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Preparatevi ad una esperienza chiamata Dissidio

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Loro sono i Dissidio, o meglio Michelangelo Mercuri (Voce e Chitarra) Valentino De Vito (Basso e seconde voci) Francesco Procopio (Batteria). Non è questo, però, il punto. Un ipotetico presentatore, secondo, loro li dovrebbe annunciare così sul palco:

Preparatevi ad una potenziale esperienza che vi faccia immaginare, pensare, sorridere, sorridere con i denti stretti o magari sorridere e basta. Una potenziale esperienza positiva che, però, può produrre  anche cose negativa, ma sempre in maniera positiva, costruttiva. Capire una cosa brutta, infatti, è una cosa positiva in quanto la si è capita.

Collaborazioni con, tra gli altri, Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Frankie HI-NRG, Ministri, Nobraino, Zen Circus, Giorgio Canali, Ricky Portera, Rezophonic, Vincitori dell’ “Arezzo Wave” per la Calabria, il “Rock Auser”, il “B-Live music contest Italia”, e da ultimo le selezioni regionali del MarteLive

Raccontateci questa vostra ultima vittoria
Il tentativo Marte Live è riuscito, ovvero creare un gruppo di arte, creare cose belle. Abbiamo stretto amicizia con gli altri gruppi musicali con cui non c’è stata nessuna invidia.

E cosa vi aspettate dalla finale di Roma?
Valentino: Ovviamente di vincere!
Michelangelo: Noi andiamo per suonare poi quello che succede, succede. Speriamo, ovviamente, di vincere.
Francesco: Il risultato, comunque, c’è già.
Michelangelo: Fino ad oggi abbiamo suonato senza l’intento di dover vincere una competizione anche perché la musica io la vedo così
Valentino: La musica non può essere una competizione.
Michelangelo: Per quanto può esserlo (una competizione) non è che fai una cosa in più perché vuoi vincere, fai quello che sei, dai il massimo, ma lo dai sempre.
Francesco: Anche perché poi non lo decidi tu, ma lo decidono gli altri chi vince.
Valentino: Inoltre siamo onorati poiché saremo l’unica band calabrese
Michelangelo: noi abbiamo sempre questo stupido senso di patriottismo immotivato per cui andiamo a rappresentare la Calabria in Italia. C’è questo piccolo John Rambo che esce fuori da noi, si sente un piccolo americano in Vietnam poi ritorna e l’America non gli vuole più bene. In pratica, una calabrifornia sempre più vicina.

Chi ha assistito ad un vostro live sa che non è solo un concerto, ma realizzate sul palco un vero e proprio spettacolo. Da cosa traete ispirazione per le vostre perfomance?
Michelangelo: Quello di cui più senti il bisogno di comunicare. Ad esempio, in questo periodo, andremo a suonare a Reggio Calabria, nel festival antimafia “Tabularasa”, ed è più che banale e scontato, però allo stesso tempo forte, il desiderio di parlare di quello che sta accadendo nei paesini, che in realtà accade da sempre ma solo ora fa notizia, in merito alle processioni ed agli inchini. Ci sono, quindi, periodi in cui è il sociale a colpirci , altre volte l’esistenziale. L’ultimo live che abbiamo fatto è stata creata più una esperienza irreale/surreale piuttosto che un riferimento a qualcosa di preciso.

Puoi raccontarcela?
Mentre suonavamo sul palco è salito un gruppo di persone a bloccarci gridando di smetterla. Coi raggiungi un doppio scopo. Il primo catturi l’attenzione, da fuori la gente è entrata ed il locale si è riempito. Il secondo è l’inizio di un qualcosa, poiché dopo che il locale si è riempito in mezzo al pubblico è salito un ragazzo sulla sedia gridando che si voleva suicidare. Un uomo in fondo prende una chitarra ed inizia a strimpellare e, ciliegina sulla torta, nel locale sono entrati quattro boia con una bara ed al seguito tre donne che piangevano al morto portando una candela che mi è stata consegnata sul palco. Allo spegnere della fiamma, della luce, e da lì che rinasceva il concerto.

Molto particolare
Michelangelo: Chiunque vede la cosa rimane spiazzato. Ognuno ha, poi, le sue preziosissime interpretazioni. Certo fare il riferimento al sociale è più semplice, diretto, spontaneo e meno elaborato.
Valentino: Dipende da come siamo ispirati qualche giorno prima.
Michelangelo : Si concepiamo il tutto il giorno prima del live, purtroppo. È, però, come la cucina express, quando è calda è buona, quando tutto è fatto al momento è più buono.

E dal punto di vista musicale?
Francesco: l’aspetto musicale non è separato da quello teatrale, è un tutto un insieme.
Michelangelo: Nei nostri live scriviamo una storia musicale che sia attinente a quello che succede, anche perché l’armonia è totale come direbbe Davide Rosati che ci ha registrato il nostro primo disco “thisorientamento” all’ACME Recording Studio di Raiano in Abruzzo
Valentino: ascoltiamo molto musica proveniente da oltreoceano alla fine ci affacciamo nel nostro territorio scoprendo che ci sono tante cose bellissime. Noi siamo della teoria della spugna,che si accosta alla teoria che quando siamo in macchina voliamo.

Quale è l’esperienza che vi ha di più colpito?
Michelangelo: L’esperienza disco. È la prima volta in cui ho veramente sentito la band. In quella occasione abbiamo fatto gruppo, siamo stati insieme per venti giorni, dormendo ad un metro e mezzo dalla sala di registrazione. È entrato diretto il punto di vista umano, allora gli altri li iniziano a non essere soltanto dei colleghi musicali, ma piano piano diventano delle specie di fratelli.
Valentino: Michelangelo era la cuoca, Francesco dava da mangiare ai gatti, e io magari pulivo
Michelangelo: Quando c’era tempo suonavamo pure eh, non è che andavamo alla caccia di flora e fauna tutto il tempo.
Francesco: Possiamo assicurare che il disco lo abbiamo registrato.

E d’improvviso siete comparsi su “Blob”
Michelangelo: Stavo lavorando al cinema in quel periodo e sono andato dai miei colleghi urlando come un pazzo “ci hanno passato su Blob”. Ora i miei colleghi non sapevano né che io avevo una band, nè che c’era un video, e neanche cosa era Blob. E, quindi, la mia felicità è stata tramortita in un secondo fino a pensare che non era successo nulla. È stato tutto irreale, molto bello, stano. Ho realizzato cosa era accaduto più o meno dopo una settimana.
Valentino Trovarsi nudo su Rai Tre è stato davvero strano in quanto particolare.
Francesco: Michelangelo da questo punto di vista se la scampa sempre.
Michelangelo: Certo io sono il timidone del gruppo che mette la faccia ma non il c…

Cosa ha rappresentato il docufiction “La MusicAnormale”, di cui siete protagonisti, per chi come voi suona a Lamezia Terme?
Michelangelo: È stato una sorta di punto di inizio, nel senso che dopo la “MusicAnormale”ora si suona, ci sono diversi locali che danno spazio per suonare. Si è aperta un po’ una porta, ora non voglio dare tutto il merito al docufiction, ma sicuramente ha fatto aprire gli occhi a molte persone che hanno iniziato a rischiare un po’ di più sulla musica. Anche perché se c’è molta gente che fa parte di questo mondo perché non si inizia a farlo? Ha iniziato a farlo uno, poi due, poi tre e cosi via.
Valentino Perché non si inizia a investire se ci si può guadagnare?
Francesco: Alcune persone, secondo me, si son pure sentite toccate dal docufiction.

La MusicAnormale, però, è stata una specie di fotografia prima di un rompete le righe. Molte band si sono sciolte e non vi è stato un ricambio generazionale. Quali le cause?
Michelangelo: La questione è esplosa da un punto di vista imprenditoriale e, invece, si è ritirata da un punto di vista primario, ovvero le band.
Valentino: Questo è un discorso a livello nazionale, perché c’è di moda la musica hip hop ed il rap. Noi siamo cresciuti con i Nirvana, ora gli idoli son ben diversi.
Michelangelo: Ora la moda è quella, crescono ascoltando quel tipo di musica, che a me piace pure la musica hip hop, però ti rendi conto che non c’è più uno che prende in mano la chitarra. Son cambiati i riferimenti. La musica hip hop è più semplice, più diretta, la base te la fai in cinque minuti ed il testo lo hai già scritto dieci minuti fa, prima di pensarci. Per il video,la fotocamera te la presta qualche amico tuo e you tube è ad un clic. Se fossi un giovane di oggi molto probabilmente farei anche io parte di questo mondo qua. Se c’è una cosa di cui noi ci possiamo vantare è quello di avere avuto pazienza e stiamo continuando ad avere pazienza. Questo, forse, è quello che non caratterizza le nuove generazioni. Siamo stati bravi ad avere pazienza e ad non fare uscire schifezze.

Nessuna nuova leva?
Michelangelo: È esplosa una bomba che ha fatto tanto casino e non ha fatto cratere. Il casino si è sentito, molti hanno dato spazio, però, alla fine si è sgonfiata la cosa. Noi, insieme ai Maieutica, siamo il ricambio generazionale della nostra stessa generazione. Siamo un po’ i senatori, come Buffon.
Valentino: più passano gli anni e ognuno capisce quello che vuole fare.
Michelangelo: C’era un vero allarme se non ci fossero stati nemmeno i ragazzi che fanno musica hip hop. Finché ci sono ragazzini che seguono un determinato idolo e lo mettono in pratica, va bene. Quando c’è l’idolo e non ci sono i ragazzini, là è veramente tragico. Quando tornerà la moda della chitarra, la chitarra tornerà ad essere di moda.

Le istituzioni in questo posso fare qualcosa? Quale politica vorreste realizzassero per venirvi incontro?
Michelangelo: Il primo a rimboccarsi le maniche devi essere tu. Inizia a fare una gavetta che in pratica non finisce mai. Io non mi son mai sentito nella posizione di attaccare nessuno per quello che faccio, che in fondo è una mia passione. Se fossimo in una realtà come quella di Berlino che valorizza l’arte e tutto quanto, e poi tornando qui potrei dire che fa tutto schifo. Non essendo stato mai da nessuna parte dico che le istituzioni non hanno grandi colpe. Ci sono tanti problemi che le nostre questioni sembrano cosi piccole. È uno stato cosi ammalato  che non mi sento nelle condizioni, nel rispetto di coloro che sono ammalati dallo Stato, di potermi lamentare di qualcosa: Ci sono problemi cosi grossi che mi sembra presuntuoso e inopportuno dire che le istituzioni non ci valorizzano. Fossimo solo noi il problema, magari! saremmo nel paradiso. Ci sono problemi molto più grossi, di cui parliamo anche nei nostri live.

La domanda finale, che caratterizza tutte queste nostre interviste musicali, è con quale degli artisti lametini collaboreresti?
Michelangelo: io fare un nuovo progetto musicale con Francesco D’Amico. Se poi, invece, si parla di featuring con il gruppo, io lo vorrei fare con mia sorella.
Francesco: anche se di Reggio Calabria, Ciccio Villari.
Valentino: Mario Vitale

Ringraziamo ai Dissidio e vi lasciamo alla visione del video Par Condicio, trasmesso in parte anche su Rai 3 da Blob. Vi aspettiamo martedì prossimo con un altro appuntamento della nostra rubrica Music Live Lamezia.