvocato Domenico Monteleone, coordinatore nazionale dell’ufficio legale del Comitato “Diritto e Rovescio” ha esordito affermando che “ mi sento inadeguato rispetto a casi come questi ascoltati. Il problema è di prospettiva, quello che sta succedendo ad economie e persone è il venir meno del rispetto dei codici, di cui non frega niente a nessuno. Non c’è cliente che non vuole convincere che non è un delinquente, ma questo sistema ti bolla ti irride perché così ti domina. Non possiamo fare gli avvocati, siamo pieni di incombenze e lo Stato, in questi casi, si sta palesando come nemico dei cittadini. Persone di livello che cadono nella maglie di questa malagiustizia, il sistema ti vuole cretino per dominarti, ed il sistema è malato perché solo così possono dominarlo.

Il sociologo Nicola Ferrigni, direttore dell’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” del Link Campus University ha sottolineato come “dal 2010 l’Istat ha sospeso la ricerca sui fenomeni del suicidio, ma non studiare il fenomeno non significa annullare il problema, il  fenomeno esiste e purtroppo le vittime dal 2012 sono quasi 1000 con 700 casi di persone salvate in extremis.  La delicatezza del tema impone rispetto, il fenomeno si è trasformato nel corso degli anni e la geografia è trasversale perchè riguarda imprenditori dipendenti pensionati e disoccupati. Sono il senso di colpa, la vergogna, l’impotenza  che portano al suicidio”

Dalla conferenza stampa è venuto fuori che  si dichiarano i fallimenti con troppa superficialità, anche quando non ci sono le condizioni e tutto per alimentare una fornace che distrugge Imprese e Cittadini, lasciando i creditori con un pugno di mosche, il tutto per arricchire gruppi ben organizzati di professionisti e ahinoi, come si è visto, anche di Magistrati.  E’ stata individuata e organizzata una nicchia di guadagno “certo” che non ha nessun confronto con altro settore economico.

A conclusione della Conferenza stampa Fiorella de Septis, ha sottolineato “..siamo in emergenza e dobbiamo lottare tutti uniti, come fecero i partigiani, fazzoletti rossi e fazzoletti blu, uniamoci sotto i colori della bandiera italiana. Si uniscano tutte le forze politiche del Paese, così come nel 1946 quando si insediò la Costituente e tutti insieme parteciparono a ridare all’Italia una carta costituzionale, tra le più belle al mondo, che avrebbe dovuto articolare la democrazia nel nostro Paese. Hanno perso la vita per noi migliaia di cittadini italiani, l’omaggio alla libertà, che grazie a loro abbiamo acquistato, è lottare senza paura contro chiunque si frapponga tra il lecito e l’illecito, tra il giusto ed il malaffare, da qualsiasi parte provenga. Noi abbiamo a guidarci la Costituzione con i suoi inviolabili principi ed i colori della bandiera italiana verde, bianco e rosso, saranno i soli colori sotto i quali opereremo. Il Comitato ha iniziato il suo cammino”.

Nei prossimi giorni analoga conferenza stampa sarà tenuta dal Comitato “Diritto e Rovescio nella città di Lamezia Terme per informare chi è, o è stato vittima della mala giustizia,  poiché da ora in poi non sarà più solo e potrà essere sostenuto dal Comitato con il supporto di professionisti specializzati nel settore legale, bancario e psicologico per garantire, tra l’altro, anche il “diritto alla difesa” che in troppi casi non è stato neanche assicurato.